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In quali Paesi si muore di più a causa della resistenza agli antibiotici? Report Ecdc

Resistenza Antibiotici

In Europa i decessi attribuibili alla resistenza agli antibiotici sono 35mila ogni anno. Dove si posiziona l’Italia rispetto agli altri Paesi? Tutti i dati raccolti tra il 2016 e il 2020 dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)

 

Ogni anno, in Europa, 35mila persone muoiono a causa della resistenza agli antibiotici. In Italia, come ha fatto notare più volte l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), si tratta di una criticità nota da anni.

Non stupisce quindi che, secondo l’ultimo report del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), il nostro Paese sia tra quelli con il maggior numero di decessi attribuibili alla resistenza antimicrobica.

DOVE SI POSIZIONA L’ITALIA

Nella classifica stilata dall’Ecdc, l’Italia, con circa 11mila morti, è seconda solo alla Grecia. Tra il 2016 e il 2020, infatti, Grecia, Italia e Romania (al terzo posto) sono stati i Paesi europei con più decessi provocati da batteri resistenti agli antibiotici.

Il consumo di antibiotici degli italiani è leggermente superiore alla media europea con 17,5 dosi medie assunte giornalmente per 1.000 abitanti rispetto a una media UE/SEE di 16,4 dosi.

Il tasso medio di resistenza agli antibiotici nel nostro Paese, inoltre, è 7 volte quello della Scandinavia mentre per quanto riguarda il profilo di resistenza l’Italia si colloca al quinto posto tra i Paesi ad alto reddito per indice di resistenza agli antibiotici subito dopo Lettonia, Irlanda, Slovacchia e Spagna.

I DATI DEI PRIMI TRE CLASSIFICATI

Nell’arco di tempo preso in considerazione, in Grecia le persone decedute per infezioni resistenti sono state 20 ogni 100mila abitanti, 19 in Italia, 13 in Romania.

Ma i dati negativi per l’Italia proseguono. Questi tre Paesi sono anche quelli in cui si registra il maggiore carico complessivo di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici e, considerando un altro indicatore che misura la gravità delle malattie denominato Daily – ovvero l’attesa di vita corretta per disabilità – gli anni persi a causa dei batteri antibiotico-resistenti sono stimati essere di più sempre in Grecia, Italia e Romania.

CHI SALE E CHI SCENDE

Il rapporto Ecdc osserva, inoltre, che il numero stimato di infezioni ha una significativa tendenza all’aumento in particolare in 18 Paesi, tra cui oltre all’Italia ci sono Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Spagna, Romania, Slovacchia e Svezia.

Al contrario, si registra una significativa tendenza al ribasso in Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Portogallo e Slovenia.

“Vediamo aumenti preoccupanti nel numero di decessi attribuibili a infezioni da batteri resistenti agli antimicrobici, in particolare quelli che sono resistenti al trattamento antimicrobico di ultima linea”, ha detto il direttore dell’Ecdc, Andrea Ammon.

“Ogni giorno quasi 100 persone muoiono a causa di queste infezioni nell’UE/SEE. Per questo – ha spiegato – sono necessari ulteriori sforzi per continuare a ridurre l’uso non necessario di antimicrobici, migliorare le pratiche di prevenzione e controllo delle infezioni, progettare e attuare programmi di gestione antimicrobica e garantire un’adeguata capacità microbiologica a livello nazionale”.

QUALI BATTERI

La tendenza all’aumento di patologie legate a batteri resistenti è stata generale nel 2016-20, con un rallentamento dal 2019 al 2020.

Il maggior numero di malattie, si legge nel report, è stato causato dal batterio Escherichia coli resistente alle cefalosporine di terza generazione. Seguono poi lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina e Klebsiella pneumoniae resistente alle cefalosporine di terza generazione.

L’impatto sulla salute della resistenza antimicrobica, afferma l’Ecdc, è paragonabile a quello di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS messi insieme.

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