L’ingresso dei cinesi di Superhisen nel capitale di Giochi Preziosi sembra ormai vicino. Secondo quanto scritto oggi dal Corriere della Sera , il gruppo asiatico, già fra i principali fornitori della società italiana, avrebbe firmato con la famiglia Preziosi un memorandum d’intesa per il salvataggio della storica azienda dei giocattoli fondata nel 1978 da Enrico Preziosi. L’operazione prevedrebbe un aumento di capitale da circa 80 milioni di euro, destinato a consegnare la maggioranza del gruppo ai cinesi insieme ad altri investitori istituzionali internazionali su cui ancora non ci sono notizie ufficiali.
Se l’accordo vincolante atteso nei prossimi giorni andrà in porto, per il “re dei giocattoli” si aprirà la fase del disimpegno da un gruppo che negli anni ha dominato il mercato nazionale con marchi come Cicciobello, Gormiti, Canta Tu, Winx e Tamagotchi. Ma dietro l’operazione non c’è soltanto il tentativo di salvare Giochi Preziosi. C’è anche il progetto di costruire una piattaforma europea del giocattolo centrata sull’integrazione con la spagnola Famosa, già controllata dagli italiani dal 2019.
LA LUNGA CRISI DEL GRUPPO DI ENRICO PREZIOSI
La crisi di Giochi Preziosi non nasce oggi. Negli ultimi anni il gruppo è stato travolto da una combinazione di fattori: pandemia, rincaro delle materie prime, esplosione dei costi energetici e soprattutto aumento dei costi logistici e delle spedizioni marittime dall’Asia, snodo centrale per un’azienda che produce gran parte dei propri giocattoli in Cina.
I numeri raccontano la profondità della crisi. A fine 2025 il debito complessivo aveva raggiunto circa 410 milioni di euro, di cui quasi 265 milioni verso banche e istituzioni finanziarie. La capogruppo ha chiuso l’esercizio con una perdita di 97 milioni e un patrimonio netto negativo per oltre 217 milioni.
Per evitare il collasso, il gruppo ha fatto ricorso al concordato preventivo davanti al Tribunale di Milano. La procedura, avviata nell’autunno del 2025, è stata progressivamente estesa a numerose controllate considerate strategiche: Giochi Preziosi Italia, Giocheria, Grandi Giochi, Giochi Preziosi Store, GPH e Startrade.
Secondo la documentazione depositata in tribunale e trapelata su alcuni organi di stampa, il piano di salvataggio ruota attorno alla creazione di una Newco GP destinata a raccogliere attività operative e debiti del gruppo. La nuova società dovrebbe poi ricevere capitali, merci e partecipazioni da Superhisen e da altri investitori.
IL PIANO: MENO NEGOZI, PIÙ WHOLESALE E INTEGRAZIONE CON FAMOSA
La strategia industriale elaborata dagli advisor prevede una drastica razionalizzazione del retail. In sostanza: meno negozi diretti e maggiore concentrazione sulla distribuzione all’ingrosso, considerato il vero motore di redditività futura del gruppo.
Il piano punta inoltre sull’integrazione industriale tra Giochi Preziosi e Famosa, la storica azienda spagnola delle bambole Nancy e Nenuco acquisita nel 2019. Fino a oggi, secondo quanto emerge dai documenti della procedura di concordato, le sinergie fra le due aziende sono rimaste limitate. Ora invece l’obiettivo è creare una piattaforma unica per marketing, supply chain, ricerca, acquisti e sviluppo prodotto, con risparmi stimati superiori ai 3 milioni di euro annui.
Il progetto industriale prevede anche il rilancio internazionale di marchi storici come Cicciobello, Gormiti e Nenuco, oltre all’espansione in mercati come Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti e Giappone. L’obiettivo dichiarato è tornare alla redditività già dal 2026 e superare i 50 milioni di ebitda entro il 2030.
I LAVORATORI E IL FRONTE SINDACALE
Mentre advisor e investitori lavorano ai tavoli finanziari, sul territorio la crisi si traduce in chiusure e cassa integrazione.
Negli ultimi mesi hanno abbassato le saracinesche diversi punti vendita Hamleys, Giocheria e Giochi Preziosi, mentre il gruppo ha avviato la chiusura della rete retail diretta. La crisi coinvolge oltre 300 lavoratori.
A fine aprile è stata raggiunta al ministero del Lavoro un’intesa sulla cassa integrazione straordinaria per 135 lavoratori delle società Giochi Preziosi Store e Startrade . L’accordo, firmato con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, garantisce la copertura retributiva fino al 31 dicembre 2026. Coinvolti 88 dipendenti di Giochi Preziosi Store e 47 di Startrade.
I sindacati chiedono però chiarezza sul futuro industriale del gruppo. “L’aspetto più delicato è avere un quadro complessivo della galassia di società del gruppo”, ha dichiarato Filcams Cgil, sottolineando come alcune società restino ancora sane e profittevoli.
Il confronto è arrivato anche al ministero delle Imprese e del made in Italy, dove nelle scorse settimane si è aperto un confronto sulla crisi del gruppo e sul piano di rilancio.
IL RUOLO DEGLI INVESTITORI FINANZIARI
Accanto a Superhisen dovrebbero entrare anche altri investitori finanziari, già individuati secondo la documentazione depositata in tribunale ma non ancora ufficialmente annunciati. Fra i nomi circolano quelli di DeA Capital del gruppo De Agostini ed Europa Investimenti, società del gruppo Arrow Global specializzata nella gestione di asset deteriorati e operazioni di ristrutturazione. L’operazione passerebbe anche attraverso Famosa Holdings: dopo il conferimento di merci e la conversione di parte dei crediti commerciali, Superhisen arriverebbe al 51% della holding spagnola. Successivamente quella quota verrebbe conferita nella nuova Newco GP destinata a rilevare gli asset operativi di Giochi Preziosi insieme ad altri apporti di capitale e merci.
LA PARTITA SPAGNOLA DI FAMOSA
Il dossier Famosa è centrale nell’intera operazione. La società spagnola si trova anch’essa in forte difficoltà finanziaria e sta affrontando una procedura preliminare di ristrutturazione del debito.
Secondo il quotidiano economico spagnolo El Economista, Superhisen avrebbe già siglato un accordo preliminare per intervenire nel capitale della società. Il piano prevederebbe il conferimento di merci e giocattoli per circa 20 milioni di euro e l’acquisto di altri 10 milioni di debiti commerciali verso fornitori, da convertire successivamente in capitale.
La stessa Famosa dipende ormai in modo massiccio dalla produzione asiatica: l’84% dei prodotti arriva da fornitori cinesi. Un dato che speiga la forza di un grande fornitore orientale nel negoziato.
CHI È SUPERHISEN
Resta però ancora poco chiaro il profilo del gruppo cinese destinato a diventare il nuovo azionista di riferimento di Giochi Preziosi. Di Superhisen esistono pochissime informazioni pubbliche: non risultano bilanci consolidati o grandi disclosure societarie, mentre le tracce disponibili portano a una struttura privata attiva tra la Cina, soprattutto nell’area di Xiamen, e la California.
Il gruppo opera nella produzione e distribuzione di giocattoli ed è da anni uno dei principali fornitori industriali della filiera asiatica di Giochi Preziosi e Famosa.







