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Lo sapete quanti non vaccinati ci sono in Italia? Report Gimbe

Vaccino Pan-coronavirus

Covid: calano i nuovi casi e i decessi, così come i ricoveri ordinari e in terapia intensiva ma anche il numero di vaccinazioni è notevolmente rallentato. Dati a confronto

 

Mentre l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) si dice preoccupata per il calo dei test Covid in Ucraina, dove si teme sia in corso un contagio sommerso, in Italia la Fondazione Gimbe rende noti i dati su vaccinazioni e andamento della pandemia in Italia.

QUANTI SONO I NON VACCINATI IN ITALIA

In Italia, al 2 marzo, riferisce Gimbe, sono 7,03 milioni le persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 2,27 milioni guarite da Covid-19 da meno di 180 giorni e pertanto temporaneamente protette. Le persone attualmente vaccinabili sono dunque circa 4,8 milioni, un dato che non tiene conto delle esenzioni di cui non si conosce il numero esatto.

I NON VACCINATI IN ITALIA E IN UE

A dispetto di numeri ancora molto elevati, sottolinea il report, rispetto agli altri Paesi europei l’Italia si colloca fra le nazioni con la più bassa percentuale di popolazione non vaccinata (16,1%). Su questo fronte si registrano differenze molto rilevanti fra i diversi Stati: si passa dal 5% del Portogallo al 63,8% dell’Ucraina.

VACCINARE I RIFUGIATI UCRAINI

«Il dato ucraino – ha commentato il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta – non deve essere sottovalutato, considerata la drammatica situazione che poterà nelle prossime settimane migliaia di profughi nel nostro Paese: i piani di accoglienza del Governo per accogliere i civili in fuga dovranno necessariamente includere la vaccinazione di anziani e fragili provenienti dalle zone di guerra, evitando diseguaglianze tra le Regioni. A tal proposito, occorrerà eventualmente rivalutare l’entità delle donazioni di vaccini a mRNA a Paesi in difficoltà, considerata la necessità di estendere la campagna vaccinale ai profughi di guerra».

A CHE PUNTO È LA CAMPAGNA VACCINALE

Al 2 marzo, riferisce Gimbe, l’85,5% della popolazione (n. 50.638.877) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+41.560 rispetto alla settimana precedente) e l’83,4% (n. 49.397.711) ha completato il ciclo vaccinale (+229.793 rispetto alla settimana precedente).

Il numero di somministrazioni diminuisce. Nell’ultima settimana sono state 752.285, con una media mobile a 7 giorni di 107.469 somministrazioni/die. Calano del 20,1% le terze dosi (n. 503.935) e del 34,4% i nuovi vaccinati (n. 38.796). Nella settimana 23 febbraio-1 marzo è stato consegnato il primo milione di dosi del vaccino Novavax, le cui somministrazioni sono iniziate il 28 febbraio (n. 3.382 somministrazioni nei primi due giorni).

NUOVI VACCINATI

Diminuiscono anche i nuovi vaccinati. Nella settimana 23 febbraio-1 marzo si è registrato un ulteriore calo: 38.796 rispetto ai 59.157 della settimana precedente (-34,4%). Di questi il 27,2% è rappresentato dalla fascia 5-11: 10.569, in netta flessione rispetto alla settimana precedente (-46,4%).

Nonostante l’obbligo vaccinale e l’obbligo di green pass rafforzato sui luoghi di lavoro, tra gli over 50 il numero di nuovi vaccinati scende ulteriormente, attestandosi a quota 10.809 (-29,5% rispetto alla settimana precedente).

FOCUS 5-11 ANNI

Nella fascia 5-11 anni, si legge nel report, sono state somministrate 2.324.690 dosi: 1.356.784 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.138.999 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale che si attesta al 36,9% con nette differenze regionali (dal 20,0% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,4% della Puglia).

FOCUS TERZA DOSE

Secondo i dati forniti da Gimbe, sono state somministrate 37.589.850 le terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 71.991 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 44.829.011), aggiornata al 25 febbraio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’83,9% con nette differenze regionali: dal 78,4% della Sicilia all’88,3% della Valle D’Aosta. Delle 7.239.161 persone che ancora non hanno ricevuto la terza dose, più di 2,8 milioni possono riceverla subito, mentre oltre 4,4 milioni guarite da meno di 4 mesi non sono candidate a riceverla nell’immediato.

FOCUS QUARTA DOSE

Al 2 marzo sono state somministrate 2.414 quarte dosi alle persone immunocompromesse come da indicazioni della Circolare del Ministero della Salute. In base alla platea ufficiale (n. 804.603), aggiornata al 1° marzo, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è fermo allo 0,3%.

