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Mascherine Ffp2 e più vaccini: ecco l’appello di Centemeri, Bassetti e Gismondo a Draghi e Speranza

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ministero della Salute Speranza arcuri campagna vaccinale

Mascherine Ffp2 obbligatorie, più test antigenici e molecolari, più tamponi. Sono alcune delle richieste contenute nell’appello di 1.150 esperti (tra cui Centemeri, Bassetti e Gismondo) inviato al premier Draghi e al ministro Speranza 

 

Mascherine Ffp2 obbligatorie, nuove e circoscritte misure di contenimento e genotipizzazione dei test molecolari. Sono queste alcune delle richieste chiave per fermare la diffusione delle varianti Covid-19, contenute nell’appello a Mario Draghi e al ministro della Salute, Roberto Speranza, e arrivate da un gruppo di 1.150 esperti che fa capo all’Italian Renaissance Team, fondato dal farmacologo Carlo Centemeri, dell’università statale di Milano e della Giovanni Lorenzini Medical Foundation MI-NY.

Andiamo per gradi.

MASCHERINE FFP2 E MISURE RESTRITTIVE: L’APPELLO DEGLI ESPERTI

Partiamo dall’appello, ovvero dalle richieste fatte dagli esperti al nuovo governo guidato da Mario Draghi. Per i 1.150 esperti firmatari, Draghi e il ministro della Salute dovrebbero introdurre, quanto prima, l’obbligo di indossare, in tutti i luoghi chiusi, la mascherina FFP2. I firmatari invocano, scrive Repubblica, anche tempestive e restrittive misure di contenimento territoriale “circoscritte, chirurgiche e circostanziate”. E se queste non bastassero allora non dovrà escludersi un nuovo “lock-down all’intero territorio nazionale” per arginare l’ulteriore diffondersi delle varianti nel nostro Paese.

PIU’ TAMPONI (E FATTI MEGLIO)

I 1.150 esperti italiani chiedono anche un incremento del numero di test effettuati giornalmente. Se ne dovrebbero fare non meno di 250.000 su scala nazionale, comprendendo anche i test antigenici di terza generazione. Sui test molecolari, i firmatari consigliano la “genotipizzazione”, almeno per il 25% dei test risultati positivi, rilevando le varianti inglese, sudafricana e brasiliana. Per il 5% dei test, invece, gli esperti consigliano il sequenziamento (intero gene S).

ACCELERAZIONE DELLA CAMPAGNA VACCINALE

Il Governo Draghi, poi, dovrebbe accelerare ancora di più sulla campagna vaccinale, prevedendo la somministrazione dei vaccini di Pfizer-Biontech, Moderna ed Astrazenca a tutti i soggetti oltre i 70 anni di età e a adulti a maggior rischio.

E nell’attesa di raggiungere una immunità di gregge, i 1.150 firmatari auspicano una rimodulazione immediata dei “protocolli terapeutici al fine di garantire sull’intero territorio nazionale tutti i presidi ad oggi disponibili, compresi gli anticorpi monoclonali (mAb) specifici contro SARS-CoV-2”, scrive Repubblica.

L’ITALIAN RENAISSANCE TEAM

A chiedere tutto questo è l’Italian Renaissance Team, un gruppo di 1.157 esperti in diversi settori, nato un anno fa, dall’idea del farmacologo Carlo Centemeri, dell’Università Statale di Milano e della Giovanni Lorenzini Medical Foundation MI-NY, e che ha concentrato, visto gli sviluppi storici, le sua attività nella lotta a Covid-19.

“In particolar modo in questo periodo le nostre attività si concentrano nella lotta a Covid-19. Abbiamo organizzato il nostro lavoro in 10 diversi team, uno per ogni argomento specifico, lavorando di sera/notte e nei weekend per dare vita a documenti e proposte”, ha detto Centemeri a Start Magazine. 

I FIRMATARI DELL’APPELLO

Oltre a Carlo Centemeri a firmare l’appello a Mario Draghi ed al Ministro Speranza sono altri 1.150 esperti. Tra questi Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, l’ex direttore esecutivo dell’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema) Guido Rasi e l’attuale responsabile della task force vaccini dell’Ema, Marco Cavaleri, il genetista Giuseppe Novelli, il virologo Francesco Broccolo e l’epidemiologo Massimo Ciccozzi.

Hanno firmato, tra gli altri, Stefano Vella (Infettivologo), Matteo Bassetti (Infettivologo), Maria Rita Gismondo (Virologa), Anna Maria Cattelan (Infettivologa), Giovanni Maga (Genetista Clinico), Maurizio Sanguinetti (Laboratorista Clinico), Carlo Signorelli (Igienista e Salute Pubblica), Luca Cegolon (Igienista e Salute Pubblica), Filippo Drago (Farmacologo Clinico), Roberto Vettor (Clinico Medico), Miriam Lichtner (Infettivologa), Thea Scognamiglio (Professoressa di Igiene e Medicina Preventiva).

“Non siamo solo esperti di settore. Nei 1.150 firmatari ci sono anche economisti, imprenditori ed esperti di altre materie”, ha detto Centemeri.

L’ALLARME VARIANTI

L’appello degli esperti nasce dai numeri impietosi: i contagi fanno fatica a scendere, come il numero dei morti. E si diffondono, sempre più, le varianti. Un rapporto dell’Ecdc ha aumentato il rischio di diffusione del Covid, a causa delle varianti inglese, brasialiana e sudafricana ad alto-molto alto.

LA NECESSITA’ DELLA MASCHERINA FFP2

Sull’ipotesi dell’introduzione dell’obbligatorietà delle mascherine Ffp2, per fermare i contagi, si è già discusso nelle scorse settimane. Ad auspicare l’obbligo è anche Walter Ricciardi, docente di Igiene all’università Cattolica di Roma e consulente del ministro della Salute. “Negli spazi chiusi e con ridotta distanza di sicurezza, le mascherine effettivamente protettive sono le Ffp2. In metro, autobus e mezzi pubblici sono la scelta migliore”, ha affermato Ricciardi all’Adnkronos Salute. “Le mascherine come presidio vanno sempre portate in funzione degli obiettivi che ci si propone. Se sto da solo per strada, a distanza da altri, va bene anche la mascherina di stoffa. Ma se entro in un ambiente chiuso e abbasso la distanza di sicurezza, per essere protetto ho bisogno di una mascherina tipo Ffp2. Le evidenze scientifiche ci dicono questo: in un ambiente chiuso c’è la necessità di avere mascherine filtranti. E quelle filtranti sono le Fp2”, precisa Ricciardi.

GOVERNO ACQUISTI DOSI VACCINO EXTRA

Oltre alle mascherine Ffp2, Centemeri suggerisce al Governo di acquistare le dosi di vaccino Extra. “L’Italia può acquistare milioni di dosi di vaccino direttamente da una delle tre aziende che hanno ricevuto l’approvazione da parte di Ema”, dice Centemeri a Start Magazine, affermando che si tratterebbe di “50 milioni di dosi in più, non una cifra proprio piccola”.

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