Sanità

Tutti gli intoppi del vaccino Astrazeneca-Irbm anti Covid

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Astrazeneca avvia studi supplementari per il vaccino anti Covid. Si allontanano le probabilità che la Fda possa autorizzare l’uso d’emergenza. 

 

Grattacapi in casa Astrazaneca. La società che produce e sviluppa il vaccino messo a punto dall’Università di Oxford, in collaborazione con l’Italiana Irbm, potrebbe avviare uno studio supplementare per verificare se il fortuito errore di somministrazione della dose, che ha portato ad un’efficacia del 90%, ripeterà le performance su larga scala.

Intanto, la fiducia degli esperti in quello che poteva essere il vaccino più economico e semplice da confermare vacilla e anche la Fda potrebbe non rilasciare il via libera all’uso emergenziale.

Andiamo per gradi.

IL VACCINO DI ASTRAZENECA

Partiamo dal vaccino. AZD1222 è un farmaco per la prevenzione del Covid-19 messo a punto dall’Università di Oxford e dalla sua società spin-out, Vaccitech, in collaborazione con l’italiana Irbm. Sfrutta un vettore virale di scimpanzé, carente di replicazione, basato su una versione indebolita di un comune virus del raffreddore, contenente il materiale genetico della proteina spike del virus Sars-Cov-2. Dopo la vaccinazione, viene prodotta la proteina spike superficiale, che prepara il sistema immunitario ad attaccare il Covid-19 in caso di infezione.

UN ERRORE FORTUNATO

Il vaccino, secondo i primi risultati emersi dalla sperimentazione di fase 3 in Gran Bretagna e Brasile è efficace. Quanto? Questo è ancora da stabilire con precisione. Grazie ad un errore, infatti, il vaccino di Astrazeneca ha mostrato avere un’efficacia del 90% nei soggetti in cui, per sbaglio, è stata somministrata mezza dose, invece della dose intera.

UNO STUDIO SUPPLEMENTARE

Si tratta di una scoperta scientifica nata dal caso? Astrazeneca farà studi ulteriori. Serve “uno studio supplementare, poiché abbiamo individuato quelle che sembrano essere le migliori condizioni di efficacia del dosaggio, ma dobbiamo validarle”, ha detto a Bloomberg, Pascal Soriot, numero uno della società farmaceutica.

GLI INTOPPI DEL VACCINO ASTRAZENECA

Che tale performance si ripeta su larga scala, infatti, non è semplice. La mezza dose che si è rivelata la scelta vincente è stata somministrata, infatti, solo a meno di 2.800 volontari su 23.000 partecipanti allo studio (scoperto l’errore, infatti, i ricercatori hanno poi somministrato dose intera). E ancora: i risultati positivi fanno riferimento a una sperimentazione condotta solo su un piccolo gruppo di pazienti sotto i 55 anni, ovvero la fascia meno a rischio. Il vaccino di Astrazeneca sarà efficace anche negli anziani?

FIDUCIA IN DISCUSSIONE

Nell’attesa che arrivino nuovi risultati supplementari, nonostante la validità non venga messa in dubbio, la fiducia degli esperti tentenna: l’errore di dosaggio è l’unico? Con questo errore “penso che abbiano davvero messo a repentaglio la fiducia nel loro intero programma di sviluppo”, ha affermato Geoffrey Porges, analista della banca di investimenti SVB Leerink al New York Times.

ASTREAZENECA: ABBIAMO USATO STANDARD ELEVATI

Astrazeneca prova a recuperare. Michele Meixell, portavoce della casa farmaceutica, ha affermato che i processi “sono stati condotti secondo gli standard più elevati”. Anche Menelas Pangalos, dirigente responsabile di gran parte della ricerca e sviluppo dell’azienda, ha difeso la gestione dell’azienda dei test e delle sue divulgazioni pubbliche, sostenendo che l’errore di dosaggio sia stato commesso da un appaltatore e che, una volta scoperto, Astrazeneca abbia immediatamente informato le autorità di regolamentazione e firmato il piano per continuare a testare il vaccino in dosi diverse.

VACCINO ASTRAZENECA: USO D’EMERGENZA IN DISCUSSIONE

Ma la correttezza dei processi basterà per ottenere il via libera all’uso emergenziale? Difficile. Secondo quanto riporta il New York Times, infatti, la necessità di nuovi test supplementari allontana “le probabilità che i regolatori negli Stati Uniti e altrove autorizzino rapidamente l’uso di emergenza del vaccino Astrazeneca”.

IN GRAN BRETAGNA PARTONO LE VERIFICHE

In realtà non tutte le autorità mettono in discussione il vaccino. Oggi sono partite le verifiche dell’autorità regolatoria di controllo britannica sui farmaci (Mhra) sul candidato vaccino di Astrazeneca. Si tratta del primo passo per poter ottenere il via libera alla distribuzione di massa.

IL CROLLO IN BORSA

Intanto, l’azienda fa i conti anche con i mercati. Le azioni di Astrazeneca, sottolinea il Corriere della Sera, sono crollate di oltre il 6 per cento, facendo perdere alla multinazionale farmaceutica 8 miliardi di capitalizzazione.

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