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Il caso dei vaccini di Astrazeneca fermi in Italia, che cosa sta succedendo

Astrazeneca

Che cosa ha svelato il quotidiano La Stampa sui vaccini di Astrazeneca infialati in Italia e che cosa dicono Palazzo Chigi e il gruppo farmaceutico anglo-svedese.

 

Sabato 20 marzo, la Commissione europea ha chiesto al presidente del Consiglio Mario Draghi di verificare alcuni lotti di vaccini presso uno stabilimento di produzione ad Anagni.

Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio ha informato il ministro della Salute, Roberto Speranza, il quale ha disposto un’ispezione che si è tenuta tra sabato e domenica grazie all’opera dei Nas. Dall’ispezione è risultato che i lotti erano destinati in Belgio – si legge nel comunicato di Palazzo Chigi – tutti i lotti in uscita vengono controllati dai Nas.

LA NOTA DI PALAZZO CHIGI SU ASTRAZENECA E LA INTERPRETAZIONE DI HUFFINGTON POST ITALIA

Con questa comunicazione, Palazzo Chigi prova a depotenziare sul nascere – sottolinea Huffington Post Italia – la polemica su 29 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca ferme nello stabilimento Catalent di Anagni, come scritto oggi dalla Stampa con uno scoop di Marco Bresolin.

BELGIO E NON SOLO

La nota di Palazzo Chigi – rimarca il Sole 24 Ore – “rettifica quanto scritto stamane da «La Stampa»: secondo il quotidiano di Torino, le dosi erano dirette nel Regno Unito. Secondo Palazzo Chigi, invece, verso il Belgio”.

LE SOTTOLINEATURE DEL SOLE SULLA DESTINAZIONE DEI VACCINI

La destinazione finale non è un fatto secondario perché se dirette nel Regno Unito, scatterebbe il blocco delle dosi visto che l’Ue è orientata a bloccare l’export di vaccini prodotti in Ue fuori dal gruppo dei 27 paesi. Se invece, come sostiene il governo italiano, la destinazione è il Belgio non ci sarebbe motivo di scandalo anche se non è chiaro il motivo della segnalazione Ue.

COSA DICE IL FINANCIAL TIMES

Una fonte, citata dal Financial Times come un funzionario francese, affermava infatti che se questi 26 milioni di dosi non fossero stati destinati al blocco dei 27 paesi sarebbe scattato il blocco all’export. Ma appunto è un «se».

LA NOTA DI ASTRAZENECA

“Al momento non sono previste esportazioni oltre ai paesi COVAX”, dice AstraZeneca in una nota. “Ci sono 13 milioni di dosi di vaccino in attesa di rilascio del controllo qualità per essere inviate a COVAX come parte del nostro impegno a fornire milioni di dosi ai paesi a basso reddito: il vaccino è stato prodotto al di fuori dell’UE e portato nello stabilimento di Anagni per essere riempito in fiale”. Le altre 16 milioni di dosi sono per l’Europa. L’UE, rileva l’azienda, “sostiene pienamente la fornitura di paesi a basso e medio reddito attraverso lo strumento COVAX”.

LA PROTESTA DELLA FRANCIA

AstraZeneca ha mantenuto “quasi integralmente” i suoi impegni “con la Gran Bretagna ma non con l’Unione europea” in materia di consegna dei vaccini ed è “una situazione completamente inaccettabile”: lo ha dichiarato, dopo il Consiglio dei ministri, il portavoce del governo francese Gabriel Attal. “L’Unione europea non sarà lo zimbello della vaccinazione”, ha detto Attal, ricordando che “uno stock di circa 30 milioni di dosi è stato identificato in occasione di un’ispezione” in Italia.

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