BUONE NOTIZIE

Nella settimana 23 febbraio-1 marzo 2022, tuttavia, si rileva rispetto alla precedente anche una diminuzione in tutti i casi presi in considerazione: nuovi casi (275.376 vs 349.122) (figura 1), decessi (1.488 vs 1.828) (figura 2), persone attualmente positive (1.073.230 vs 1.291.793), in isolamento domiciliare (1.062.066 vs 1.277.821), ricoverate con sintomi (10.456 vs 13.076) e in terapia intensiva (708 vs 896) (figura 3).

 

Figura 1
Figura 2
Figura 3

NUOVI CASI

«I nuovi casi settimanali – ha detto Cartabellotta – sono in calo da cinque settimane: rispetto alla settimana precedente si attestano intorno a 275 mila, con una riduzione del 21,1% e una media mobile a 7 giorni che scende da 49.875 casi del 22 febbraio a 39.339 il 1° marzo (-18,6%)».

Nella settimana 23 febbraio-1 marzo in tutte le Regioni si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi: dal -2,5% della Calabria al -34,1% della Sardegna.

Scendono a 42 le Province con incidenza superiore a 500 casi per 100.000 abitanti Reggio di Calabria (1.035), Messina (896), Vibo Valentia (860), Lecce (848), Siracusa (814), Fermo (804), Oristano (790), Ascoli Piceno (724), Ragusa (705), Macerata (701), Teramo (700), Palermo (679), Rieti (669), Agrigento (666), Enna (653), Siena (651), Crotone (642), Ancona (641), Bolzano (626), Arezzo (620), L’Aquila (600), Potenza (596), Matera (595), Latina (590), Caltanissetta (586), Terni (586), Campobasso (586), Venezia (585), Foggia (580), Grosseto (578), Chieti (576), Perugia (571), Lucca (568), Trapani (568), Padova (553), Frosinone (552), Roma (539), Livorno (537), Pescara (536), Isernia (533), Sud Sardegna (521) e Taranto (508).

TESTING

Da Gimbe fanno sapere che si registra un ulteriore calo dei tamponi totali (-12,7%): da 3.303.720 della settimana 16-22 febbraio a 2.885.324 della settimana 23 febbraio-1 marzo 2022. In particolare i tamponi rapidi si sono ridotti del 13,3% (-330.453) e quelli molecolari del 10,7% (-87.943).

La media mobile a 7 giorni del tasso di positività dei tamponi molecolari passa dall’11,1% al 9%, mentre per gli antigenici rapidi dal 10,4% al 9,8%.

OSPEDALIZZAZIONI E DECESSI

«Si allenta ulteriormente la pressione sugli ospedali – ha affermato Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione – dove i posti letto occupati da pazienti Covid diminuiscono sia in area medica (-20%) che in terapia intensiva (-21%)».

In particolare, in area critica dal picco di 1.717 del 17 gennaio i ricoveri scendono a 708 il 1° marzo; in area medica dal picco di 19.913 del 31 gennaio a 10.456 il 1° marzo.

Al 1° marzo, dunque, il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 16% in area medica e del 7,4% in area critica. Ad eccezione di Emilia-Romagna, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Piemonte, Valle D’Aosta e Veneto, tutte le Regioni superano la soglia del 15% in area medica; Lazio e Sardegna vanno oltre la soglia del 10% in area critica.

«Si conferma un’ulteriore riduzione degli ingressi giornalieri in terapia intensiva – ha puntualizzato Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione – la cui media mobile a 7 giorni scende a 54 ingressi/die rispetto ai 66 della settimana precedente».

Anche i decessi diminuiscono. Sono stati 1.488 negli ultimi 7 giorni (di cui 122 riferiti a periodi precedenti), con una media di 213 al giorno rispetto ai 261 della settimana precedente.

COPERTURA VACCINI

Le coperture con almeno una dose di vaccino, ricorda Gimbe, sono molto variabili nelle diverse fasce d’età (dal 99,3% degli over 80 al 36,9% della fascia 5-11), così come sul fronte dei richiami, che negli over 80 hanno raggiunto l’88,3%, nella fascia 70-79 l’87% e in quella 60-69 anni l’83,4%.

EFFICACIA VACCINI

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), fa sapere il report, dimostrano la riduzione dell’efficacia vaccinale a partire da 3 mesi dal completamento del ciclo primario e la sua risalita dopo la somministrazione del richiamo.

In particolare, l’efficacia sulla diagnosi scende progressivamente dal 63,2% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 43,3% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi risalire al 63,4% dopo il richiamo; e l’efficacia sulla malattia severa scende progressivamente dall’85,8% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni all’82,5% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi risalire al 92,8% dopo il richiamo.

Complessivamente, nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 57,2-76,4%), ma soprattutto di malattia grave (del 73,-88,2% per ricoveri ordinari; del 81,4-92,3% per le terapie intensive) e decesso (del 79,7-91%).

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