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Che cosa ha svelato Giletti a Non è l’Arena sulle commesse di mascherine cinesi

di

Domenico Arcuri

Maxi commesse di mascherine cinesi e indagini della magistratura: tutti i dettagli emersi durante la trasmissione “Non è l’arena” condotta da Massimo Giletti su La7

 

Marzo 2020. Mentre l’Italia è alle prese con la prima, tragica, ondata della pandemia, il governo sigla alcune maxicommesse da 72 milioni di euro per l’acquisto di 801 milioni di mascherine dalla Cina. Commesse su cui indaga la procura di Roma ipotizzando reati di traffico di influenze illecite e ricettazione.

La vicenda è ancora ingarbugliata, ma Jorge Solis, trader ecuadoriano, intervenuto a Non è L’Arena, ha aggiunto tasselli importanti

Andiamo per gradi.

GLI INDAGATI

Partiamo dai quattro indagati per diverse ipotesi di reato.

Mario Benotti, giornalista in aspettativa ed ex consulente alla Presidenza del Consiglio, Francesca Immacolata Chaouqui, già coinvolta nella vicenda Vatileaks, Antonella Appulo, ex membro dello staff di Graziano Delrio quando era ministro delle Infrastrutture e collaboratrice di Benotti, e Andrea Vincenzo Tommasi, ingegnere e titolare della Sunsky srl di Milano, che ha effettuato materialmente la fornitura delle mascherine.

Responsabile della spesa, per un affare di oltre 1,2 miliardi di euro, è Domenico Arcuri, commissario straordinario all’emergenza.

L’INDAGINE

L’indagine ha preso avvio una segnalazione di operazione sospetta, emessa dalla Banca d’Italia, dopo che Andrea Vincenzo Tommasi, aveva depositato uno schema delle rimesse di denaro attese dalle società cinesi Whenzou Moon Rain, Whenzou Light e Luokai Trade (nata 5 giorni prima che arrivi la commessa del governo italiano), a titolo di provvigione, su ordini.

“Di questi soldi, circa 60 milioni di euro sono finite nel conto della società Sunksy di Tommasi, altri 12 milioni sono invece finiti alla Microproducts It, società amministrata da Benotti e per l’80% riferibile a un’ulteriore azienda, la Partecipazioni Spa, di cui sono soci, Benotti, sua moglie Daniela Guarnieri e per il 3,3% Guido Pugliesi (ex ad di Enav)”, spiega il Fatto Quotidiano.

JORGE SOLIS

Nella maxicommessa ha avuto un ruolo anche Jorge Solis, trader ecuadoriano, che risulta indagato per traffico di influenze. Solis, infatti, avrebbe gestito, affiancato da altri intermediari, una grande consegna di mascherine cinesi. Prima della pandemia si occupava del commercio di bibite, ha sottolineato la trasmissione condotta da Massimo Giletti su La7 “Non è l’Arena”.

IL RACCONTO DI SOLIS

A raccontarlo, in esclusiva a Non è l’Arena, è proprio Solis. “Il 21 febbraio io arrivo dal Sud America. Mi hanno contattato miei conoscenti della Cina per lavorare con le mascherine”, racconta Solis. “Mi ha chiamato Daniele Guidi, è mio amico da tre anni, e io gli dico: <<Daniele, la Cina mi ha chiamato, c’è l’opportunità delle mascherine>>. Io ho contattato quattro o più Paesi e abbiamo cominciato con le mascherine”.

“Daniele Guidi mi passa Tommasi al telefono. Tommasi mi ha detto <<Jorge, io vorrei che tu (mi procurassi) le mascherine, voglio credito>>. La parola credito non c’è nel vocabolario del business e per questo gli ho detto: <<Guarda io non do credito a nessuno, non ti conosco e con tutto il rispetto>>”.

Daniele Guidi è l’ex ad di Banca Cis, indagato per bancarotta dello stesso istituto finanziario, che, svela Non è L’Arena, fa affari da tempo con Tommasi.

