Skip to content

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Ecco come la Nato fa felici le europee Saab e Airbus, ma anche l’americana Northrop Grumman

Al summit di Ankara, il segretario della Nato Mark Rutte ha annunciato la firma di una serie di contratti per la fornitura di armi da parte dei paesi membri.Tutti i dettagli e le aziende beneficiarie

Dallo svedese GlobalEye all’americano Triton, al summit di Ankara la Nato punta su una serie di contratti per la fornitura di armi a sostegno della difesa europea.

Il 7 luglio l’Alleanza atlantica ha dato il via al suo Vertice annuale annunciando accordi industriali per almeno 50 miliardi di dollari. In occasione di un forum sull’industria della difesa tenutosi ieri a margine del vertice, il Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, ha presentato i primi accordi per un valore complessivo di 10,5 miliardi di euro: l’acquisto di un massimo di 10 velivoli da sorveglianza GlobalEye della svedese Saab, l’avvio di un nuovo progetto multinazionale per una flotta di aerei da trasporto Airbus A400M e l’integrazione di cinque droni MQ-4C di produzione statunitense.

Secondo quanto dichiarato da Rutte gli alleati investiranno oltre 40 miliardi di dollari in capacità anti-drone nei prossimi cinque anni. Sebbene il valore esatto dei contratti non sia stato reso noto, Rutte ha affermato che questi progetti valgono “miliardi di dollari” e rappresenteranno “denaro ben speso”. Il segretario della Nato ha anche lanciato diverse iniziative multinazionali volte a mettere in comune gli acquisti di equipaggiamento militare e a rafforzare la cooperazione industriale. In particolare, alcuni contratti mostrano l’Europa che si sta orientando verso l’approvvigionamento locale di alcune attrezzature che in precedenza acquistava dagli Stati Uniti, commenta Bloomberg.

Soprattutto gli impegni comunicati nel primo giorno del vertice di Ankara arrivano dopo che il presidente Usa Donald Trump ha nuovamente esortato i Paesi della Nato ad aumentare gli investimenti nella difesa.

Tutti i dettagli.

DUE CONTRATTI DESTINATI ALLE EUROPEE SAAB E AIRBUS

Il produttore svedese di attrezzature per la difesa Saab ha annunciato che la Nato avvierà negoziati formali per l’acquisizione di un massimo di 10 velivoli GlobalEye, destinati a sostituire gli attuali modelli Boeing.

Gli aerei Boeing “ci hanno servito bene e continuano a farlo”, ha dichiarato il segretario Rutte, “ma stanno giungendo alla fine del loro ciclo di vita”. I nuovi prodotti “garantiranno” che le capacità della Nato siano “solide e credibili per i decenni a venire”.

Come osservava ieri Breaking Defense, la scelta del GlobalEye ha comportato implicazioni geopolitiche, poiché la selezione di una soluzione europea giunge dopo che gli alleati hanno accantonato un piano per sostituire inizialmente le vecchie piattaforme di sorveglianza E-3 con i Boeing E-7 Wedgetail.Il cambiamento riflette il crescente desiderio europeo di garantire che la propria sicurezza non sia completamente legata ai produttori statunitensi, ha spiegato Bloomberg. Il ceo di Saab Micael Johansson ha dichiarato ai giornalisti che l’azienda potrebbe iniziare le consegne già nel 2030 e che il prezzo finale si aggirerebbe tra i 400 e i 450 milioni di dollari per velivolo, riporta Reuters.

Allo stesso tempo, la Nato ha annunciato la creazione di una flotta strategica di aerei da trasporto A400M, prodotti da Airbus, e l’aggiunta di un velivolo alla flotta esistente di aerei cisterna e da trasporto A330 Multirole Tanker Transport (MRTT). A sottoscrivere l’accordo ben quindici Paesi, dodici dei quali appartenenti all’Ue, a riprova dell’ulteriore impulso per l’industria europea arrivato ieri dal vertice dell’Alleanza atlantica.

Secondo un comunicato stampa della Nato, l’iniziativa sfrutterà il concetto di “condivisione e condivisione” della flotta di Airbus A330 MRTT, consentendo ai paesi partecipanti di mettere in comune gli aeromobili e condividere i costi. Il contratto ha un valore di 4,3 miliardi di dollari, secondo una fonte diplomatica di Bloomberg.

E UNO A FAVORE DELL’AMERICANA NORTHROP GRUMMAN

Tuttavia, almeno un accordo siglato il primo giorno del vertice ha segnalato che l’alleanza non intende rinunciare ai grandi ordini statunitensi, commenta ancora la testata specializzata in difesa americana. Il segretario generale della Nato Rutte ha dichiarato che gli alleati acquisteranno fino a cinque droni di sorveglianza ad alta quota MQ-4C Triton della Northrop Grumman, destinati all’integrazione nella forza ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) dell’alleanza. Intervenendo a un forum dell’industria della difesa ad Ankara, Rutte ha affermato che l’intelligence, la sorveglianza e la ricognizione sono di cruciale importanza per l’alleanza. Il sistema Triton “ci fornisce la consapevolezza della situazione di cui abbiamo bisogno per prendere le decisioni necessarie e anticipare le minacce”, ha precisato Rutte.

Si tratta del primo acquisto di droni Triton da parte dell’Alleanza e andrà ad affiancare l’attuale flotta Nato di cinque droni RQ-4D Phoenix, anch’essi prodotti dall’azienda americana, basati presso la base aerea di Sigonella, in Sicilia. Sia i droni Triton che i Phoenix saranno utilizzati per il programma di sorveglianza terrestre della Nato.

Rutte non ha specificato i paesi coinvolti, ma una dichiarazione dell’alleanza li ha identificati come Danimarca, Finlandia, Germania e Norvegia. Rutte ha aggiunto che “l’industria transatlantica” contribuirà all’iniziativa fornendo supporto alle missioni, sistemi di dati e infrastrutture.

Secondo la fonte diplomatica di Bloomberg il valore dell’accordo è di 2,7 miliardi di dollari.

L’INIZIATIVA PER I MATERIALI CRITICI DESTINATI ALLA DIFESA

Dopodiché Rutte ha anche annunciato l’avvio di un’iniziativa congiunta per l’acquisizione, lo stoccaggio, il trasporto e la gestione delle riserve di materiali critici per la difesa. Il programma coinvolge Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Turchia.

COSA FARANNO LOCKHEED MARTIN E RHEINMETALL IN GERMANIA

Sempre ieri il colosso della difesa americano Lockheed Martin e la società tedesca Rheinmetall hanno firmato un memorandum d’intesa per la produzione congiunta di missili Atacms in Germania. Si tratta di una mossa che segnerebbe la prima produzione di questo missile balistico a corto raggio al di fuori degli Stati Uniti, rileva Reuters.

Separatamente, gli Stati Uniti istituiranno in Europa un impianto di manutenzione per il missile di difesa aerea avanzato PAC-3 di Lockheed Martin, ha dichiarato martedì il sottosegretario alla Difesa statunitense Michael Duffey. Washington non esclude la produzione del missile all’estero, ha aggiunto, sebbene non sia ancora chiaro dove sarà costruito l’impianto di manutenzione. L’iniziativa giunge infatti in una fase in cui la guerra in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente hanno contribuito ad assottigliare in modo significativo le scorte di armamenti statunitensi.

Torna su