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Vaccini in Italia, tutte le novità su Pfizer, Johnson & Johnson, Sanofi, Astrazeneca e Moderna

Vaccini

Quante dosi dei vaccini anti Covid di Pfizer, Johnson & Johnson, Sanofi, Astrazeneca e Moderna arriveranno in Italia? Il punto con numeri e informazioni dopo il via libera dell’Ema a quello di Pfizer-Biontech.

 

Il piano vaccinale anti Covid-19 sta per entrare nel vivo. Il 27 dicembre 2020 sarà il V-day per i 27 Paesi dell’Unione Europea.

EMA dice sì al vaccino Pfizer-Biontech

L’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha dato il suo via libera all’approvazione del vaccino anti-Covid prodotto da Pfizer-Biontech, il primo vaccino autorizzato a poter essere utilizzato nell’Unione Europea. Per procedere è necessario aspettare il nullaosta della Commissione Europea. “La sicurezza del vaccino è stata la nostra priorità numero uno – ha commentato a direttrice dell’Ema, Emer Cooke -. Le notizie positive di oggi rappresentano un importante passo avanti nella nostra lotta contro questa pandemia”.

La soddisfazione del premier Conte e del ministro Speranza

Il Presidente Giuseppe Conte e il ministro della salute Roberto Speranza hanno espresso soddisfazione per il risultato dell’Ema. “Il vaccino Pfizer-Biontech è stato approvato dall’Ema e autorizzato dall’Unione Europea. Una splendida notizia” – ha detto il Premier Conte – “Avevamo auspicato l’arrivo dei vaccini entro la fine dell’anno. Il 27 dicembre si parte”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Ministro Speranza: “L’agenzia europea del farmaco ha dato l’ok al vaccino Pfizer-Biontech. È la notizia che aspettavamo. La battaglia contro il virus è ancora molto complessa, come dimostrano anche le ultime notizie provenienti da Londra, ma avere a disposizione un vaccino efficace e sicuro apre una fase nuova e ci dà più forza e fiducia”.

Il V-day: il 27 dicembre parte la campagna vaccinale in tutta Europa

In Italia dicembre arriveranno in Italia le prime 9.750 dosi di vaccino della Pfizer. Le dosi saranno portate allo Spallanzani e dall’ospedale romano partiranno in tutta Italia affinché, in maniera simbolica, in tutte le Regioni d’Italia si somministreranno dosi del vaccino che dovrebbe traghettarci lontano dal dramma della pandemia.

Il maggior numero di dosi per la prima somministrazione spetterà alla Lombardia, la Regione più martoriata dalla pandemia, che riceverà 1.620 dosi, a seguire l’Emilia Romagna (975), il Lazio (955), il Piemonte (910) e il Veneto (875).

Dopo la prima distribuzione “simbolica” arriveranno in Italia 1.833.975 dosi del vaccino Pfizer-Biontech. Di queste 304.955, circa 1/6, saranno consegnate alla Lombardia, a seguire Emilia Romagna 183.138, Lazio 179.818 Piemonte 170.995 Veneto 164.278 e Campania 135.890 dosi.

Piano vaccinale: i 202 milioni di dosi ipotetiche

L’Italia, come riportato nel suo piano vaccinale, ha acquistato o opzionato un totale di 202 milioni di dosi divise tra Astrazeneca, Pfizer-Biontech, Johnson & Johnson, Sanofi/GSK, Curevac e Moderna.

I primi ad essere vaccinati saranno gli operatori sanitari, poi i residenti e personale dei presidi residenziali per anziani e le persone di età avanzata.

Ha sintetizzato oggi Repubblica: “Il ministero alla Salute ha indicato le priorità. Prima toccherà agli operatori sanitari e agli ospiti e al personale delle Rsa, residenze per anziani. In Italia sono in tutto circa 1,9 milioni di persone. A seguire sarà la volta degli ultra ottantenni (4,4 milioni) di chi ha tra i 60 e i 79 anni (13,4 milioni) e di chi ha almeno una patologia cronica (7,4 milioni). Successivamente si passerà al resto della popolazione”.

“Naturalmente, con l’aumento delle dosi di vaccino si inizierà a sottoporre a vaccinazione le altre categorie di popolazioni, fra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali” – si legge nel piano vaccinale – “quali anzitutto gli insegnanti ed il personale scolastico, le forze dell’ordine, il personale delle carceri e dei luoghi di comunità”.

Al momento solo il vaccino Pfizer-Biontech e il vaccino di Moderna hanno avuto l’approvazione da parte della Food and Drug Administration, l’Ema, invece, ha autorizzato la commercializzazione solo del primo dei due. Questi due, come sottolinea in un polemico tweet il prof. Carlo Alberto Carnevale Maffè, rappresentano appena il 18% di tutte le dosi opzionate dall’Italia. Se non dovessero arrivare in tempi brevi le certificazioni di sicurezza anche per gli altri vaccini (Johnson & Johnson in primis dato che circa un quarto delle dosi vaccinali opzionate dall’Italia arriverà dalla multinazionale americana) rischia di saltare il progetto di vaccinazioni a tappeto previsto dal piano vaccinale.

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