Salute e ricerca

Cosa dice e non dice Speranza sul piano pandemico

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Che cosa ha detto in Senato il ministro della Salute, Roberto Speranza, sul piano pandemico, che cosa emerge dalle indagini dei magistrati e come ha Zambon (ex Oms) ha giudicato le parole di Speranza

 

Il piano pandemico non è stato aggiornato per circa 180 mesi, con l’alternanza di “7 governi, con diverse maggioranze parlamentari”. A dirlo, in audizione al Senato è stato il 28 aprile il ministro della Salute, Roberto Speranza, aggiungendo che ora un piano c’è e che ove si parlasse di responsabilità politiche sul mancato aggiornamento non è lui a difendersi.

La magistratura, intanto, è a lavoro per accertare le responsabilità di quanto successo nei primi mesi di pandemia. E che la confusione dipendesse dal mancato aggiornamento del piano pandemico è comunque qualcosa che anche in questi mesi si è cercato di nascondere.

Andiamo per gradi.

IL NUOVO PIANO PANDEMICO

L’Italia ha un nuovo piano pandemico anti influenzale. È stato stilato durante il mandato di Roberto Speranza, mentre l’Italia è alle prese alla lotta a Covid-19, ed approvato il 25 gennaio 2021 in occasione della Conferenza-Stato Regioni.

“Posso dire a testa alta che il piano pandemico antinfluenzale aggiornato c’è ed è stato approvato all’unanimità in Conferenza Stato-Regioni”, ha detto Speranza.

“Quello che non è stato fatto in molti anni – ha aggiunto Speranza – è stato invece realizzato in pochi mesi, proprio durante il mio mandato. E quello approvato è un documento importante, anche e soprattutto per l’impostazione fortemente operativa e per la chiara definizione di compiti, ruoli e responsabilità che vi sono riportati”.

IL MANCATO AGGIORNAMENTO

Lo stesso ministro ha ricordato che il piano pandemico non è stato aggiornato nel corso di sette precedenti governi e “tutti i gruppi di quest’Aula hanno sostenuto alcuni di questi Governi: è troppo facile far finta oggi di non vedere”.

LO SCONTRO POLITICO

“E con amarezza – chiosa ancora Speranza – che vedo prevalere invece lo scontro politico, spesso anche alimentando un linguaggio di odio che non può mai essere accettato”.

“Si afferma il tentativo di sfruttare l’angoscia degli italiani per miopi interessi di parte: è sbagliato, perché produce danni enormi, non a me o al governo, ma al Paese che deve restare unito in un passaggio delicato”.

L’INCHIESTA DELLA MAGISTRATURA

Politica a parte, però, sul mancato aggiornamento del piano pandemico sta lavorando la procura di Bergamo che indaga sul caso di Alzano Lombardo. E su questo, Speranza afferma di avere “fiducia nella magistratura”.

“Non sono io a dovermi difendere”.

IL DOCUMENTO DELL’OMS CENSURATO DALL’OMS

Del mancato aggiornamento del piano pandemico e dunque delle conseguenze di questo sulla risposta, confusa e disorganizzata, dell’Italia alla pandemia si parla nel rapporto redatto da 10 ricercatori Oms di Venezia, guidati da Francesco Zambon, “Una sfida senza precedenti. La prima risposta dell’Italia al Covid”.

LA CENSURA

Il rapporto è stato pubblicato sul sito dell’Oms e ritirato in sole 24 ore. Ritiro, spiega sempre Speranza, deciso dall’Oms: “È esclusivamente una decisione interna all’Organizzazione mondiale della Sanità. È stato ritirato per inesattezze fattuali. Tra gli errori, quello relativo alla timeline dell’epidemia in Cina. La stessa Oms Europa ha dichiarato che in nessun momento il governo italiano ha chiesto all’Oms di rimuovere il documento”.

LE CHAT DI GUERRA E BRUSAFERRO

Parole queste ultime, però, che vengono smentite dalle chat tra Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della Sanità, e Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

“Alla fine sono andato su Tedros e fatto ritirare il documento”, scriveva Guerra a Brusaferro il 14 maggio. E ancora: “La ritengo una cosa schifosa di cui non si sentiva la mancanza.  Spero di far cadere un paio di incorreggibili teste. Grazie”.

“Grazie molte. Io sono inesperto ma mi pare che sia proprio una situazione critica”, rispondeva Silvio Brusaferro.

IL RUOLO DI GOFFREDO ZACCARDI

Non solo. Nelle chat i tra il direttore aggiunto dell’Oms e Brusaferro viene anche tirato in ballo Goffredo Zaccardi, capo di gabinetto del ministero della Salute.

“Vedo Zaccardi alle 19. Vuoi che inizi a parlargli dell’ipotesi di revisione del rapporto dei somarelli di Venezia? Poi ci mettiamo d’accordo sul come?”.

“Certo, va bene”, risponde il presidente dell’Iss.

Due ore dopo: “CDG dice di vedere se riusciamo a farlo cadere nel nulla. Se entro lunedì nessuno ne parla vuole farlo morire. Altrimenti lo riprendiamo assieme. Sic.”.

LA REPLICA DI ZAMBON

Anche alla luce di questo le parole di Speranza paiono “sorprendenti e sconcertanti” a Francesco Zambon, che replica al ministro in una dichiarazione a La Verità.

“Sorprendenti perché le evidenze nell’inchiesta di Bergamo non sono speculazioni. Sconcertanti perché gli elementi emersi, tra cui chat e mail non fanno che confermare i gravi dubbi sull’assenza di indipendenza dell’Oms”.

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