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Tutti gli obiettivi di Time To Act

Anticorpi Monoclonali Virologi Maestri D'italia

Conversazione con Walter Ricciardi, presidente della Eu Cancer Mission, sulla campagna lanciata dall’European Cancer Organisation Time To Act: il Covid non deve fermare la lotta contro il cancro

 

L’Europa si stringe attorno ai malati di cancro per evitare che la pandemia Covid possa trasformarsi in un’epidemia di cancro in futuro.

Il professor Walter Ricciardi, presidente della Eu Cancer Mission, descrive il lancio virtuale della campagna Time To Act, organizzata dalla European Cancer Organisation per riprendere la battaglia contro il cancro a livello europeo e per recuperare il regresso oncologico che si è venuto a creare causa Covid.

GLI OBIETTIVI DI TIME TO ACT

L’iniziativa Time To Act ha come obiettivo principale quello di recuperare il tempo perso con la pandemia, che ha provocato un “disastro” nel settore oncologico “rallentando enormemente tutti i processi di screening, cancellando centinaia di migliaia di test, ritardando diagnosi e interventi chirurgici”, spiega Ricciardi. “E’ assolutamente necessario recuperare: recuperare è responsabilità degli Stati membri, bisogna cercare di organizzare meglio le proprie risorse umane, tecnologiche, organizzative, bisogna fare un programma di recupero e anche di prevenzione per future problematiche derivanti da analoghe pandemie”.

IL RUOLO DI RICCIARDI

“La Commissione europea – chiosa Ricciardi – ha varato il Mission Board for Cancer, la missione di cui ho l’onore di essere presidente, che ha elaborato un rapporto con la proposta di 13 azioni molto concrete che vanno nella direzione di conquistare il Cancro entro 7 anni, con il salvataggio di 3 milioni di vite e anche con le condizioni di salute migliorate per i pazienti e per le loro famiglie”. “Sono azioni concrete, finanziate, a questo punto il compito è degli Stati membri e in Italia delle Regioni, c’è bisogno di questi organismi intermedi che si diano da fare”, aggiunge il presidente della Eu Cancer Mission.

COSA DEVE FARE L’ITALIA

A livello nazionale, invece, bisogna intervenire in maniera differenziata a seconda delle situazioni che si sono venute a creare negli ospedali, secondo Ricciardi: “Ci sono delle parti del paese in Italia che hanno autosufficienza dal punto di vista del personale e delle attrezzature, e quelle si devono semplicemente organizzare meglio, nel senso che anche durante la pandemia ci sono state delle organizzazioni degli ospedali che hanno continuato a lavorare, non voglio dire in maniera inalterata, però sostanzialmente senza gravi danni per i pazienti”.

PROBLEMI E SCENARI

Secondo Ricciardi, “ci sono state invece altre organizzazioni che sono veramente state rallentate enormemente, però quando c’è autosufficienza e abbastanza personale e le attrezzature sono disponibili, è semplicemente una necessità organizzativa. Ci sono invece parti del Paese che non hanno abbastanza personale, non hanno abbastanza tecnologia, hanno tecnologie obsolete, ecco in quel caso c’è la necessità di attrezzare dei piani di investimento per il reclutamento di personale, per la stabilizzazione del personale e anche perché vengano dotate di attrezzate innovative che possano svolgere bene il compito”.

IL SUPPORTO NECESSARIO

Ma che cosa si può fare per supportare medici ed infermieri dei reparti oncologici? “Con fatti concreti e non con dichiarazioni retoriche – risponde Ricciardi – perché il fatto concreto è che il personale italiano è scarso rispetto al necessario ci vorrebbero molti medici ma soprattutto molti infermieri in più. Inoltre bisogna pagarli meglio perché a parità di potere d’acquisto gli operatori sanitari italiani sono quelli pagati peggio in Europa, superati soltanto dai greci. Bisogna creare degli ambienti di lavoro a favore del cittadino del paziente ma perché siano veramente così, anche a favore degli operatori. Su questo c’è bisogno di un grande impegno da parte dei direttori generali e direttori sanitari, per cercare di garantire al personale condizioni ottimali di lavoro per svolgere al meglio i propri compiti”.

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