Sanità

Vaccini Pfizer-Biontech: la furbizia della Germania, la delusione dell’Italia e la toppa di Bruxelles

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Che cosa è successo davvero sui vaccini Pfizer-Biontech fra Italia, Germania e Bruxelles? Ecco fatti e ricostruzioni

 

L’incidente diplomatico, tra Germania ed Italia, è stato scongiurato. Ma la questione è lungi dall’essere risolta. Berlino, che nei giorni scorsi ha protestato contro le poche dosi di vaccino Pfizer-Biontech, assicuratesi dalla Commissione Ue, ha deciso di muoversi in solitudine e di opzionare da Biontech altre 30 milioni di dosi.

La mossa ha fatto infuriare l’Italia e non solo. E ha costretto l’Europa a mettere la toppa. Tutti i dettagli.

IL RIFORNIMENTO PLUS

Partiamo dai fatti. Come già raccontato da Start Magazine, la Germania ha proceduto a un’ordinazione, per via bilaterale, di 30 milioni di dosi con la tedesca Biontech, di Mainz, per il vaccino anti Covid messo a punto in collaborazione con l’americana Pfizer. Il primo immesso in commercio.

L’ACCORDO EUROPEO

L’ordine speciale, definito dal giornale tedesco Zdf quale “mossa di carattere prettamente nazionale”, ha fatto infuriare l’Italia e anche gli altri Paesi Ue: l’acquisto dei vaccini tramite la Commissione vietava, infatti, agli Stati membri a muoversi in solitudine per assicurarsi ulteriori dosi.

CONTE: ITALIA HA RISPETTATO ACCORDI

L’Italia non si è assicurata dosi aggiuntive “perché all’articolo 7 del contratto e della decisione assunta dalla Commissione europea c’è il divieto di approvvigionarsi per via bilaterale se si accede a livello europeo. Punto”, ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella conferenza stampa di fine anno.

“L’Italia non ha tentato di assicurarsi altre commesse perché le dosi contrattualmente negoziate a favore dell’Italia e dell’intera Europa sono centinaia di milioni, sono assolutamente sufficienti, con varie ditte, con varie linee di produzione”, ha aggiunto Conte.

LE PAROLE DEL MINISTRO ALLA SALUTE TEDESCO

Le proteste sono arrivate fino a Berlino, che per scongiurare il peggio ha anche chiamato l’Italia: “Ne ho già parlato anche col ministro Speranza, perché in Italia c’è un dibattito su questo. Era da sempre chiaro che non si potesse trattare parallelamente al pacchetto europeo, ma che fosse possibile trattare per dosi aggiuntive”, oltre alle quote Ue, ha spiegato il ministro della Salute tedesco Jens Spahn, commentando quanto accaduto.

L’INTERVENTO UE

Le proteste non hanno lasciato indifferenti nemmeno l’Ue. Tanto che nelle scorse ore è intervenuta sull’argomento provando a riparare alla mossa della Germania: “Abbiamo deciso di prendere altre 100 milioni di dosi aggiuntive del vaccino Pfizer-BioNTech, già in uso. Avremo quindi 300 milioni di dosi di questo vaccino, che è stato valutato sicuro ed efficace. Altri vaccini seguiranno”, ha detto la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen.

E ancora: “Per quanto ne sappiamo nessuno si è assicurato dosi addizionali fuori dall’accordo Ue”, ha detto un portavoce della commissione Ue.

LA TOPPA DI BRUXELLES

Dichiarazioni, quelle che arrivano da Bruxelles, che sembrano tanto essere una toppa a quanto fatto dalla Germania.

Cosa è successo realmente? A provare a spiegarlo, con una doppia versione è il Corriere della Sera: “Versione buonista, la Germania si sarebbe portata avanti, bruciando l’annuncio della commissione perché quei 30 milioni, in realtà 27, rientrano nel nuovo accordo europeo. Oppure, versione a telecamere spente, la commissione è intervenuta per evitare che la fuga in avanti della Germania facesse saltare tutto. In realtà la quota tedesca sui 100 milioni aggiuntivi annunciati da Von der Leyen sarebbe più bassa: circa 20 milioni contro i 30 che hanno fatto esplodere il caso. Ma in ogni toppa i segni della cucitura restano visibili”.

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