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Perché lo psicologo non è più un tabù per istituzioni e celebrità

Psicologo

Nel 2020, complice la pandemia, la cultura pop e il linguaggio istituzionale hanno contribuito a superare gli stereotipi legati alla terapia. L’intervento di Alessandro De Carlo, psicologo del lavoro e psicoterapeuta, professore all’Università di Padova

Tra i cambiamenti più evidenti dal 2020 si può senza dubbio includere il rapporto degli Italiani con la psicologia. In realtà si tratta di un’evoluzione di lungo corso: già prima dell’emergenza covid, la cura della salute psicologica era un ambito in crescita costante ma lenta, ancora ancorato a vecchi stereotipi e a uno stigma difficile da scardinare. Oggi, invece, il non avere una psicologa o uno psicologo di riferimento non è soltanto fuori moda ma è percepito come un’insensata privazione di un aiuto per vivere meglio e raggiungere i propri obiettivi.

Come è successo? Si sono incrociate l’evidenza dell’utilità della psicologia e la diffusione degli endorsement verso la professione psicologica.

La prima è facilmente riconducibile alla “tempesta perfetta” che, dall’inizio del 2020, ha sconvolto le nostre vite e ha messo di fronte agli occhi di tutti che il bisogno di salute mentale è diffuso e “fisiologico”, che i sintomi di disagio, stress e ansia sono estremamente impattanti, che la società contemporanea è così complessa da rendere prezioso un aiuto per decodificarla e gestirla.

Il supporto pubblico alla psicologia e il parlare apertamente delle proprie difficoltà ha visto in prima linea, in un costante crescendo negli anni recenti, personalità dello spettacolo e dello sport. Solo per citarne alcuni all’estero: Jennifer Lopez, Lady Gaga, Jim Carrey, J.K. Rowling, Michael Phelps, i Principi William e Harry. Da noi Gigi Buffon, Federica Pellegrini, Vasco Rossi. Fino ad arrivare al giorno d’oggi con Chiara Ferragni, che è entrata in dettagli non soltanto legati al suo vissuto ma anche al suo percorso di supporto, fino a discutere di metodi e approcci terapeutici.

Spesso guardiamo i VIP e dimentichiamo l’importanza del supporto istituzionale. Dopo anni in cui la psicologia non è stata parte centrale dell’agenda pubblica, negli ultimi mesi ne hanno parlato apertamente esponenti di tutti i partiti, sottosegretari e ministri – ultimo in ordine cronologico il Ministro Bianchi – e sono state avviate delle azioni concrete per diffonderla. Quando la cultura pop e il linguaggio istituzionale convergono su un tema, allora dobbiamo pensare che sia veramente rilevante, parte dell’agenda culturale e politica, patrimonio condiviso, obiettivo comune.

E così ciò che si teneva nascosto per timore del giudizio, oggi, finalmente, può essere una parte della vita di cui non vergognarsi, da non nascondere sotto il tappeto, un pezzo di storia personale condivisa con persone famose e di successo. Cercare aiuto psicologico significa avere la forza di prendere in mano la propria vita, liberarsi dal disagio, stare meglio ogni giorno, poter pensare ad obiettivi ambiziosi e trovare le risorse per raggiungerli.

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