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Mifepristone, cosa sta succedendo negli Stati Uniti intorno alla pillola abortiva?

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha ripristinato temporaneamente l’accesso al mifepristone tramite telemedicina e per posta, sospendendo il divieto imposto da una Corte d’Appello federale in quello che è il principale caso sull’aborto dopo l’annullamento della sentenza Roe v. Wade nel 2022. Fatti, numeri e posizioni

 

Negli Stati Uniti, mentre tribunali e politica si rincorrono, l’accesso a uno dei farmaci più usati per interrompere una gravidanza torna improvvisamente incerto: decisioni sospese, ricorsi d’urgenza, regole che cambiano nel giro di giorni. Al centro c’è il mifepristone, tra dati scientifici consolidati e scontri legali sempre più frequenti – e, sullo sfondo, milioni di donne che cercano di capire cosa sia ancora consentito.

L’ULTIMA MOSSA DELLA CORTE SUPREMA

Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha temporaneamente ripristinato la possibilità di ottenere il mifepristone tramite telemedicina e spedizione postale, sospendendo una decisione della Corte d’Appello del Quinto Circuito che, solo venerdì scorso, aveva imposto l’obbligo di visita medica in presenza. L’ordinanza, firmata dal giudice Samuel Alito, resta in vigore almeno fino all’11 maggio e consente ai giudici di valutare i ricorsi urgenti presentati dai produttori del farmaco Danco Laboratories e GenBioPro.

Come spiega Jurist, si tratta di una “sospensione amministrativa”, quindi di una misura temporanea che non entra nel merito della questione ma mantiene lo status quo per alcuni giorni. Secondo i legali di Danco Laboratories, la decisione del tribunale inferiore “introduce confusione e sconvolgimenti immediati in decisioni mediche altamente sensibili al fattore tempo”, mentre GenBioPro ha avvertito del rischio di “interrompere bruscamente l’accesso per le pazienti in tutto il Paese”.

IL CONFLITTO LEGALE E IL RUOLO DELLA LOUISIANA

Alla base del contenzioso, scrive il New York Times, c’è una causa avviata dalla Louisiana contro la Food and Drug Administration (Fda), con l’obiettivo di limitare l’accesso al farmaco. Lo Stato sostiene che la possibilità di ricevere il mifepristone per posta abbia consentito di aggirare il divieto quasi totale di aborto in vigore sul suo territorio.

Nel maggio scorso, la Corte d’Appello del Quinto Circuito ha accolto questa impostazione, sospendendo a livello nazionale la normativa della Fda che permetteva la prescrizione a distanza. La decisione si inserisce in una disputa più ampia sulla legittimità delle regole federali e sulla possibilità per gli Stati di contestarle in tribunale.

Stando a Vox, gran parte delle questioni sollevate ricalca un caso già affrontato nel 2024, quando la Corte Suprema respinse un ricorso simile stabilendo che i ricorrenti non avevano legittimazione ad agire.

COME FUNZIONA IL MIFEPRISTONE

Il mifepristone è uno dei due farmaci utilizzati nel regime di aborto farmacologico, generalmente entro le prime 10-12 settimane di gravidanza. Approvato dalla Fda nel 2000 e successivamente esteso fino a 70 giorni di gestazione, è oggi impiegato in oltre il 60% degli aborti negli Stati Uniti.

Secondo l’agenzia federale, il farmaco è sicuro se assunto secondo le linee guida mediche. Alla fine del 2024 erano stati registrati 36 decessi tra le persone che lo avevano assunto, ma senza un nesso causale certo. Studi citati nel dibattito indicano che le complicazioni gravi riguardano una percentuale molto ridotta dei casi, circa lo 0,4%.

Un’analisi della Cnn ha inoltre evidenziato che il mifepristone presenta meno effetti collaterali segnalati rispetto a farmaci comuni come il Viagra o la penicillina.

LA TELEMEDICINA E IL CAMBIAMENTO DELLE REGOLE

Negli ultimi anni l’accesso al mifepristone è cambiato profondamente. Durante la pandemia di Covid-19, la Fda ha eliminato l’obbligo di visita in presenza, consentendo consulti online e spedizione per posta – una misura poi resa permanente nel 2023.

Questa trasformazione, osserva Usa Today, ha ampliato l’accesso, soprattutto nelle aree rurali e negli Stati con restrizioni severe. Nel 2025, circa 91.000 aborti in Stati con divieti totali sono stati effettuati tramite telemedicina.

La decisione del Quinto Circuito colpisce proprio questo sistema: formalmente modifica solo il protocollo della Fda, ma di fatto rischia di bloccare l’intera distribuzione del farmaco finché non verranno definite nuove regole. Le aziende produttrici hanno sottolineato che non esistono precedenti simili, aumentando l’incertezza per medici e farmacisti.

LE AZIENDE E LE CONSEGUENZE IMMEDIATE

Le due principali aziende che producono il mifepristone, Danco Laboratories e GenBioPro, sono al centro del caso e hanno presentato ricorsi urgenti alla Corte Suprema.

Secondo quanto dichiarato nei documenti legali, la decisione del Quinto Circuito costringe tutti gli attori coinvolti – aziende, Fda, medici, pazienti e farmacie – “a indovinare cosa sia consentito e cosa no”.

Le imprese evidenziano anche le difficoltà operative poiché ogni modifica normativa richiede aggiornamenti complessi, tra etichette, contratti e certificazioni, con tempi che possono durare mesi.

LE POSIZIONI POLITICHE E ISTITUZIONALI

La controversia, afferma il Nyt, ha messo in difficoltà anche l’amministrazione federale. Da un lato, infatti, ha difeso la Fda in tribunale, dall’altro non ha chiarito se intenda mantenere le regole che facilitano l’accesso al farmaco.

Il Dipartimento della Salute ha evitato commenti ufficiali, citando il contenzioso in corso, mentre è in corso una revisione completa della sicurezza del mifepristone che potrebbe concludersi solo alla fine del 2026. Sebbene organizzazioni mediche e sostenitori dei diritti riproduttivi citino oltre cento studi che dimostrano la sicurezza ed efficacia del farmaco, il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. ha espresso dubbi e sostenuto la necessità di ulteriori verifiche.

Nel frattempo, la questione è diventata centrale anche sul piano politico. Secondo alcune analisi citate da Usa Today, il Partito Repubblicano non ha ancora una posizione unitaria, mentre i Democratici vedono nell’accesso all’aborto un tema potenzialmente favorevole in vista delle elezioni.

UN PAESE DIVISO DOPO IL CASO DOBBS

Dopo il caso Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization del 2022 che ha eliminato il diritto federale all’aborto, molti Stati guidati dai repubblicani hanno imposto divieti severi, mentre altri hanno approvato leggi per proteggere i fornitori di servizi abortivi.

Questo ha creato un sistema frammentato in cui l’accesso varia drasticamente da uno Stato all’altro. Circa 1 donna su 3 in età riproduttiva vive oggi in aree dove l’aborto è vietato dopo sei settimane di gravidanza, quando spesso molte donne non sanno ancora di essere incinte.

Secondo alcune interpretazioni, la situazione attuale produce confusione sistemica: cambiamenti rapidi nelle regole e decisioni giudiziarie contrastanti rendono difficile per pazienti e operatori sanitari orientarsi.

La Corte Suprema dovrà quindi decidere come procedere allo scadere della sospensione e ha di fronte tre opzioni: lasciare entrare in vigore la decisione del Quinto Circuito, prorogare il blocco o intervenire in modo più definitivo.

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