L’INTERVENTO DI BENOTTI

In questo momento entra in gioco Mario Benotti. “Mi ha fatto chiamare da Benotti, che mi ha detto <<Solis, lei è l’uomo… Voglio che lei aiuti l’Italia>>. Lì mi chiamato il dottor Fabbrocini e mi dice <<“Solis, sono di Invitalia, io voglio che lei aiuti l’Italia. Io garantisco che la mia banca paga. Lei mi può fare nel primo appalto la pro forma per questi 10 milioni di mascherine chirurgiche e 10 milioni per le Ffp2>>”.

LA GARANZIA PER L’ITALIA

Rassicurato dall’esponente di Invitalia, Jorge Solis chiama il suo amico cinese. “Chiamo al signor Cai e dico <<Io metto la garanzia per l’Italia>>. Il primo contratto è stato di 27 milioni di euro. Abbiamo vinto perchè il creator del prezzo della mascherina sono io. Noi abbiamo messo capitale proprio, del gruppo mio. Dopo hanno detto: <<Voi siete bravi, certificazione…>>”.

LA CONTRATTAZIONE

E quindi con “Tommasi abbiamo iniziato l’intermediazione, con Daniele Guidi. L’Italia a noi ci deve ringraziare, perché ha risparmiato 1 miliardo di euro, le mascherine cono arrivate con certificazione europea e nessuno ha truffato, come gli altri che ancora truffano. Noi siamo tranquilli e corretti”, ha spiegato Solis. “Io ho fatto risparmiare 1 miliardo di euro e ho dato credito all’Italia per 400 milioni di euro”.

“Io ho detto a tutti i miei amici cinesi <<Io metto la faccia per l’Italia>>”.

L’AGGIUDICAZIONE

A produrre le mascherine che arriveranno in Italia saranno tra diverse aziende Whenzou Moon Rain, Whenzou Light e Luokai Trade. L’ultima di queste aziende è nata 5 giorni prima che arrivasse la commessa del Governo italiano.

LE PROVVIGIONI

Le aziende si aggiudicano un affare di 1,2 miliardi di euro, mentre agli intermediari andrà una parcella corposa: 47 milioni a Tommasi e 12 milioni a Mario Benotti.

Quanto finisce nelle mani di Jorge Solis? Più di quello che si sa. “Sono 5,8 milioni che mi sono arrivati della Whenzou Light. Io faccio fattura, con la società di mia figlia alla Whenzou Light. La Whenzou Light paga mia figlia che lavora con me”.

Credo che Tommasi abbia fatto altri affari dopo che li ha fatti con me, ognuno fa li affari suoi. Tommasi è stato pagato di più, è più forte nella logistica. (…) Il dottor Benotti è normale dopo che ha lavorato con Tommasi, io con il mio gruppo abbiamo detto <<Al dottor Benotti dobbiamo dare una provvigione per il lavoro che si è impegnato>>. Lui non ha mai chiesto un euro, niente”.

IL RUOLO DI MARIO BENOTTI

“Se la torta è grande è normale che ogni persona che sta nel gruppo mio venga pagata”, aggiunge Solis. “Benotti ha messo la faccia per l’Italia. Quando nessuno voleva dare credito all’Italia lui ha detto: <<aiutami, voi siete le uniche persone che mi possono aiutare. Io garantisco per l’Italia”. E Benotti, poi ha comunicato “alla protezione civile che aveva trovato Jorge Solis ed Andrea Tommasi”.

“Io il dottor Benotti – specifica Solis – non l’ho mai incontrato, ogni tanto mi scrive su Whatsapp: <<Jorge forza, un pò di pazienza, ti ringrazio”.

IL (NON) RUOLO DI ARCURI

E Arcuri? “La storia che il dottor Benotti ci ha messo in contatto con Arcuri è una bugia. La verità è che il dottor Tommasi è amico di Benotti, Daniele Guidi è amico di Tommasi. Daniele Guidi mi conosce che sono un uomo di business, abbiamo altre cose in comune.  Mi ha contattato il dottor Tommasi”, dice Solis.

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