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Dove saranno prodotti in Europa i vaccini Pfizer e Moderna

Farmaci Ema

L’Ema ha approvato nuovi siti produttivi per BionTech-Pfizer e Moderna, fino a 500 milioni di dosi in più nel 2021. Tutti i dettagli

L’Unione Europea prova a farsi trovare preparata ad affrontare la seconda fase della pandemia da Covid-19, quella della convivenza con il virus. Il vaccino resta l’arma principale per contrastare il dilagare della malattia e l’EMA sta lavorando per ampliare la platea di produttori dei sieri anti Covid-19.

Vaccini per il 70% degli europei 

“Il nostro lavoro per espandere la capacità produttiva dell’Unione europea prosegue senza sosta”. A dirlo in un tweet è la commissaria UE alla Salute, Stella Kyriakides. “Sei settimane fa abbiamo consegnato abbastanza sieri per vaccinare completamente il 70% degli adulti europei – continua la commissaria UE -. Oggi l’Ema ha approvato nuovi siti produttivi per BionTech-Pfizer e Moderna, fino a 500 milioni di dosi in più nel 2021”.

Il nuovo sito produttivo francese 

L’Ema ha approvato un ulteriore sito produttivo per la produzione del vaccino anti Covid-19 sviluppato da Pfizer. Lo stabilimento è situato a Saint Remy sur Avre, in Francia, ed è gestito da Delpharm, un’azienda farmaceutica francese che lavora esclusivamente per lo sviluppo e la produzione di farmaci per conto terzi. L’azienda è stata fondata nel 1988 a Tours, nella Loira, e nel corso degli anni è diventata leader mondiale nella produzione e nello sviluppo di farmaci in outsourcing. Per conto di Pfizer e BionTech produrrà 51 milioni di dosi di Comirnaty nel 2021. 

La produzione della BionTech si allarga 

L’EMA ha approvato anche una nuova linea produttiva presso lo stabilimento della azienda BioNTech situato a Marburg in Germania. L’integrazione del nuovo stabilimento permetterà l’aumento della capacità produttiva del principio attivo di approssimativamente 410 milioni di dosi nel 2021.

Catalent produrrà Spikevax 

Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha approvato un nuovo sito produttivo per Spikevax, il vaccino sviluppato da Moderna. Lo stabilimento si trova a Bloomington, negli Stati Uniti, ed è gestito da Catalent, un’azienda attiva da 85 anni e che produce ogni anno 70 miliardi di dosi di farmaci. L’azienda statunitense produrrà il vaccino nella sua formulazione finale. Il Comitato dell’EMA ha approvato anche siti alternativi responsabili per i controlli, gli esami dei lotti e il confezionamento del vaccino prodotto nello stabilimento gestito dalla azienda Catalent.

In arrivo 40 milioni di dosi di Spikevax in più dagli USA 

Lo scorso luglio il CHMP aveva già approvato l’aumento della capacità produttiva del principio attivo del vaccino di Moderna presso due siti negli Stati Uniti: Moderna TX, Inc., Norwood, Massachusetts e Lonza Biologics, Inc., Portsmouth, New Hampshire. Questi cambiamenti permetteranno far arrivare 40 milioni di dosi in più di Spikevax sul mercato dell’Unione Europea nel periodo settembre-dicembre 2021

Contratto con Novavax da 100 milioni di dosi 

All’inizio di agosto la Commissione europea ha firmato un contratto con l’azienda farmaceutica americana Novavax per l’acquisto vaccini anti Covid-19. Il nuovo vaccino, però, dovrà prima essere esaminato e approvato dall’Agenzia europea del farmaco (Ema). Se dovesse arrivare l’approvazione gli Stati membri potranno acquistare fino a 100 milioni di dosi del vaccino Novavax, con un’opzione per 100 milioni di dosi aggiuntive nel corso del 2021, 2022 e 2023. La commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides ha detto che Novavax è “un altro vaccino a base di proteine, una piattaforma che si sta dimostrando promettente negli studi clinici”.

L’ipotesi della terza dose 

Molto probabilmente sarà necessaria una terza dose per completare la protezione vaccinale dal Covid-19. “Siamo consapevoli che potrebbe essere necessaria una terza dose di vaccino – ha detto Stefan De Keersmaecker, portavoce della Commissione europea -. Per questo abbiamo concluso un accordo con Pfizer, poco tempo fa, per assicurarci le dosi di vaccino necessarie, per la terza dose o per la vaccinazione dei bambini. Seguiamo la situazione con l’Ema, perché tutte le decisioni devono avere fondamenti scientifici”.

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