Si inizia a scavare per realizzare un parcheggio sotterraneo ma poco dopo i lavori devono essere interrotti perché sono stati trovati una necropoli e i resti di un acquedotto romano. Niente di insolito se avviene a Roma. Invece è successo a Belgrado ma può accadere anche a Sofia, a Londra, a Colonia o a Lione. E in fondo non è nemmeno il caso di meravigliarsi. In ogni città dell’impero romano rimane l’impronta non soltanto di un potere politico o di un modello urbanistico ma soprattutto il segno indelebile di una civiltà che per secoli ha unito gran parte dell’Europa. E per rendersi conto di tanta grandezza basta leggere “Le vie delle città romane” di Livio Zerbini (il Mulino, 256 pagine, 16 euro) che ne fa una descrizione accurata e allo stesso tempo appassionato.
Non si rischia di esagerare affermando che prima della dominazione romana c’era il nulla. Non esistevano molte città che oggi tutti possono ammirare. O al massimo c’erano piccoli villaggi. E in alcuni casi i centri abitati nascono intorno agli accampamenti dei legionari. Per esempio Vienna, il cui nome romano era Vindobona, nasce grazie alla sua posizione strategica all’incrocio tra il corso del Danubio e la ”Via dell’ambra”, una rotta commerciale esistente sin dal periodo neolitico che collegava le regioni del Baltico con Aquileia e quindi con il Mediterraneo. Ma la zona era esposta alle scorrerie delle tribù germaniche e ciò rendeva necessario collocarvi una guarnigione. Intorno al castrum dei legionari si svilupparono le abitazioni e così nacque Vienna. A Parigi, al tempo di Giulio Cesare, esisteva un insediamento fortificato chiamato Lutetia Parisiorum. Assediato e conquistato da Cesare, dopo la sconfitta dei galli il centro viene progressivamente romanizzato. Ma è soltanto durante il regno di Augusto che la città di Lutezia prende la forma di quella che tre secoli dopo diventerà Parigi. Il cardine massimo da nord a sud attraversava le odierne rue Saint-Martin e rue Saint-Denis mentre il decumano massimo di cui restano alcune tracce nei pressi di Notre-Dame percorreva la città da est a ovest. E per comprendere quanto Roma abbia contribuito alla nascita di una futura metropoli basta ammirare le rovine dell’Arenes de Lutece, un grandioso anfiteatro capace di ospitare fin a 16 mila persone. Quanto a Londra, altra capitale oggi carica di storia e ricca di monumenti, non c’è alcuna prova della sua esistenza prima del 43 dopo Cristo. Ma per le sue caratteristiche era un ottimo porto fluviale per trasportare i minerali di cui era ricca la Britannia. La posizione strategica non sfugge all’imperatore Claudio e così vengono poste le fondamenta della città di Londinium che in poco più di vent’anni diventa di fatto il capoluogo della provincia britannica. Stroncata la rivolta degli Iceni per la difesa di Londinium basta inizialmente il castrum di una legione ma poi viene costruita una cinta di mura e zone come Ludgate o Bishopgate devono il proprio nome alle porte della città romana. Ma grazie al libro di Livio Zerbini si può ritrovare lo stile dell’antica Roma in tutta l’Europa ed è qualcosa che le guerre o le divisioni ideologiche dei secoli successivi non sono riuscite a cancellare.