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Perché Zitromax è introvabile?

Zitromax

Cosa dicono l’Aifa e gli esperti della scomparsa dello Zitromax dalle farmacie? E perché l’abuso di antibiotici di cui l’Italia è leader potrebbe avere a che fare con la letalità del Covid? Fatti e approfondimenti

 

Tamponi fai-da-te, diagnosi fai-da-te e anche cure fai-da-te. Prima della corsa allo Zitromax, l’antibiotico a base di azitromicina, è stata la volta di vitamine, cortisone, eparina, idrossiclorochina (promossa da Trump e Bolsonaro), ivermectina, ecc. Tutte cure spacciate, sui social e non, per miracolose contro il Covid che invece si sono rivelate improprie e, in alcuni casi, addirittura pericolose.

IL CASO DELLO ZITROMAX

“Le vendite di azitromicina nelle farmacie italiane – scrive Repubblica – sono lievitate con l’arrivo della pandemia. Si è passati dalle 3,5 confezioni al giorno per 100 mila abitanti di fine 2019 alle 5,5 di fine 2020”.

Da giorni lo Zitromax e le sue versioni generiche sono introvabili nelle farmacie. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simmg), sul quotidiano romano, ipotizza che venga ancora prescritto per la terapia domiciliare anti Covid nonostante gli esperti abbiano chiarito da tempo che la somministrazione di antibiotici nei pazienti positivi non solo è inutile ma anche dannosa.

E anche l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) chiarisce che “la carenza attuale [di azitromicina, ndr] non deriva da esportazioni o altre anomalie distributive, ma dalla prescrizione del farmaco al di fuori delle indicazioni previste”.

PERCHÉ L’AZITROMICINA NON SERVE A NULLA CONTRO IL COVID

L’azitromicina è un antibiotico e gli antibiotici hanno la capacità di contrastare le infezioni batteriche, ma non i virus che possono, invece, essere contrastati da antivirali specifici.

Lo Zitromax “non solo non è un farmaco anti-Covid perché è un antibiotico, ma non serve a nulla nel trattamento contro il coronavirus”, ha ribadito all’Adnkronos Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova.

PERCHÉ NON USARE GLI ANTIBIOTICI CONTRO IL COVID

Gli antibiotici, si legge sul sito dell’Aifa, “non sono efficaci per il trattamento di nessuna infezione virale, inclusa l’influenza stagionale”.

Come spiega Bassetti, abusare di antibiotici (l’Italia ne è uno dei maggiori consumatori in Europa) rischia di creare il fenomeno dell’antibiotico resistenza, ovvero quando è realmente necessario somministrarli, gli antibiotici non funzionano più perché i batteri ‘resistono’ alla sostanza che dovrebbe eliminarli.

Inoltre, l’approvvigionamento insensato di certi farmaci impedisce di trovarli a chi ne ha veramente bisogno.

COSA HA DETTO L’AIFA

In seguito alla diffusione della notizia sullo Zitromax, l’Aifa ha fatto sapere che “nessun antibiotico in generale, è approvato, né tantomeno raccomandato, per il trattamento di Covid-19”.

“Fin dall’inizio della pandemia, Aifa ha scoraggiato fortemente l’uso dell’azitromicina per il Covid-19. Come ampiamente dimostrato da numerosi e ben condotti studi clinici pubblicati sulle migliori riviste internazionali, non vi è alcuna evidenza che l’utilizzo dell’azitromicina abbia un effetto protettivo sulla evoluzione del Covid-19, né in termini di riduzione della trasmissione, né dei tempi di guarigione, o della mortalità”, si legge sul sito.

L’ABUSO DI ANTIBIOTICI E IL COVID

Sulla scia di quanto detto da Bassetti, anche il direttore dell’Aifa, Nicola Magrini, ribadisce: “L’abuso di antibiotici produce resistenza. E la resistenza è un disastro”.

“L’Italia ha una brutta situazione, per quanto riguarda la resistenza. Abbiamo istituito una squadra per il monitoraggio – ha detto Magrini – e durante il Covid si è visto un chiaro aumento dell’uso di tutti gli antibiotici. Avere in giro batteri resistenti, soprattutto per i pazienti che devono passare periodi lunghi in terapia intensiva, non è affatto auspicabile. Non escludo che la letalità elevata che l’Italia ha registrato per il Covid sia attribuibile anche a questo”.

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