Salute e ricerca

La guerra del vaccino tra Usa, Cina e Russia

di

astrazeneca pfizer novartis

La partita sanitaria di questi mesi si incrocia (e si scontra) con quella geopolitica: come si è schierato il mondo nella scelta dei vaccini anti Covid di Usa, Cina e Russia

 

Gennaio 2021: un anno di Covid, tra lockdown, mascherine e disinfettanti. E in un anno appena, in tempi record in America ed Europa, ci sono già due vaccini contro il Sars-Cov-2 approvati dall’Ema e dall’Aifa, quello di Pfizer-Biontech e quello di Moderna.

Non sono approvati in occidente, ma sono già somministrati alla popolazione locale e prenotati da numerosi paesi, invece, i vaccini cinesi di Sinopharm, Sinovac e Cansino Biologics e quello della Russia, Sputnik.

La partita sanitaria di questi mesi si incrocia (e si scontra) con quella geopolitica. E il mondo si schiera.

Andiamo per gradi.

LA COMPETIZIONE USA-CINA-RUSSIA

La corsa al vaccino di questi mesi è anche una corsa politica: avere il vaccino contro il Covid significa avere l’antidoto non solo alla malattia, ma anche per l’economia. Per la ripartenza.

“La diffusione di questi vaccini può essere letta alla luce della competizione tra gli Stati Uniti e i suoi rivali”, ha scritto Limes.

LA CINA E LE SUE MIRE ESPANSIONISTICHE NEL SUD EST ASIATICO

Guardiamo all’Asia, per esempio. Qui “i cinesi garantiranno un accesso prioritario al vaccino grazie a un sistema di crediti emessi da Pechino ad alcuni paesi dell’area: Myanmar, Thailandia, Laos, Vietnam, Cambogia, Malaysia. Lo stesso sistema verrà impiegato per fornire il vaccino cinese ad Afghanistan, Pakistan e Marocco. Anche Indonesia e Bangladesh ricorreranno al vaccino cinese”, scrive la rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo.

IL VACCINO RUSSO IN ASIA

La Russia, in Asia, invece si è assicurata la collaborazione di India e Corea del Sud per la produzione del vaccino. Nelle scorse settimane, il Fondo sovrano russo per gli investimenti diretti, Rdfi, ha siglato un accordo con Hetero, una delle principali società farmaceutiche generiche dell’India. “I due paesi snobbano le cure della Cina, che ormai percepiscono come potenza avversa; la soluzione russa presenta benefici economici che non dovrebbero valere a questi due alleati degli Usa le ire della superpotenza”, si legge su Limes.

L’India oltre che produrlo, lo somministrerà ai suoi cittadini. A seguire il suo esempio, sempre in Asia, anche Kazakistan, Uzbekistan e Nepal. Seoul userà vaccini occidentali.

COME SI E’ SCHIERATO IL MEDIORIENTE

Si affidano al vaccino cinese gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein, mentre Israele prenota il farmaco russo. Che questo abbia fatto scatenare le ire statunitensi? No, la cosa “non è valsa ai tre paesi le critiche statunitensi”, spiega Limes. “Per motivi diversi, il legame di Washington con Abu Dhabi, Manama e Gerusalemme è molto più forte di una questione medica. Idem per l’Egitto, che adotterà sia il vaccino russo sia quello cinese”.

Non sorprende la scelta fatta dalla Turchia. “L’assertività di Ankara passa anche per un certo grado di autonomia e antagonismo nei confronti sia degli Stati Uniti (malgrado l’appartenenza alla Nato) sia della Russia”, si legge sulla rivista di geopolitica.

L’AFRICA

Anche il Nord Africa rientra nella sfera d’influenza vaccinale cinese. Se il Marocco ha stretto un accordo con Pechino per produrre il vaccino, l’Algeria è stato tra i primi paesi della regione a ricevere il sostegno medico per contrastare la diffusione del virus.

LA SPARTIZIONE LATINA

Anche l’America Latina ha fatto le proprie scelte. Il Messico si affida ai vaccini della Cina, mentre le autorità sanitarie brasiliane hanno approvato l’uso di due vaccini contro il Covid-19, quello di Oxford/AstraZeneca e il Coronavac, prodotto dall’azienda cinese Sinovac. Cile, Bolivia ed Argentina hanno scelto e prenotato il vaccino Sputnik. 

“L’opzione russa di un alleato storico degli Usa come il Cile e di un paese in enormi difficoltà economiche come l’Argentina non desta particolare preoccupazione a Washington. Il Messico si concede un giro di valzer con i rivali degli Usa. Il discorso riguardante il Brasile è più complesso: la diffusione del vaccino cinese sarà oggetto di una partita politica interna tra il governatore dello Stato di San Paolo e il presidente Jair Messias Bolsonaro, ma in generale la penetrazione della Cina nel gigante verdeoro sarà una delle priorità dell’agenda latinoamericana di Joe Biden. Che il Venezuela abbia optato sui vaccini russi è solo l’ennesima conferma dell’appoggio di Mosca al regime di Nicolás Maduro”, analizza Limes.

Anche il ministero della Salute del Paraguay ha autorizzato l’uso di emergenza del vaccino russo, ha riferito l’Agencia de Información Paraguay, aggiungendo che il vaccino “è stato registrato con la procedura di autorizzazione di uso di emergenza, senza test clinici aggiuntivi nel Paese”. Il ministro della Salute paraguaiano, Julio Mazzoleni, ha annunciato che “pur avendo stipulato un accordo per la fornitura di vaccini attraverso il meccanismo Covax dell’Onu il governo, di fronte all’aggravarsi della pandemia da coronavirus, aveva deciso di stipulare accordi con diversi laboratori per ottenere forniture rapide di altri vaccini”, riporta Ansa. “Stiamo vivendo la tappa più critica della pandemia da Covid-19”, ha detto Mazzoleni. Il Paraguay conta 119.640 contagiati, di cui 2.466 morti.

E L’EUROPA?

L’Europa si fida dei vaccini che arrivano dagli Usa, quelli di Pfizer e Moderna. Rifiuta i vaccini cinesi, ma si è informata su Sputnik V (con cui Astrazeneca dovrebbe avviare una sperimentazione congiunta).

Fa eccezione l’Ungheria, che ha prenotato il vaccino russo oltre ai vaccini occidentali. “Ennesimo capitolo – soprattutto simbolico – della tensione tra Budapest e Bruxelles”, secondo Limes.

L’Ungheria di Viktor Orban, negli ultimi giorni, ha anche raggiunto un accordo con la cinese Sinopharm per l’acquisto del vaccino contro il Covid-19, diventando il primo Paese Ue a inoculare un vaccino cinese, se le autorità nazionali competenti daranno il via libera all’uso d’emergenza del prodotto.

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