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Sifilide Stati Uniti

Perché negli Stati Uniti c’è un’impennata di casi di sifilide?

Negli Stati Uniti i casi di sifilide sono aumentati dell’80% in cinque anni, ma oltre al mal francese si registra un'epidemia generale di malattie sessualmente trasmesse. Tutti i dettagli

 

Il mal francese torna a preoccupare oltreoceano. Già alla fine del 2022 si era registrato un preoccupante ritorno della sifilide negli Stati Uniti, accompagnato da un generale aumento delle malattie sessualmente trasmissibili (mst). Ora i Center for Disease Control and Prevention (Cdc) confermano che è in corso una vera e propria epidemia.

I DATI DI SIFILIDE E MST NEGLI STATI UNITI

L’ultimo report dei Cdc mostra i dati raccolti negli Stati Uniti nel corso del 2022 relativi a gonorrea, clamidia e sifilide, per le quali in totale sono stati segnalati più di 2,5 milioni di casi.

Se, rispetto al 2021, per i casi di gonorrea si è osservata una diminuzione per la prima volta in dieci anni e quelli di clamidia sono rimasti a livello, ad allarmare sono i numeri che interessano la sifilide. Nel 2022, infatti, i casi sono stati oltre 200.000, di cui 4.000 congeniti, ovvero trasmessi da madre a figlio durante la gravidanza.

Quest’ultimo è l’aspetto più preoccupante perché l’aumento percentuale su un anno è stato quasi del 31% e su cinque è pari al 183,4%. Anche l’American Academy of Pediatrics ha sottolineato che nel 2022 il numero di bambini nati con la sifilide era 10 volte superiore a quello del decennio precedente, toccando il livello più alto degli ultimi 30 anni.

E sul New York Times si legge che, sempre nel 2022, la malattia ha causato 231 bambini nati morti e 51 decessi infantili.

LE CAUSE DELL’AUMENTO DEI CASI

Dietro a un simile aumento di casi, secondo il quotidiano statunitense, ci sarebbero varie ragioni tra cui il recente aumento dell’abuso di sostanze legato a comportamenti sessuali a rischio; i progressi nella lotta al virus dell’HIV che, di contro, hanno avuto la diminuzione dell’uso di profilattici indispensabili per prevenire le infezioni sessuali; ma soprattutto la chiusura di molte cliniche per la salute sessuale, arrecando un grave danno alle donne e alla comunità.

INTERVENIRE SAREBBE POSSIBILE MA…

In un altro documento dei Cdc si legge che diagnosi e cure tempestive durante la gravidanza avrebbero potuto prevenire l’88% dei casi di sifilide congenita diagnosticati nel 2022.

Tuttavia, un report della National Coalition of Std (Sexually Transmitted Disease) Directors osserva che i dati del 2023 potrebbero anche essere peggiori perché in quelli sopra citati mancano vari fattori quali la carenza di Bicillina L-A, un farmaco per il trattamento della sifilide congenita, iniziata la scorsa primavera, i tagli al personale dedicato alle Mst effettuati l’estate scorsa e gli attacchi all’assistenza sanitaria delle donne.

COSA STANNO FACENDO GLI STATI UNITI

Secondo gli esperti, l’amministrazione Biden ha il merito di aver puntato i riflettori sulla conseguenza più grave dell’epidemia nazionale di malattie sessualmente trasmissibili, ovvero la sifilide congenita, ma se non ci sarà un reale intervento con fondi per la comunità si rivelerà un impegno vuoto.

Intanto, oltre ad essere stata annunciata una task force federale dedicata all’emergenza, a metà gennaio la Food and Drug Administration (Fda) ha autorizzato temporaneamente l’importazione dell’extencillina dei Laboratoires Delbert (prodotta tra l’altro in Italia) per compensare la carenza del farmaco di Pfizer.

LE CURE PER LA SIFILIDE

La sifilide, che si trasmette attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale o attraverso il sangue, presenta quattro stadi: primario, secondario, latente e tardivo. Nei primi due presenta dei sintomi che di solito scompaiono spontaneamente, anche se questo non significa che la malattia non c’è più, anzi, se non curata passa alla forma latente, per cui la persona è comunque infetta.

Se però il paziente riceve in tempo le adeguate cure nella maggior parte dei casi guarisce completamente, ecco perché sia la Bicillina L-A che l’extencillina sono indispensabili. Tuttavia, tra le due ci sono delle differenze, motivo anche per cui il farmaco del laboratorio francese non è autorizzato dalla Fda. Per esempio, spiegano gli esperti, l’extencillina manca di alcune etichette e istruzioni richieste negli Stati Uniti e contiene soia, che può causare reazioni allergiche in persone sensibili. Inoltre, Bicillina L-A viene fornita in siringhe riempite, mentre l’altro richiede la ricostituzione.

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