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Contratti, quanto guadagneranno in più i dipendenti della sanità?

Contratto Dipendenti Sanità

Il rinnovo del contratto collettivo del settore sanitario è vicino. Ecco quanto riceveranno in busta paga i dipendenti della sanità

 

I dipendenti della sanità, in crisi da tempo per i turni massacranti a causa della carenza di personale e anche per la paga non sempre adeguata, riceveranno a breve un aumento in busta paga.

“La firma per il rinnovo del contratto collettivo del settore sanitario è vicina”, scrive il Corriere della sera citando le parole del presidente dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, Antonio Naddeo, il quale ha affermato che “ci possiamo arrivare entro la fine del mese”.

IL RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO

Lunedì, infatti, si legge in una nota della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, si è riunito il Comitato di settore Regioni-Sanità per definire l’Atto di Indirizzo Integrativo necessario per la chiusura del negoziato relativo al rinnovo del contratto – triennio 2019-2021 – per il personale del comparto Sanità.

L’approvazione dell’Atto, prosegue il comunicato, “si è resa necessaria per tenere conto delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2022 che ha previsto lo stanziamento di ulteriori risorse per la definizione dell’ordinamento professionale e dell’integrazione del salario accessorio”.

QUANTI FONDI SONO STATI STANZIATI

“Le risorse individuate – ha spiegato Davide Caparini, assessore al Bilancio della Lombardia e presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità – ammontano complessivamente a 241,6 milioni di cui 63 milioni per l’indennità del personale assegnato ai servizi di pronto soccorso, poco più di 51 milioni per il trattamento accessorio e a poco più di 127,5 milioni per il nuovo ordinamento professionale. Ora la strada è spianata affinché si arrivi in tempi rapidi alla chiusura del negoziato con le organizzazioni sindacali e alla firma del rinnovo contrattuale già prima della pausa estiva”.

DI CHE AUMENTI SI PARLA

“Partendo dai profili più bassi, – riferisce il Corriere -, l’importo di base per la retribuzione parte da 50,50 euro lordi al mese e arriva fino a 98,10 euro per i professionisti, categoria in cui rientrano anche gli infermieri”.

È prevista inoltre “un’indennità di specificità infermieristica che per i ruoli più alti arriverà fino a 72 euro. In questo modo l’aumento mensile sullo stipendio è di 170,10 euro lordi”.

I NUOVI INCARICHI E LA LORO RETRIBUZIONE

Nella bozza del contratto, fa sapere il Corriere, i nuovi incarichi di posizione “dovranno rappresentare un punto di riferimento di alta qualificazione che avranno lo scopo di consolidare, sviluppare e diffondere competenze avanzate nell’ambito dei processi di cura, riabilitativi, diagnostici e di prevenzione, decisionali e valutativi”.

Queste nuove figure dovranno avere “elevati livelli di competenza e responsabilità professionale, amministrativa e gestionale e di conoscenze e abilità”. A loro “verrebbe riconosciuta un’indennità tra i 10 e i 20 mila euro all’anno (tra gli 830 e i 1.700 euro al mese)”.

Secondo la bozza citata dal quotidiano, i nuovi incarichi di funzione sono suddivisi in base a tre diversi livelli di complessità della mansione svolta: “per la professione ‘base’ la retribuzione è di 930 euro l’anno, per quella ‘media’ sarà tra i 4.500 e i 9.500 euro annui, mentre per la ‘elevata’ si andrà da 9.501 a 13.500 euro sempre lordi annui”.

GLI “SCATTI” ORIZZONTALI…

Stando a quanto riportato dall’articolo sono previsti anche gli “scatti” orizzontali di stipendio, “ovvero ulteriori aumenti soggetti in parte a una valutazione dell’esercizio della professione e in parte all’anzianità di servizio”.

In questo caso, “per gli infermieri, che rientrano nei professionisti della salute, è previsto un massimo di sette scatti, ciascuno dei quali ha un valore annuo di 1.000 euro, per un valore totale di 7 mila euro durante la vita lavorativa”.

…E LE VOCI ACCESSORIE

Il Corriere anticipa poi che il contratto dovrà stabilire anche diverse voci accessorie. Per esempio, “l’indennità di pronta disponibilità sarà fissata a 1,80 euro l’ora; l’indennità per il turno di notte avrà un valore di 2,07 euro al giorno; quella per il lavoro festivo è stabilita a 2 euro l’ora; l’indennità per il rischio radiologico per chi opera a contatto con i macchinari è di 103,29 euro al mese”.

IL COMMENTO DI FEDRIGA

“È un riconoscimento dovuto – ha sottolineato il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga – per una categoria che ha fatto e sta facendo molto per il servizio sanitario nazionale. Quello odierno è davvero un passaggio atteso e molto importante”.

UN AUMENTO “GIUSTO E DOVEROSO”

Soddisfazione anche da parte di Raffaele Donini, assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia-Romagna e coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni, il quale ha detto: “Questo significa che finalmente potremo riconoscere un aumento economico giusto e doveroso ai dipendenti del comparto, premiando le professionalità di chi lavora nel nostro servizio sanitario, in particolare degli infermieri, operatori socio-sanitari e di tutto il personale che è stato in prima linea per l’emergenza Covid. È un tassello importante in un momento di difficoltà, a cui speriamo possano seguire altri segnali da parte del Governo”.

Donini ha infatti ricordato che sul tavolo “rimangono altre questioni aperte, in primis la copertura dei costi Covid, che le Regioni non sono in grado di coprire contando solo sui propri bilanci ordinari”.

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