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Come e perché Draghi e von der Leyen sbuffano contro Astrazeneca

I capi di Stato e di governo dei Ventisette hanno discusso su come migliorare la produzione di vaccini e la capacità di distribuzione, oltre a strattonare Astrazeneca. Tutti i dettagli

 

I conti non tornano su Astrazeneca. Se due giorni fa era la giornata delle sorprese, con la scoperta che nello stabilimento Catalent di Anagni sono state infialate 29 milioni di dosi di vaccino, ieri è stata la giornata dei conti. Conti che come da impressione dei giorni scorsi, continuano a non tornare.

I capi di Stato e di governo dei Ventisette hanno discusso ieri su come migliorare la produzione di vaccini e la capacità di distribuzione, e sulla strategia da tenere sulle esportazioni fuori dall’Ue dei vaccini anti-Covid (la Commissione ha rafforzato il meccanismo per la trasparenza e l’autorizzazione all’export) e nei confronti delle case farmaceutiche inadempienti.

È il caso di AstraZeneca, che si era impegnata per 120 milioni di dosi nel primo trimestre ed è arrivata a malapena a 18 milioni sui 30 milioni attesi, sottolinea il Corriere della Sera.

«I cittadini europei — ha detto Mario Draghi all’Eurosummit — hanno la sensazione di essere stati ingannati da alcune case farmaceutiche». In conferenza stampa la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha chiarito che «AstraZeneca deve prima di tutto recuperare» sulle dosi concordate con l’Ue «e onorare il contratto con gli Stati membri prima di poter impegnarsi di nuovo nell’esportazione di vaccini»

LE MANCATE CONSEGNE

Partiamo dai numeri delle consegne. Secondo quanto rivela Bruxelles, Astrazeneca ha consegnato all’Europa solo 18 milioni di dosi del suo vaccino. Un numero di gran lunga inferiore a quello previsto da contratto (120 milioni di dosi) e decisamente più basso anche della cifra tagliata al momento dell’approvazione del vaccino, 30 milioni.

ITALIA IN DIFFICOLTA’

Numeri, quelli sopra, che mettono in difficoltà tutti i Paesi Ue che avevano puntato le loro campagne vaccinali sulla casa farmaceutica di Oxford.

L’Italia è tra queste e da piano, Astrazeneca, scrive Adnkronos, dovrebbe inviare 5.352.250 dosi nel primo trimestre (sono 2.196.000 quelle distribuite alle regioni al 16 marzo), 10.042.500 dosi tra aprile e giugno e 24,7 milioni nel trimestre successivo

UE VERSO STRADA LEGALE?

I danni procurati con le mancate consegne potrebbero essere quantificati in tribunale. La Commissione Ue, se l’azienda dovesse continuare a non rispettare i termini degli accordi, infatti, sembra essere intenzionata a proseguire sulla via legale nei confronti di AstraZeneca, come pre annunciato da fonti Ue.
“Non vogliamo vincere una causa legale per il fatto di vincerla, ma per ottenere più dosi”, soprattutto per il secondo trimestre, sul quale c’è preoccupazione, spiegano le fonti, aggiungendo che c’è ancora “un grande divario” sulle dosi concordate, oltre a “confusione su quali lotti vanno a chi”.

77 MILIONI DI DOSI ESPORTATE

La Commissione Ue fornisce anche il numero delle dosi di vaccino esportate: sono 77 milioni dal primo dicembre ad oggi. In particolare, 31 milioni di vaccini sono stati consegnati in 54 Paesi che rientrano nell’iniziativa Covax.

29 MILIONI DI DOSI STOCCATE NELLO STABILIMENTO CATALENT

Intanto, mentre i conti sulle consegne non tornano, i Nas, nello stabilimento Catalent di Anagni, dove viene infialato il siero, si è scoperto nelle scorse ore che sono stoccate 29 milioni di dosi di vaccino. È partita un’ispezione e Draghi ha assicurato che ci sarà la massima vigilanza, scrive Agi.

Ma è già scontro tra Bruxelles che chiede chiarimenti ed è pronta a fermare l’esportazioni di quelle dosi e Londra, con il premier britannico Johnson che minaccia ritorsioni nel caso in cui si fossero praticati “blocchi arbitrari”.

DANIMARCA: LO STOP PROLUNGATO AL VACCINO

E ancora. In Danimarca persistono ancora dubbi sulla sicurezza del vaccino. Il Paese ha deciso, dunque, di prolungare la sospensione della somministrazione del vaccino contro il coronavirus di AstraZeneca per altre tre settimane.

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