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Centaurus, la sottovariante che scalzerà Omicron 5?

Centaurus

Storia del nome, diffusione, sintomi e previsioni degli esperti sull’ultima sottovariante di Omicron 5, Centaurus

 

Mentre le Big Pharma stavano rincorrendo il virus e preparando un vaccino aggiornato per la variante Omicron, ecco che è comparsa un’altra sua sottovariante. Dopo Omicron 4 (Ba.4) e 5 (Ba.5), che hanno fatto risalite i contagi a causa della loro alta trasmissibilità, a fine maggio è stata identificata per la prima volta in India Ba.2.75, meglio nota come Centaurus.

PERCHÉ CENTAURUS

Un nome così eccentrico per una sottovariante non deve la sua paternità all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che infatti parla di Ba.2.75 (nome ufficiale), bensì a Xabier Ostale, un utente Twitter che posta spesso informazioni sul coronavirus.

In un tweet del 1° luglio ha scritto: “Ho appena battezzato la variante BA.2.75 con il nome di una galassia. Il suo nuovo nome è variante Centaurus. Abituatevi. Oggi, sono al comando di qualsiasi cosa legata alla pandemia”.

Eccentrico, appunto.

Da allora, giornalisti, media e utenti lo hanno seguito usando il nome da lui proposto.

La scelta non è casuale. Ostale, oltre a voler semplificare la catalogazione delle sottovarianti, ha optato per il nome della costellazione che rappresenta un centauro, ovvero la creatura mitologica greca metà uomo metà cavallo, perché Ba.2.75 presenta ben 9 mutazioni rispetto a Omicron 2, rendendola un mix.

Gli esperti, tuttavia, ritengono che aggiungere altri nomi non sia un modo per semplificare ma che anzi potrebbe creare confusione.

COMPARSA E DIFFUSIONE DI CENTAURUS

La sottovariante Centaurus è comparsa a maggio in India e a oggi ha raggiunto una decina di Paesi del mondo, tra cui Australia, Canada, Regno Unito e Germania, ma non ancora l’Italia.

“Sars-Cov2 da tempo non fa salti evolutivi – ha rassicurato Carlo Federico Perno, virologo del Bambino Gesù di Roma, intervistato da Repubblica – È come se si muovesse all’interno di una gabbia. Questo dovrebbe mitigare la sua capacità di reinfettare”.

Attualmente per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) si tratta di una “variante da monitorare”.

COME È FATTA

Come dicevamo, Centaurus ha molte mutazioni: “Ba.2.75 ha 9 nuove mutazioni sulla proteina spike e 5 al di fuori di essa. Sulla spike, la mutazione G446S è la più preoccupante. Secondo la letteratura, è potenzialmente in grado di rendere il virus capace di sfuggire al sistema immunitario”, ha spiegato a Repubblica Alessandro Carabelli, che guida di uno dei gruppi di ricerca del consorzio inglese Cog-Uk.

“Non sono tanto le singole mutazioni, quanto il loro numero a preoccuparci. È difficile prevedere l’effetto di così tante mutazioni insieme”, ha detto al Guardian Tom Peacock, virologo dell’Imperial College London.

LA MEMORIA IMMUNITARIA

Ba.2.75, come le precedenti varianti e sottovarianti, può infettare o reinfettare una persona, tuttavia, la memoria immunitaria – formatasi con gli anticorpi dovuti alla guarigione o al vaccino – non dimentica e interviene per evitare la malattia grave. Motivo per cui l’Agenzia europea per i medicinali e, di conseguenza, il ministero della Salute raccomandano la somministrazione della quarta dose a tutti gli over 60 a distanza di almeno quattro mesi dall’ultima somministrazione.

Nel Regno Unito, infatti, dove sono stati rintracciati casi dovuti a Centaurus, i virologi sono particolarmente preoccupati perché circa 3 milioni di adulti non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino anti Covid.

TRASMISSIBILITÀ E SINTOMI

Alcuni esperti ritengono che Centaurus sia ancora più trasmissibile di Omicron 5, tuttavia, non esistono ancora dati ufficiali a supporto di questa affermazione se non un balzo dei casi quotidiani che, per esempio in India, sono schizzati da 3 mila a marzo a 17 mila adesso.

Sempre in India, per ora la maggior parte dei casi riscontrati è asintomatica.

LE PREVISIONI DEGLI ESPERTI

Secondo Carabelli, “è difficile prevedere che performance avrà fuori dall’India” visto che nel Paese Omicron 5 è poco diffusa, a differenza di Omicron 2, da cui discende Centaurus.

Inoltre, ricorda Perno, non ci sono “evidenze che chi si è infettato con uno dei vari Omicron si reinfetti facilmente con un’altra sottovariante”. Anzi, per l’esperto questo avviene raramente e, considerando il numero di persone che in Italia si è infettato con Omicron, appare difficile che Centaurus possa diffondersi su larga scala.

Per il virologo e professore dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco, Centaurus “arriverà in Italia e sarà contagiosa, ma non sarà più pesante, anzi la tendenza che ci aspettiamo è che questo virus pian piano diventi meno importante dal punto di vista quantitativo e che in futuro le nuova ondate arriveranno come le onde di un sasso in uno stagno”.

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