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Varianti Sars-Cov-2, ecco la mappa delle regioni. Report Iss

Tutti i numeri più aggiornati sulla presenza delle varianti di Sars-Cov-2 (inglese, brasiliana e sudafricana) nelle regioni italiane. La mappa dell’Istituto superiore di sanità (Iss) presieduto da Silvio Brusaferro

 

Quella inglese è la più diffusa in assoluto sul territorio nazionale e registra il maggior numero di casi in Lombardia, mentre le cosiddette brasiliana e sudafricana hanno al momento una diffusione più circoscritta ma sono da monitorare.

LA RICERCA ISS SULLE VARIANTI

A tracciare la geografia della presenza delle varianti del virus Sars-Cov-2 in Italia è la nuova ‘flash survey‘ condotta dall’Istituto superiore di sanità (Iss) , con dati relativi al 18 febbraio scorso, su cui si è basato il governo anche per approvare il primo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi.

LA SITUAZIONE DELLE VARIANTI, REGIONI PER REGIONI

Non si tratta, ha sottolineato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, di “una classifica tra le regioni”, bensì di una mappa della diffusione che servirà per un monitoraggio più puntuale. Nell’indagine sono stati sequenziati 1.296 campioni in tutta Italia: di questi, 658 hanno evidenziato la presenza della variante inglese, 62 di quella brasiliana e 6 di quella sudafricana

LE MUTAZIONI DEL VIRUS SECONDO L’ISS

Le mutazioni si stanno infatti espandendo sul territorio nazionale sempre più rapidamente e lo dimostrano i risultati dell’ultima indagine dell’Istituto superiore di sanità (Iss): il 54% delle infezioni Covid-19 nel nostro Paese è dovuto proprio alla variante inglese, il 4,3% a quella brasiliana e lo 0,4% alla sudafricana.

L’ALLERTA DELL’ISS

Una situazione che, avverte l’Iss, impone un rafforzamento delle misure per frenare i contagi.

I NUMERI SULLE VARIANTI INGLESE, SUDAFRICANA E BRASILIANA

La stima viene dalla nuova ‘flash survey’ condotta dall’Iss e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. Al 18 febbraio scorso, la prevalenza della variante inglese del virus era del 54,0% con valori oscillanti però tra le singole regioni tra lo 0% e il 93,3%, mentre per quella brasiliana era del 4,3% (0%-36,2%) e per la sudafricana dello 0,4% (0%-2,9%). In totale, hanno partecipato all’indagine le 21 Regioni/PPAA e complessivamente 101 laboratori, e sono stati effettuati 1296 sequenziamenti.

CHE COSA DICE L’ISS SULLE VARIANTI

L’indagine sulla diffusione delle varianti evidenzia un dato preannunciato e molto preoccupante: la variante inglese sta diventando quella “prevalente” nel paese, afferma l’Iss, e in considerazione della sua maggiore trasmissibilità “occorre rafforzare/innalzare le misure di mitigazione in tutto il Paese nel contenere e ridurre la diffusione del virus, mantenendo o riportando rapidamente i valori di Rt a valori sotto 1 e l’incidenza a valori in grado di garantire la possibilità del sistematico tracciamento di tutti i casi”. Ma ad allarmare è anche il diffondersi dell’altra variante, la brasiliana, finora più circoscritta. Emerge, infatti, una “chiara espansione geografica dall’epicentro umbro a regioni quali Lazio e Toscana della variante brasiliana, che deve essere contrastata con le massime misure di mitigazione”.

 

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