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Come è finita la guerra fra Diasorin e Technogenetics sui test sierologici?

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Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar: l’accordo tra Diasorin e Policlinico San Matteo è legittimo. Tutti i dettagli e la reazione della concorrente Technogenetics

L’accordo tra il Policlinico San Matteo di Pavia e la Diasorin è legittimo. A stabilirlo è il Consiglio di Stato, ribaltando la sentenza del Tar della Lombardia che a giugno 2020 aveva annullato l’accordo di collaborazione sui test sierologici per la diagnosi di infezione da Sars-Cov-2 sottoscritto lo scorso marzo.

Tutto era partito da una denuncia di una concorrente di Diasorin, la Technogenetics Srl (controllata dall’omonimo gruppo cinese), che non aveva gradito la mancanza di una gara pubblica.

Andiamo per gradi.

COSA HA DECISO IL CONSIGLIO DI STATO SU DIASORIN

Il Consiglio di Stato, la terza sezione del massimo organo di giustizia amministrativa, ha stabilito che l’accordo tra la Diasorin, società per azioni che opera nei segmenti dell’immunodiagnostica e della diagnostica molecolare con sede a Saluggia (VC), e il Policlinico San Matteo di Pavia, sulla validazione dei test sierologici del Covid 19, è legittimo.

ACCORDO NON ESCLUSIVO QUELLO DI DIASORIN

La decisione del Consiglio di Stato si basa sul carattere “non esclusivo né escludente dell’accordo contestato e l’apertura alla valutazione di altre analoghe (anche contestuali) proposte di accordo”. L’accordo, infatti, non esclude l’avvio di “altri possibili progetti scientifici di altri soggetti privati, rispondendo al fine istituzionale degli Ircss di sostenere progetti di ricerca anche privati, e di validarli”.

NESSUN PROBLEMA PER LA CONCORRENZA DI DIASORIN

Venendo meno il carattere di esclusività, non sussiste problema di concorrenza “perché, a differenza del contratto di appalto e della concessione, strutturalmente non vi è una limitazione nella scelta dell’amministrazione ad un solo partner” essendo la ricerca “aperta”.

E, specifica Palazzo Spada, non si tratta della “concessione di bene pubblico”.

SENTENZA RIBALTA DECISIONE TAR

La sentenza della terza sezione del massimo organo di giustizia amministrativa ribalta la sentenza della Prima Sezione del Tar della Lombardia, presieduto da Domenico Giordano, che aveva accolto il ricorso presentato da Technogenetics Srl e annullato l’accordo di collaborazione tra la Fondazione Policlinico San Matteo e Diasorin sui test sierologici.

Per il Tar, infatti, contrariamente a quanto evidenziato dal Consiglio di Stato, il Policlinico San Matteo di Pavia aveva messo a disposizione beni del “servizio pubblico” per “soddisfare un interesse particolare, di cui Diasorin spa è portatrice, consistente nello sviluppo e nella realizzazione di prodotti e kit di cui Diasorin stessa acquisterà la proprietà esclusiva, conservando il diritto di brevettare le invenzioni realizzate e di procedere alla relativa commercializzazione”.

IL COMMENTO DI DIASORIN

“Abbiamo sempre ribadito la correttezza e la trasparenza del nostro operato. Si tratta di una decisione di grande importanza per l’intero comparto della ricerca italiana, grazie alla quale è stata fatta chiarezza sulla collaborazione tra istituti pubblici e società private nell’esecuzione di sperimentazioni cliniche per migliorare la salute delle persone”, ha commentato il ceo di Diasorin, Carlo Rosa.

LA REAZIONE DI TECHNOGENETICS

La cinese Technogenetics, che aveva denunciato l’accordo tra Diasorin e la Fondazione San Matteo, “si riserva di valutare l’adozione di eventuali azioni legali presso le sedi europee predisposte”.

Technogenetics “prende atto che le collaborazioni pubblico-private finalizzate anche ad acquisire i risultati della ricerca pubblica sono liberamente negoziabili dall’amministrazione che può discrezionalmente preferire un operatore rispetto ad un altro e che queste modalità, secondo il Consiglio di Stato, non alterano la libera concorrenza”. L’azienda cinese sostiene che il ricorso è stato improntato “nell’interesse e nel rispetto della collettività, affinché la condivisione delle risorse pubbliche torni ad essere patrimonio di tutti e venga eventualmente industrializzata secondo le regole attualmente già in vigore”.

IL RICORSO DI TECHNOGENETIS

Facciamo dunque un passo indietro. Technogenetics Srl, che fa parte del gruppo cinese Khb, ha fatto ricorso contro l’accordo tra la Diasorin e il Policlinico San Matteo avvenuto in assenza di una gara pubblica.

La società cinese era pronta a commercializzare un suo test fin dai primi di marzo e che aveva chiesto di partecipare all’analisi scientifica del San Matteo di Pavia ma non ha mai ricevuto risposta. La società con sede a Lodi ha anche accusato la Regione Lombardia di aver ritirato solo dopo 24 dalla pubblicazione una manifestazione di interesse (preliminare per la gara della scelta di un concessionario) aperta il 6 aprile, senza valutare quali fossero le possibili offerte di altre aziende.

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