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Il numero di morti Covid è sovrastimato? Report Milena Gabanelli sul Corriere della Sera

Numero Morti Covid

Dati controversi, metodo di conteggio dibattuto, morti con o per Covid, rimborsi agli ospedali per ogni ricovero. Che cosa ha scritto Milena Gabanelli sul Corriere della Sera

 

Per qualcuno il numero di morti Covid riferito dal ministero della Salute è gonfiato, per altri, invece, i conti tornano. Il punto è: come vengono contati i decessi? E poi: è il metodo corretto?

Ecco cosa scrive la giornalista Milena Gabanelli nel suo articolo su Dataroom del Corriere della sera.

DEFINIZIONE DI “DECESSO PER COVID”

Gabanelli chiarisce innanzitutto che “secondo l’Istituto Superiore di Sanità, che recepisce le raccomandazioni dell’Oms, un decesso è da attribuire al Covid quando contemporaneamente sono presenti le seguenti condizioni (qui il documento): tampone positivo al momento della morte, un quadro clinico compatibile con i sintomi del virus (febbre, tosse, dispnea, brividi, tremore, dolori muscolari, cefalea, mal di gola, perdita acuta di olfatto o gusto), assenza di recupero clinico tra la malattia e la morte, e assenza di una chiara causa di morte diversa dall’infezione. Il problema – fa notare la giornalista – riguarda prevalentemente quest’ultimo punto”.

Questo vuol dire che se una persona è affetta da altre patologie pregresse (dal tumore al diabate) e muore mentre è positivo, allora viene conteggiato nei decessi Covid perché, ricorda l’articolo, “le patologie preesistenti possono aver favorito o predisposto a un decorso negativo dell’infezione”.

LA QUESTIONE DEI RIMBORSI AGLI OSPEDALI

Come sottolinea Gabanelli, i più maliziosi hanno voluto vedere nei 138.099 decessi Covid in Italia da inizio pandemia un numero sovrastimato da parte degli ospedali che, a partire dal 12 agosto 2021 e con effetto retroattivo, hanno ricevuto rimborsi per ogni ricovero Covid: 3.713 euro per un paziente ricoverato in area medica e 9.697 euro se ricoverato terapia intensiva.

MORTE CON IL COVID O PER IL COVID?

Vista la facile tentazione di alcuni di pensare: “dicono che è morto per il Covid, ma era già malato”, Gabanelli, numeri alla mano, spiega che su “un campione di 8.428 cartelle cliniche, i dati dell’Iss mostrano che chi è morto mentre aveva il Covid senza nessun’altra patologia concomitante è solo il 2,9% dei deceduti, con una patologia l’11,3%, con 2 il 17,9% e con tre o più il 67,8%”.

Quindi ok, la percentuale di deceduti con anche altre patologie ammonta a 97% ma, come sottolinea la giornalista, questo “non vuol dire che sarebbero comunque passati a miglior vita in breve tempo” perché “in Italia, su una popolazione di quasi 51 milioni di persone con più di 18 anni, oltre 14 milioni convivono con una patologia cronica, e di questi 8,4 milioni sono ultra 65enni”.

Banalmente, anche senza pandemia, più gli anni aumentano più diminuiscono le persone che muoiono senza nessuna patologia.

Altro ruolo essenziale, sottolinea l’articolo, è quello giocato dai vaccini che, sempre basandosi sui numeri, dimostrano che “l’età media dei decessi fra i non vaccinati è di 78,6 anni, mentre nei vaccinati 84,7. Vuol dire che anche in persone già ammalate, il Covid può togliere 6 anni di vita”. Quindi, ancora una volta, il Covid è determinante nel provocare il decesso.

LA SPIEGAZIONE DI VILLA (ISPI)

Secondo il ricercatore dell’Ispi Matteo Villa, “da marzo a dicembre 2020 i morti positivi al Covid inclusi nel bollettino sono stati circa 78 mila”, ma rispetto al periodo 2015-2019 sembrano esserci stati 108 mila decessi in più e quindi ci sarebbe una differenza di 30 mila. Il che fa pensare che i morti Covid siano stati sottostimati.

Tuttavia, “tra gennaio e ottobre 2021 i morti inclusi nel bollettino Covid sono stati circa 54 mila”, prosegue il ricercatore, con una differenza rispetto alla mortalità media degli anni precedenti “di circa 49 mila persone”. Questo potrebbe dunque far pensare a una sovrastima dei morti Covid.

In realtà, spiega Villa, bisogna considerare il fatto che l’influenza è sparita. “Se escludiamo dal confronto i morti di influenza degli anni pregressi, i morti reali in più rispetto alle attese sono stati nel 2021 circa 63 mila, cioè 9 mila in più rispetto ai morti Covid dichiarati nel bollettino”. Questo, per il ricercatore dell’Ispi, dimostrerebbe che non si tratta di extra-conteggi, ma “che i morti inclusi nel bollettino siano una buona approssimazione delle persone per cui il Covid è stata davvero la causa determinante di morte negli ultimi due anni”.

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