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Il vaccino di Astrazeneca è più efficace? Ecco i nuovi dati

Anticorpi Astrazeneca Vaccinazione Intranasale

Il vaccino di Astrazeneca è più efficace se somministrato in due dosi. Tutti i dettagli

 

Il candidato vaccino anti Covid-19 di Astrazeneca, messo a punto dall’Università di Oxford in collaborazione con l’italiana Irbm, ha un’efficacia più alta se viene effettuato il richiamo. A dimostrarlo i dati delle fasi 1 e 2 pubblicati ieri sulla rivista scientifica, Nature medicine. Tutti i dettagli.

RISPOSTA IMMUNITARIA MIGLIORE CON DUE DOSI PIENE

Partiamo dalle ultime (non proprio) evidenze. Il vaccino ChAdOx1 basato su adenovirus ha dimostrato di innescare una risposta immunitaria migliore quando viene utilizzato con un regime a due dosi complete, anziché una dose piena seguita da un richiamo di mezza dose.

I DATI DELLA SPERIMENTAZIONE DI FASE 1 E 2 DI ASTRAZENECA

A testimoniare l’efficacia superiore della somministrazione delle due dosi sono i dati che arrivano dalla sperimentazione di fase 1 e fase 2 del vaccino, pubblicati su Nature Medicine. “I risultati dimostrano che la dose singola di ChAdOx1 nCoV-19 ha indotto basse risposte ADNKA (anticorpi anti-spike, ndr), che sono state potenziate dalla seconda dose somministrata al giorno 28 o al giorno 56”.

RICHIAMO DEL VACCINO NECESSARIO

Dunque, un richiamo del vaccino ChAdOx1 è necessario. “Le dosi di richiamo del vaccino hanno entrambe (mezza dose o dose intera, ndr) dimostrato di indurre risposte anticorpali più forti di una singola dose”, ha detto l’università di Oxford in una dichiarazione.
Il vaccino “stimola ampie funzioni degli anticorpi e delle cellule T”, ha aggiunto.

LA SPERIMENTAZIONE DI FASE 3 DI ASTRAZENECA

I dati analizzati della sperimentazione di fase 3, invece, mostrano, al contrario, una maggiore efficacia (fino al 90%) quando una mezza dose è seguita da una dose piena. Si tratta però di dati parziali, ottenuti per uno sbaglio durante la somministrazione, che devono essere confermati con studi ulteriori. Negli studi di fase 1-2 non è stata presa in considerazione la possibilità di somministrazione con regime di mezza dose / dose piena. Il regime con due dosi complete, invece, negli studi di Fase 3, ha registrato un’efficacia del 62%.

LA SPERIMENTAZIONE CON LA RUSSIA

Un 62%, però che pare poca cosa se confrontato ai numeri di efficacia di Pfizer (95%) e Moderna (94,5%). Ed è per questo che Astrazeneca, in attesa di ulteriori analisi e studi di fase 2b, ha accolto l’invito dei ricercatori dell’Istituto Gamaleya di Mosca per una sperimentazione del farmaco messo a punto da Oxford e Irbm in combinazione con lo Sputnik V, il vaccino russo che ha un’efficacia del 95%.

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