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Cricket One, tutto sull’azienda vietnamita che vuole inondare l’Europa di polvere di grillo

Polvere Di Grillo

L’Ue ha dato il via libera alla polvere di grillo nei prodotti alimentari: ecco cos’è, chi la produce, dove si consuma, il giro d’affari e le previsioni di un mercato che ha già delle realtà operative anche in Italia

 

Mangeremo polvere di grillo?

“In questo Governo non ci sarà nessuno spazio per carne sintetica e farina di grilli. Il nostro obiettivo è difendere i cittadini dalle degenerazioni che vogliono far passare l’idea che basta nutrirsi, a prescindere da dove e come viene prodotto il cibo. Ma noi non possiamo accettarlo”, diceva all’inizio del suo mandato il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e Forestale, Francesco Lollobrigida (Fratelli d’Italia).

Due giorni fa, però, l’Unione europea ha autorizzato l’immissione sul mercato della polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus, ovvero il grillo domestico, quale nuovo alimento.

COSA DICE L’UE

In seguito alla domanda del 24 luglio 2019 da parte della società Cricket One Co. Ltd alla Commissione europea di valutare l’autorizzazione all’immissione sul mercato Ue della polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus, il 23 marzo 2022 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) si era pronunciata positivamente.

La nuova norma è stata inserita nel Regolamento di esecuzione Ue 2023/5 della Commissione del 3 gennaio 2023 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale comunitaria.

Si tratta del terzo insetto approvato per il consumo. Nel febbraio 2022 era stata la volta della larva gialla della farina (Tenebrio molitor) e nel novembre 2021 della locusta migratoria.

CHE COS’È LA POLVERE DI GRILLO

Il nuovo alimento, si legge nel Regolamento, è costituito dalla polvere parzialmente sgrassata ottenuta da Acheta domesticus (grillo domestico) intero mediante una serie di fasi, che prevedono un periodo di digiuno di 24 ore degli insetti per consentire lo svuotamento intestinale, l’uccisione degli insetti mediante congelamento, il lavaggio, il trattamento termico, l’essiccazione, l’estrazione dell’olio (estrusione meccanica) e la macinazione.

IN QUALI ALIMENTI POTRÀ ESSERE PRESENTE

La domanda riguardava l’uso della polvere di grillo nel pane e nei panini multicereali, nei cracker e nei grissini, nelle barrette ai cereali, nelle premiscele secche per prodotti da forno, nei biscotti, nei prodotti secchi a base di pasta farcita e non farcita, nelle salse, nei prodotti trasformati a base di patate, nei piatti a base di leguminose e di verdure, nella pizza, nei prodotti a base di pasta, nel siero di latte in polvere, nei prodotti sostitutivi della carne, nelle minestre e nelle minestre concentrate o in polvere, negli snack a base di farina di granturco, nelle bevande tipo birra, nei prodotti a base di cioccolato, nella frutta a guscio e nei semi oleosi, negli snack diversi dalle patatine e nei preparati a base di carne.

CHI PRODUCE LA POLVERE DI GRILLO

Cricket One Co. Ltd, l’azienda che per prima ha fatto richiesta, è la sola che dal 24 gennaio 2023 è autorizzata per un periodo di cinque anni a immettere sul mercato Ue la polvere di grillo, salvo il caso in cui un richiedente successivo ottenga un’autorizzazione per lo stesso alimento.

Cricket One è una società vietnamita il cui motto è “proteine classiche per un mondo moderno”. Si occupa di allevamento dei grilli ma anche di altri ingredienti di alta qualità e sostenibili per alimenti, bevande, cosmetici e cibo per animali.

PERCHÉ MANGIARE POLVERE DI GRILLO

Secondo Cricket One le proteine del grillo sono nutrizionalmente più efficienti, performanti e complete, oltre che una fonte sicura e sostenibile che non danneggia il pianeta. Gli insetti, infatti, costituiscono già buona parte della dieta quotidiana di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo e nella strategia Farm to Fork sono identificati come una fonte proteica alternativa che potrebbe facilitare il passaggio a un sistema alimentare più sostenibile.

Il credo di Cricket One incontra infatti quattro dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite nel 2015 e che, un po’ irrealisticamente, dovrebbero realizzarsi entro il 2030: fine della povertà; fine della fame nel mondo; introduzione di modelli responsabili di produzione e di consumo; e interventi per contrastare i cambiamenti climatici.

A sostegno del consumo di prodotti a base di insetti l’azienda Italian Cricket Farm afferma che il valore proteico degli insetti è di circa il 69%, quasi il doppio della carne di manzo e i grilli necessitano dello 0,05% di acqua rispetto a un bovino per produrre lo stesso quantitativo di proteine.

Fonte: Italian Cricket Farm

Ma non finisce qui, sempre secondo i loro dati, un terzo delle terre del mondo è utilizzato per produrre carne di manzo. In media, per produrre 1kg di manzo vengono usati 200mq di superficie contro 15mq per la stessa quantità di insetti.

Inoltre, rispetto ai bovini, i grilli producono l’1% di gas serra, mentre le industrie del bestiame sono la seconda causa mondiale dell’inquinamento atmosferico.

Fonte: Italian Cricket Farm

DATI E PREVISIONI SUL MERCATO DEI GRILLI

Una ricerca pubblicata a marzo 2022 intitolata “Mercato dei grilli per prodotto (grilli interi, grilli in polvere), specie (grilli domestici), applicazione (grilli interi lavorati, integratori proteici in polvere, barrette proteiche di grilli, bevande), uso finale (nutrizione umana, nutrizione animale) – Previsioni globali al 2029” ha stimato che il mercato globale dei grilli raggiungerà i 3,50 miliardi di dollari entro il 2029 e crescerà a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 28,6% durante il periodo di previsione dal 2022 al 2029.

PAESI IN CUI SI MANGIANO I GRILLI

Secondo una ricerca pubblicata su Frontiers in Nutrition nel gennaio 2021, l’entomofagia, ovvero un regime dietetico che prevede gli insetti come alimento, è una pratica molto comune a livello globale e ci sono 2.100 specie di insetti che vengono consumate in oltre 110 Paesi. Di queste, 500 vengono consumate in Africa, 324 in Cina, 255 in India e oltre 164 in Thailandia.

Di grilli, in particolare, che in Cina vengono mangiati da oltre 2.000 anni, oltre 60 specie vengono consumate in 49 nazioni. L’Africa è in cima alla lista con 25 Paesi che consumano vari tipi di grilli, seguita da Asia (13 Paesi), America (5), Europa (Olanda, Belgio, Svizzera, Polonia) e Australia (2).

IN ITALIA CI SARÀ POSTO PER QUESTO MERCATO?

Sebbene apparentemente l’Italia non sembri pronta – a partire dal ministro Lollobrigida ma anche secondo un sondaggio Coldiretti che afferma che il 54% degli italiani è contrario, il 24% è indifferente e solo il 16% favorevole – a mettere in tavola prodotti a base di insetti, esistono già delle realtà sul nostro territorio che credono nel futuro di questo mercato.

Ne è un esempio la Italian Cricket Farm con sede a Scalenghe, in provincia di Torino, che da anni oltre ad allevare grilli, vende tarme della farina, kaimani, locuste e camole del miele. Nei loro 3.000 mq di superficie vengono prodotti giornalmente 70kg di tarme della farina, 400mila grilli domestici e 10kg di kaimani.

La loro produzione, 100% made in Italy, tra l’altro può rassicurare chi, come il ministro e Coldiretti, mette in dubbio questi prodotti perché provenienti da Paesi extra Ue.

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