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Moderna e Pfizer vaccineranno contro il Covid i bambini under 6 in Usa?

Vaccino Covid Bambini

Moderna e Pfizer si candidano (al momento negli Stati Uniti) per vaccinare contro il Covid i bambini sotto i 6 anni. Ecco i dati sull’efficacia, il parere degli esperti e le titubanze dei genitori

 

Vaccinare i bambini sotto i 6 anni contro il Covid? Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (Fda) è passata dal chiedere a Pfizer e BioNTech di presentare la domanda di autorizzazione per l’uso di emergenza al ripensarci, ma proprio ieri Moderna ha annunciato di aver inviato la sua richiesta all’Agenzia federale Usa per il controllo dei farmaci.

Ecco come stanno le cose sui vaccini anti Covid per i bambini negli Stati Uniti.

MODERNA SI CANDIDA PER IL VACCINO UNDER 6

Moderna ha detto di aver presentato una richiesta di autorizzazione all’uso di emergenza per il suo vaccino Spikevax (mRNA-1273) sia per i bambini da 6 mesi a meno di 2 anni che per quelli da 2 anni a meno di 6 anni alla Fda.

Ha poi aggiunto che “richieste simili sono in arrivo anche per autorità regolatorie internazionali”.

Se fosse approvato sarebbe il primo vaccino autorizzato per i più piccoli. “Crediamo che mRNA-1273 sarà in grado di proteggere in sicurezza questi bambini contro Sars-CoV-2 – ha dichiarato Stéphane Bancel, Ceo di Moderna – e sarà particolarmente apprezzato da genitori e caregiver”.

IL DOSAGGIO

La domanda presentata alla Fda riguarda un regime di due dosi del vaccino a mRna da 25 microgrammi.

COSA DICONO GLI STUDI

I risultati provvisori positivi dello studio di fase 2/3 KidCOVE, fa sapere Moderna, “hanno mostrato una robusta risposta anticorpale neutralizzante nella fascia da 6 mesi a meno di 6 anni di età a seguito di una serie primaria a due dosi di mRNA-1273, oltre che un profilo di sicurezza favorevole”.

La sperimentazione pediatrica è stata svolta quando Omicron era predominante, tuttavia, l’efficacia del vaccino, secondo i dati di Moderna, è rimasta significativa al 51% per i casi da 6 mesi a meno di 2 anni e al 37% per i casi da 2 a meno di 6 anni.

La risposta immunitaria nei bambini piccoli dunque è stata simile a quella degli adulti, che era l’obiettivo dello studio.

LA CANDIDATURA DI PFIZER PER GLI UNDER 6

L’ultimo aggiornamento di Pfizer/BioNTech sulla questione risale invece all’11 febbraio quando la casa farmaceutica ha annunciato di aver presentato l’autorizzazione all’uso di emergenza del suo vaccino per includere i bambini dai 6 mesi ai 4 anni di età su richiesta della Fda a causa del numero elevato di infezioni registrato tra dicembre 2021 e febbraio 2022.

IL DOSAGGIO E IL DUBBIO SUL NUMERO DI DOSI

La sperimentazione pediatrica con il vaccino Pfizer/BioNTech ha previsto inizialmente due dosi da 3 microgrammi. Tuttavia, fin da subito, gli esperti hanno osservato che essere necessaria una terza dose in quanto due, secondo i dati raccolti, non avrebbero prodotto la risposta immunitaria sperata tra i bambini dai 2 ai 4 anni.

Lo stesso Albert Bourla, presidente e amministratore delegato di Pfizer, aveva dichiarato: “Crediamo che saranno necessarie tre dosi di vaccino per i bambini dai 6 mesi ai 4 anni per raggiungere alti livelli di protezione contro le varianti attuali e potenziali future”.

I dati su una terza dose somministrata almeno 8 settimane dopo il completamento della seconda – riferiva Pfizer – erano attesi all’inizio di aprile.

LE ANTICIPAZIONI DI FAUCI

Il consulente per il Covid della Casa Bianca, Anthony Fauci, la scorsa settimana ha detto alla Cnn che la Fda spera di rivedere i dati del vaccino Pfizer/BioNTech per gli under 6 insieme ai dati di Moderna.

IL PARERE DEI GENITORI

Ma nonostante i produttori di vaccini cerchino di rendere disponibili i loro farmaci a una platea sempre più ampia, secondo quanto riferisce Reuters, non è chiaro quanti genitori statunitensi abbiano realmente intenzione di vaccinare i propri figli sotto ai 6 anni.

Nella fascia di età dai 5 agli 11 anni, per cui il vaccino Pfizer/BioNTech è già autorizzato, solo il 28% dei bambini ha completato il ciclo vaccinale.

IL PARERE DEGLI ESPERTI

Molti genitori, infatti, non stanno vaccinando i più piccoli perché solitamente incorrono meno, rispetto agli adulti, in forme gravi. Tuttavia, gli esperti ripetono che le varianti in circolazione sono altamente trasmissibili e che la vaccinazione serve a proteggere dalla malattia grave, dall’ospedalizzazione e dagli effetti a lungo termine del Covid.

LE INFEZIONI TRA I BAMBINI

I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), si legge su Reuters, hanno pubblicato martedì i dati che mostrano che il 75% dei bambini statunitensi aveva prove di una precedente infezione da Covid nel sangue, gran parte della quale si è verificata durante l’ondata di Omicron da dicembre a febbraio.

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