Salute e ricerca

Cts, chi sono i nuovi membri (Guerra e Ruocco kaputt)

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Il governo Draghi dimezza il Cts e cambia molti componenti. Ecco novità e conferme, con tutti i curricula

 

Mario Draghi cambia anche il Comitato tecnico scientifico (Cts). E ne sforbicia i membri, che passano da 20 a 12. A non sedere più nel Cts, tra gli altri, saranno Giuseppe Ruocco, segretario generale del Ministero della Salute e Ranieri Guerra, rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità e finito al centro delle polemiche per il mancato aggiornamento del piano pandemico.

La cura dimagrante e i cambi di ruolo serviranno, si augura il Governo, a “razionalizzare le attività del Cts, al fine di ottimizzarne il funzionamento anche mediante la riduzione del numero dei componenti”. Andiamo per gradi.

I RICONFERMATI DEL CTS

Partiamo dalla nuova formazione.

Ad essere riconfermati nel Comitato tecnico scientifico del Governo Draghi sono il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, quello del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli e il capo della Prevenzione del ministero, Gianni Rezza. Conserva l’incarico anche il medico della polizia Fabio Ciciliano, considerato dalle cronache vicino ad Agostino Miozzo, che proprio nei giorni scorsi ha rassegnato le dimissioni dal Cts (forse subodorando le novità) per un nuovo incarico presso al ministero dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Resta nella squadra anche Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani.

Locatelli e Brusaferro saranno, rispettivamente, coordinatore e portavoce del nuovo Cts.

7 NEW ENTRY NEL CTS

Sono sette, invece, i nuovi ingressi: Sergio Fiorentino, cui spetta il compito di segretario, Cinzia Caporale, Giorgio Palù, Sergio Abrignani, Alessia Melegaro, Alberto Giovanni Gerli, Donato Greco.

In base ad un provvedimento della Protezione Civile, in accordo con la presidenza del consiglio, nel nuovo Cts dovranno comunque sedere il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, che sarà il coordinatore, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (in qualità di portavoce del Comitato), il Direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani”, un componente designato dal Presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, il Presidente del Comitato Etico dell’Istituto Nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani”, il Direttore Generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, il Presidente dell’AIFA oltre che di un componente indicato dal Dipartimento della protezione civile.

I CURRICULA DEI NUOVI INGRESSI

Chi sono e cosa fanno i nuovi ingressi?

Giorgio Palù: presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Palù, laureato i Medicina e Chirurgia, è Professore ordinario di Microbiologia e Virologia e Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Padova.

Sergio Fiorentino: avvocato, è membro del Comitato consultivo dell’avvocatura dello Stato. In passato è stato consigliere giuridico del Ministro delle Politiche Europee, Emma Bonino, e Capo dell’Ufficio legislativo dei Ministri pro tempore delle politiche europee e degli affari europei (con i ministri Ronchi, Bernini, Moavero, Milanesi).

Cinzia Caporale: capo del comitato etico dello Spallanzani, è dirigente tecnologo presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche e responsabile della Sezione di Roma dell’Istituto di Tecnologie Biomediche (ITB), dedicata a studi di etica della ricerca, bioetica, integrità nella ricerca, biodiritto e biopolitica. Dal 2009 è coordinatore della Commissione per l’Etica della Ricerca e la Bioetica del CNR e responsabile della struttura scientifica e tecnico-organizzativa che ne coadiuva le attività.

Sergio Abrignani: immunologo, Abrignani è Professore ordinario di Patologia Generale all’Università degli Studi di Milano ed è Direttore Scientifico della fondazione Ingm, Istituto Nazionale Genetica Molecolare “Romeo ed Enrica Invernizzi.

Alessia Melegaro: demografa, è professooressa in Demografia e Statistica Sociale presso il Dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico dell’Università Bocconi. È ricercatrice presso il DONDENA.

Alberto Giovanni Gerli: laureato all’università di Padova e specializzato in Space engineering alla Texas “A&M”, l’ingegnere Gerli cura i dati del Covid per la regione Lombardia. È fondatore e ceo di Tourbillon Tech; l’analista dell’Ispi, Matteo Villa, che segue l’andamento della pandemia, ha sollevato critiche sulla scelta.

Donato Greco: epidemiologo, ha diretto il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS) ed il Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica dell’Istituto Superiore di Sanità. Ha anche ricoperto il ruolo di direttore generale della Prevenzione Sanitaria al Ministero della Salute.

OBIETTIVO: RAZIONALIZARE ATTIVITA’

La cura dimagrante ed il cambio delle poltrone è un passo dovuto “alla nuova fase dell’emergenza”, considerata “l’accelerazione delle attività inerenti al nuovo piano vaccinale”.

L’obiettivo è quello di “razionalizzare le attività del Cts, al fine di ottimizzarne il funzionamento anche mediante la riduzione del numero dei componenti”.

Il capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ha così coinvolto “esperti non solo appartenenti al campo scientifico-sanitario ma anche ad altri settori, come ad esempio al mondo statistico, matematico-previsionale o ad altri campi utili a definire il quadro della situazione epidemiologica e ad effettuare l’analisi dei dati raccolti per contrastare la pandemia”.

CAMBIA COMUNICAZIONE

Non solo cambio di poltrone, ma anche cambio di policy. Il Cts avrà solo un portavoce che sarà deputato a parlare, evitando prese di posizione diverse da parte dei vari membri sui media.

CHI NON SIEDE PIU’ NEL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO

A non sedere più nel Comitato Tecnico-scientifico, istituito dal Conte bis, saranno Agostino Miozzo, coordinatore dell’Ufficio promozione e integrazione del Servizio nazionale della protezione civile, Claudio D’Amario, direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute; Mario Dionisio, direttore dell’Ufficio di coordinamento degli Uffici di sanità marittima – aerea e di frontiera del Ministero della salute; Achille Iachino, direttore generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Ministero della salute; Sergio Iavicoli, direttore Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail; Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco; Giuseppe Ruocco, segretario generale del Ministero della salute; il generale Nicola Sebastiani, Ispettore generale della sanità militare del Ministero della difesa; Andrea Urbani, direttore generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute; Alberto Zoli, rappresentante della Commissione salute designato dal Presidente della Conferenza delle regioni e province autonome.

E ancora tra chi non siederà c’è il prof. Massimo Antonelli, direttore del Dipartimento emergenze, anestesiologia e rianimazione del Policlinico universitario A. Gemelli; il prof. Roberto Bernabei, direttore del Dipartimento scienze dell’invecchiamento, neurologiche, ortopediche e della testa – collo del Policlinico universitario Gemelli; Ranieri Guerra, rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità e finito nel mirino per il mancato aggiornamento del piano pandemico; Francesco Maraglino, direttore dell’Ufficio prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale del Ministero della salute; il prof. Luca Richeldi, presidente della Società italiana di pneumologia; e il prof. Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria.

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