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Pillola Merck anti Covid, chi seguirà il Regno Unito?

Merck

Il Regno Unito sarà il primo Paese al mondo a somministrare il molnupiravir, la pillola Merck anti Covid che dimezza il rischio di ospedalizzazione e decesso nei pazienti a rischio. L’Italia cosa farà? Locatelli dice che…

 

Nuova svolta sulla strada della lotta al virus: l’agenzia del farmaco inglese ha approvato il molnupiravir, la prima pillola anti Covid, realizzata dal colosso americano Merck Sharp & Dohme (Msd), in collaborazione con Ridgeback Biotherapeutics.

Downing Street il mese scorso aveva annunciato un accordo per comprarne 480.000 dosi, dopo che uno studio clinico negli Stati Uniti aveva mostrato che un ciclo di cinque giorni dimezzava il rischio di ospedalizzazione o morte per i pazienti a rischio.

LE PRIME CONSEGNE

Il Regno Unito, che è il primo Paese al mondo ad aver autorizzato l’uso del farmaco, stando a quanto scrive il Guardian, riceverà quasi mezzo milione di dosi tra pochi giorni, a partire da metà novembre.

Il segretario alla Salute, Sajid Javid, ha detto che la decisione ha segnato un “giorno storico”, in quanto rappresenta un decisivo passo avanti “per i più vulnerabili e gli immunodepressi, che saranno presto in grado di ricevere questo innovativo trattamento”.

COME AGISCE LA PILLOLA MERCK?

Molnupiravir, il primo farmaco antivirale orale per il trattamento della malattia causata da Sars-Cov-2, interferisce con la capacità del virus di replicarsi. È progettata per introdurre errori nel codice genetico del virus, impedendone la duplicazione e riducendo quindi il rischio di provocare malattie gravi.

Il farmaco, inoltre, non colpisce la proteina spike del virus, altamente mutagena, e questo dovrebbe dunque garantire un’efficacia costante indipendentemente dalle varianti.

QUANDO È MEGLIO SOMMINISTRARLA?

Poiché il farmaco è più efficace quando viene somministrato nelle prime fasi dell’infezione, la Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA), l’Agenzia regolatrice inglese dei farmaci, raccomanda di usarlo il prima possibile dopo un test positivo per Covid ed entro cinque giorni dalla comparsa dei sintomi.

A CHI VERRÀ SOMMINISTRATA?

Verrà data la priorità ai pazienti anziani e a quelli con particolari vulnerabilità, come nel caso di persone immunodepresse. Il farmaco può essere prescritto a chiunque risulti positivo e abbia almeno un fattore di rischio per lo sviluppo di una malattia grave, come obesità, diabete mellito e malattie cardiache.

La pillola, fanno sapere gli esperti, va presa quattro volte al giorno per cinque giorni, stando a casa propria, senza dunque bisogno di ospedalizzazione o somministrazione sotto la vigile sorveglianza medica.

Tuttavia, scrive il Guardian, il farmaco sarà inizialmente somministrato ai pazienti attraverso uno studio nazionale gestito dal National Health Service (NHS).

CHI ALTRO ACQUISTERÀ LA PILLOLA MERCK?

Nonostante la pillola Merck possa rappresentare una vera svolta per i Paesi a basso reddito, dove di vaccini ne sono arrivati pochi, come Start scriveva già qualche tempo fa, sono diversi i Paesi che hanno già messo gli occhi su questo innovativo farmaco.

Gli Stati Uniti attendono solo il via libera della Food and Drug Administration (Fda), ma hanno già stretto un accordo di procurement con Merck. E da quanto riferiscono Reuters e la società Airfinity, si mettono in fila anche Nuova Zelanda, Australia, Corea del Sud, Taiwan, Singapore e Malesia.

E L’ITALIA COSA FA?

Sul possibile commercio in Italia della pillola anti Covid, il ministro della Salute Roberto Speranza, ha detto che “come per i vaccini gli acquisti condivisi a livello europeo sono la strada giusta. Ma tutte le ipotesi sono in campo”, si legge su Adnkronos.

“L’Aifa si è già attivata per acquisire una quantità adeguata del farmaco antivirale orale per il Covid-19 molnupiravir, autorizzato in Gran Bretagna. Ciò al fine che anche l’Italia possa avere a disposizione anche questa arma”. Sono le parole del coordinatore del Cts Franco Locatelli in conferenza stampa a Palazzo Chigi, il quale ha aggiunto anche che il direttore dell’Aifa, Nicola Magrini, “ha già chiesto il dossier” per consentire al nostro Paese di aver a disposizione anche questa terapia.

L’Ema, intanto, ha avviato la procedura di revisione continua rolling review.

“Siamo pronti a fornire consulenza agli Stati membri dell’Unione europea affinché possano rendere disponibile la pillola anti-Covid molnupiravir di Merck per l’uso di emergenza”, anche “prima di un’autorizzazione all’immissione in commercio” ha dichiarato Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell’Ema.

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