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Perché Lorenzin del Pd è innamorata di “Make to care” di Sanofi?

Make To Care Sanofi

Il 30 novembre si è tenuta la premiazione dell’iniziativa di Sanofi “Make to Care” alla quale ha partecipato anche la ex ministra dem della Salute, Beatrice Lorenzin, che su Twitter si è detta innamorata del progetto. Ma di cosa si tratta?

 

Mercoledì 30 novembre si è conclusa la settima edizione dell’iniziativa di Sanofi “Make to Care” per promuovere e incoraggiare tutte le forme di innovazione in grado di rispondere alle esigenze quotidiane di chi vive con una disabilità, dei loro familiari e caregiver.

Alla cerimonia di premiazione era presente anche la senatrice Pd ed ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin, oggi coordinatrice Health&Science Bridge del Centro Studi Americani, la quale ha fatto sapere di apprezzare molto il progetto e ha lanciato una proposta.

Ma che cos’è Make to Care di Sanofi?

IL PROGETTO DI SANOFI

Il progetto Make to Care di Sanofi è nato nel 2016 dalla stretta collaborazione con Maker Faire Rome – The European Edition, un evento che ha l’obiettivo di facilitare e raccontare l’innovazione tecnologica connettendo le persone e le idee.

Make to Care, giunto alla sua settima edizione, “ha dato inizio, per primo in Italia, a una riflessione strutturata sulla Patient-driven-Innovation, ovvero l’innovazione che nasce direttamente da chi convive con una patologia e da chi se ne prende cura, al fine di incentivarne la pratica e la diffusione, oltre che stimolare un dibattito costruttivo in termini di nuove politiche sanitarie”, scrive Italpress.

L’iniziativa, spiega Sanofi, nasce come contest finalizzato a far emergere e facilitare la realizzazione, nonché la diffusione, di soluzioni innovative e utili a incontrare i bisogni reali delle persone affette da qualunque forma di disabilità, intesa come qualsiasi diminuzione marcata della qualità della vita a causa di patologie e/o eventi traumatici.

CHI SOSTIENE MAKE TO CARE

Nel team dell’iniziativa, oltre a Maker Faire Rome – The European Edition, ci sono Fondazione Politecnico di Milano, Polifactory del Politecnico di Milano, Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna, Associazione Italiana degli Incubatori Universitari e delle Business Plan Competition, Five Years Out (fornitore di prodotti, servizi e soluzioni tecnologiche), ART-ER – Attrattività Ricerca Territorio (società consortile dell’Emilia-Romagna volta a favorire la crescita sostenibile della regione attraverso lo sviluppo dell’innovazione), Bugnion (società di consulenza in proprietà industriale e intellettuale) e Venture Factory (advisor company che si occupa di portare il trasferimento tecnologico dalle università al mercato).

I RISULTATI

Fino a oggi, Make to Care, in collaborazione con Maker Faire Rome – The European Edition, ha raccolto oltre 500 progetti, tra cui 57 finalisti e 12 vincitori “valorizzando e sviluppando un ecosistema attorno a cui gravitano centri di ricerca, strutture sanitarie, innovatori, investitori, caregiver e pazienti”.

“Nel corso di questi sette anni – ha detto il presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia, Marcello Cattani – Make to Care è cresciuto e si è consolidato. Alle origini dell’iniziativa c’è la volontà di intercettare e valorizzare il ruolo del paziente innovatore e di favorire connessioni, scambi e ulteriori sviluppi grazie all’open innovation. Elementi chiave per favorire lo sviluppo di nuove soluzioni che possano contribuire all’ecosistema della salute, di cui noi come industria siamo parte attiva ben oltre la nostra attività di ricerca e produzione di farmaci”.

I PROGETTI VINCITORI 2022

Quest’anno i due progetti che hanno vinto e che mettono la tecnologia a supporto della disabilità sono ARGO e DIGICOG-MS. Il primo è un dispositivo progettato per aumentare l’autonomia dei nuotatori con disabilità visiva e il secondo è un’app per l’autovalutazione e il monitoraggio delle funzioni cognitive per le persone con sclerosi multipla.

I vincitori avranno la possibilità di partire per un’esperienza formativa in Israele, patria delle startup nel Mediterraneo, e potranno beneficiare di un programma di incontri organizzati dall’Ambasciata di Israele a Roma, che patrocina il contest.

COSA HA PROPOSTO LORENZIN

La senatrice dem Lorenzin, che ha preso parte alla valutazione dei progetti, con un tweet si è detta “innamorata” dell’iniziativa Make to Care, e durante la cerimonia di premiazione ha lanciato una proposta:

“Un progetto così, che è bellissimo, che nasce da un premio, un’iniziativa che mette insieme università e aziende, dovrebbe in qualche modo trovare una piattaforma pubblica perché se noi immaginiamo quante startup di questo tipo stanno lavorando sui bisogni reali dei pazienti e delle loro famiglie e quanto sia difficile incontrare chi li finanzia, chi li aiuta a fare trasferimento tecnologico, chi poi aiuta a rendere accessibili queste idee, io credo che da idee come queste dovrebbe nascere un impegno, una progettazione, dove sia il Mise in co-partecipazione con altri che ti apre la piattaforma dove poi tutti possono trovare un’opportunità”.

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