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Johnson & Johnson, Astrazeneca e Sputnik, tutte le differenze con i vaccini Pfizer e Moderna

Vaccini Reazioni Avverse

Fatti, numeri e differenze tra vaccini con le indiscrezioni secondo cui – come scrive La Stampa – la Commissione Ue ha deciso di non rinnovare i contratti di acquisto per i vaccini di Astrazeneca e Johnson & Johnson allo scadere dei contratti in corso.

 

Nella lotta a Covid-19, l’Europa potrebbe puntare solo sui vaccini ad mRna. Quindi solo sui farmaci messi a punto da Pfizer-Biontech e Moderna. Non solo: la Commissione europea potrebbe non rinnovare i contratti di acquisto dei vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson. E potrebbe non firmare mai alcun contratto con Sputnik.

Al bando potrebbero finire, in pratica, tutti i vaccini a vettore virale.

Ecco tutte le ultime indiscrezioni giornalistiche sul dossier vaccini.

LE INDISCREZIONI DE LA STAMPA

La Commissione Europea, in accordo con i leader di molti Paesi, ha deciso di non rinnovare i contratti di acquisto per i vaccini di AstraZeneca e Johnson&Johnson allo scadere dei contratti in corso. A scriverlo è il quotidiano La Stampa, secondo una fonte del ministero della Salute.

JOHNSON & JOHNSON SOLO PER OVER 60?

Nell’attesa il vaccino Johnson&Johnson, la cui somministrazione è stata sospesa in America a causa di una malattia rara diagnosticata a sei donne cui era stato inoculato il vaccino nelle due settimane precedenti, in Europa potrebbe essere somministrato esclusivamente agli over 60, come una settimana fa, a livello europeo, era stato deciso per il siero di Oxford.

OBIETTIVO: PUNTARE SU VACCINI AD MRNA

L’obiettivo della Commissione sarebbe quello di puntare, nella lotta a Covid-19, sui soli vaccini ad mRna messaggero, la nuova tecnologia su cui si sono basate Pfizer-Biontech e Moderna.

PFIZER-BIONTECH E MODERNA: I VACCINI AD MRNA

I due farmaci, spiega Ema, contengono una molecola denominata mRNA recante le istruzioni per la produzione della proteina spike. Si tratta di una proteina che è presente sulla superficie del virus SARS-CoV-2 e della quale questo ha bisogno per penetrare nelle cellule dell’organismo. Quando una persona viene vaccinata, alcune sue cellule leggeranno le istruzioni dell’mRNA e produrranno temporaneamente la proteina spike. Il sistema immunitario della persona vaccinata, riconoscendo quindi questa proteina come estranea, produrrà anticorpi e attiverà le cellule T (globuli bianchi) per attaccarla.

I due vaccini hanno un’efficacia, nel contrastare la malattia da Covid-19, di circa al 95%.

I VACCINI A VETTORE VIRALE

I vaccini a vettore virale, come Astrazeneca, Janssen e Sputnik, invece, agiscono in modo diverso: il farmaco, infatti, utilizza un virus, generalmente un adenovirus incompetente per la replicazione, per portare all’interno della cellula la sequenza del codice genetico che codifica per la proteina spike.

IL VACCINO ASTRAZENECA

Il vaccino Vaxzevria, conosciuto ai più con il nome di Astrazeneca, è composto da un adenovirus di scimpanzé incapace di replicarsi (ChAdOx1 – Chimpanzee Adenovirus Oxford 1) e modificato per veicolare l’informazione genetica destinata a produrre la proteina Spike del virus SARS-CoV-2.

L’efficacia del vaccino è di circa il 60%. Il farmaco, scrive l’Ema, ha “mostrato una riduzione del 59,5% nel numero di casi sintomatici di Covid-19 nelle persone a cui è stato somministrato il vaccino (64 su 5.258 hanno ricevuto Covid-19 con sintomi) rispetto alle persone a cui sono state somministrate iniezioni di controllo (154 su 5.210 hanno ricevuto Covid-19 con sintomi)”.

VACCINO JOHNSON & JOHNSON

Il vaccino di Johnson & Johnson, somministrato in singola dose, è composto da un vettore ricombinante, “basato su adenovirus umano di tipo 26 incompetente per la replicazione, che codifica per la sequenza completa della glicoproteina spike (S) di Sars-CoV-2 in una conformazione stabilizzata.Dopo la somministrazione, la glicoproteina S di Sars-CoV-2 viene espressa in maniera transitoria, stimolando sia anticorpi anti-S neutralizzanti che altri anticorpi specifici anti-S funzionali, così come risposte immunitarie cellulari dirette contro l’antigene S, che possono contribuire a proteggere contro Covid-19”, spiega l’Ema.

Durante la sperimentazione di fase 3 il vaccino ha dimostrato, scrive Ema annunciando l’approvazione all’uso, “una riduzione del 67% del numero di casi di Covid-19 sintomatici, dopo 2 settimane, nelle persone che hanno ricevuto il vaccino Covid-19 Janssen (116 casi Covid su 19.630 persone), rispetto alle persone a cui è stato somministrato placebo (348 casi su 19.691)”.

IL VACCINO DI REITHERA

La decisione della Commissione Ue, però, andrebbe a penalizzare anche il vaccino italiano di ReiThera. Il farmaco è costituito dal vettore virale GRAd23, reso difettivo per la replicazione, che codifica l’intera proteina Spike di SARS-CoV-2, come spiega la Regione Lazio.

Anche la francese Valneva, che ha messo a punto un vaccino a virus intero inattivato altamente purificato a base di cellule Vero, sarà penalizzata.

SANOFI ED IL VACCINO AD MRNA

Tra chi invece potrebbe rientrare a breve tra i fornitori dell’Ue c’è l’altra francese Sanofi, che ha deciso di adottare un doppio approccio nella lotta a Covid-19. Ha messo a punto un vaccino con Gsk, in fase 3 di sperimentazione, e ha messo a punto anche un vaccino ad mRna.

“I vaccini a mRNA sfruttano l’infrastruttura delle nostre cellule per produrre gli antigeni necessari per addestrare il sistema immunitario, e questo è un approccio davvero interessante, ma come con tutto ciò che è nuovo, e come con tutti i nuovi vaccini, staremo molto attenti a valutare la sicurezza “, ha detto Su-Peing Ng, Head of Medical presso Sanofi Pasteur.

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