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Come vira Bp sul clima

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Bp

Bp sta riorientando le proprie politiche spingendo di più sul clima e finanziando diverse iniziative, non solo in Europa ma anche negli Stati Uniti

Le compagnie petrolifere – soprattutto quelle europee – negli ultimi anni stanno sostenendo attivamente la politica climatica improntata a decarbonizzazione e transizione energetica. Ma dietro la retorica “finora c’è stata poca azione. Ora il fatto che siano in corso dei veri e propri sforzi di lobbying suggerisce che il cambiamento è in atto”, scrive Amy Harder di Axios che punta l’indice verso il colosso petrolifero Bp che, a quanto pare, sta dando fondo alla cassa per finanziare politiche climatiche a livello statale in tutti gli Stati Uniti.

COSA STA FACENDO BP

In particolare BP sta facendo pressione a favore dell’attuazione di una nuova iniziativa per ridurre le emissioni dei trasporti nel Nord-Est, esortando la Pennsylvania ad aderire ad un programma interstatale esistente nella regione per limitare le emissioni del settore elettrico, e spingendo per una attuazione della politica climatica nello stato di Washington, secondo quanto ha riferito lo stesso l’amministratore delegato di Bp Bernard Looney in una recente intervista di “Axios on HBO”.

Oltre a Pennsylvania e Washington anche altri Stati sono interessati dalle iniziative di BP: tra questi Illinois, New York, Colorado e Oregon. “Lo stiamo facendo perché, anche se la nostra strategia non si basa su un cambiamento di policy, è impostata per trarre vantaggio da un tale cambiamento”, le parole di Looney.

LA TRANSPORTATION AND CLIMATE INITIATIVE

BP ha contribuito a lanciare anche una nuova coalizione tra aziende a settembre per sostenere la nuova politica dei trasporti del Nord-Est, chiamata Transportation and Climate Initiative come si legge su prnewswire.com.

La Transportation and Climate Initiative (TCI) è una collaborazione regionale di 12 stati del Nordest e del Medio Atlantico e del Distretto di Columbia che cerca di migliorare i trasporti, sviluppare l’economia dell’energia pulita e ridurre le emissioni di carbonio dal settore dei trasporti. Gli stati partecipanti sono: Connecticut, Delaware, Maine, Maryland, Massachusetts, New Hampshire, New Jersey, New York, Pennsylvania, Rhode Island, Vermont e Virginia.

PRONTO UN RIORIENTAMENTO DELLA CAMPAGNA MEDIATICA

Come parte della sua nuova strategia per l’energia pulita, BP ha detto che avrebbe posto fine alla sua lunga campagna di reputazione aziendale – che l’anno scorso è costata 100 milioni di dollari – e l’avrebbe riorientata verso il sostegno delle politiche climatiche in tutto il mondo. Lo ha chiarito su Linkedin Geoff Morrell executive vice president communications & advocacy di Bp. Tuttavia, la compagnia, ha riferito proprio Morrell, sta investendo solo 6,5 milioni di dollari in campagne a sostegno delle politiche climatiche statali e federali quest’anno e il prossimo: “Stiamo spendendo milioni di dollari e spenderemmo volentieri decine di milioni in più se ci fossero valide politiche di zero netto da sostenere attivamente”, ha chiosato.

SOSTEGNO SOPRATTUTTO A POLITICHE EUROPEE

Bp sta sostenendo, in particolare, la politica climatica dell’Unione Europea e il piano del Regno Unito per vietare la vendita di nuove auto con motore a combustione interna nel 2035. Ma non bisogna dimenticare, ricorda Axios, che la compagnia petrolifera ha speso 13 milioni di dollari due anni fa per aiutare a sconfiggere un’iniziativa elettorale dello stato di Washington per la determinazione del prezzo delle emissioni di carbonio, opponendosi ad essa perché esonerava alcune industrie.

“Quando si spendono 13 milioni di dollari per opporsi a una politica climatica importante, è davvero difficile prendere sul serio qualsiasi iniziativa”, ha commenato Jamal Raad, co-fondatore di Evergreen Action, un gruppo lanciato da ex collaboratori del governatore di Washington Jay Inslee.

Insomma, conclude Amy Harder di Axios “il nuovo modo di fare lobby della BP dovrà affrontare prove immediate con gli Stati pronti a intensificare le politiche climatiche,soprattutto se Joe Biden vincerà. Lo stato di Washington, per esempio, potrebbe perseguire uno standard sui carburanti, che secondo un funzionario dell’azienda BP sosterrebbe”.

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