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Free Basics dichiarato illegale in India. Il progetto di Facebook fallisce?

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Free Basics

Ieri l’India ha dichiarato illegale Free Basics, un progetto internet che avrebbe offerto la connessione dati gratis, limitatamente ad alcune applicazioni

Il progetto di Mark Zuckerberg, quello di provare a collegare grazie a Facebook il mondo intero potrebbe fallire. Certo è che nel suo cammino di realizzazione ha trovato un grande ostacolo: l’India, che nella giornata di ieri ha dichiarato illegale il progetto Free Basics.

Free Basics di Facebook: perchè è stato dichiarato illegale

Free Basics offre una connessione dati gratuita – o che non intacchi l’offerta dedicata ad internet acquistata dal proprio gestore di telefonia – ma l’accesso è consentito solo ad alcune applicazioni, cioè ad un pacchetto base di servizi. Offre, in pratica, non l’accesso libero al web, ma un internet a metà: ed è proprio questo che non è piaciuto all’India. Il divieto a programmi come Free Basics, che favoriscono alcuni servizi e applicazioni rispetto ad altri, è arrivato dopo mesi di intenso dibattito pubblico, dal momento che il programma di Facebook faceva accedere ad internet e alle sue informazioni i cittadini più poveri dell’India (offriva notizie, info su salute e lavoro e altri servizi).

Facebook ha sempre descritto il servizio, che è nato nel 2013 con il nome di Internet.org, come un modo per introdurre internet ai poveri e a chi conosceva poco la tecnologia e il potenziale di Internet.

Il nobile scopo, però, non è piaciuto alle autorità indiane. E la decisione ha messo Mr. Zuckerberg in una posizione del tutto insolita nel dibattito sulla neutralità della rete (i fornitori di Internet dovrebbero fornire parità di accesso a tutti i contenuti web). Se è vero che negli Stati Uniti, come riportato dal New York Times, Facebook è stato un sostenitore della neutralità della rete, è vero anche che in India il suo programma dava accesso solo ad alcune applicazioni. Anche altri giganti tecnologici di tutto il mondo, tra cui Samsung, Nokia, Qualcomm ed Ericsson, hanno accettato di collaborare con Facebook come partner in questa iniziativa.

free basics

Facebook, per convincere la gente del posto che la sua offerta sarebbe stato qualcosa di positivo per la popolazione, ha intrapreso alcune  campagne mediatiche costosissime. Forse proprio questo, come sostiene il New York Times, ha penalizzato l’iniziativa di Zuckerberg. Gli esperti hanno sostenuto che la campagna può aver avuto un effetto negativo sul pensiero indiano: gli abitanti del posto sono portati a diffidare dei piani a lungo termine sconosciuti, sostenuti da tanta pubblicità.

Ora come Facebook dovrà rinunciare ad aumentare la platea dell’utenza potenziale (in India ha già 132 milioni di utenti), centinaia di milioni di indiani dovranno rinunciare ad una piattaforma che dava un accesso, seppur limitato, ad internet.

Internet non è solo una raccolta di 130 siti web. Noi non vogliamo essere costretti a fare una scelta tra l’accesso e la neutralità della rete’, ha dichiarato Nikhil Pahwa, direttore ed editore di MediaNama, un sito di notizie indiano, fortemente contrario agli sforzi di Facebook.

Il Cellular Operators Association of India si dice invece deluso dalla decisione del Governo.

Free Basic nel resto del mondo

Free Basic è un servizio gratuito che non viene offerto solo in India. Ben 38 altri paesi del mondo, dall’Indonesia a Panama, sono oggetto degli investimenti di Facebook, impegnata anche a trovare una soluzione per fornire a buon mercato reti Wi-Fi a villaggi remoti.

Il problema dell’offerta di questi servizi Internet di questo tipo viene discusso anche in altri paesi, compresi gli Stati Uniti, dove la Federal Communications Commission sta studiando se queste prestazioni ‘zero rating’ (così vengono denifiniti questi servizi) siano conformi con le regole sulla neutralità della rete.

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