Mattia Ferraresi è un giornalista, firma di Domani e di varie testate americane. Partiamo dal tuo scoop, che ha rivelato la tensione tra l’amministrazione Trump e il Vaticano e ha fatto deflagrare lo scontro tra Trump e papa Leone. Che cosa è successo in quell’incontro così inusuale al Pentagono che hai ricostruito per il giornale The Free Press?
Il 22 gennaio è stato invitato al Pentagono il nunzio apostolico presso gli Stati Uniti, il cardinale Christophe Pierre. Il fatto in sé che sia avvenuto un incontro di tipo diplomatico al Pentagono è inedito, ed è forse ancora più importante di ciò che poi si sono dette le due delegazioni.
L’incontro è stato condotto dal sottosegretario per la policy del dipartimento della Guerra, come è stato ribattezzato: si chiama Elbridge Colby, è un uomo di assoluta fiducia del vicepresidente J.D. Vance ed è a sua volta un cattolico, come tanti di quelli che Vance ha messo al Pentagono.
Lì c’è stato sicuramente un incontro incredibilmente teso e soprattutto assolutamente irrituale, visto che il Vaticano naturalmente non è una potenza militare e ha soltanto le armi della diplomazia.
Quali reazioni ci sono state alla pubblicazione del tuo articolo?
Il Pentagono e la Santa Sede hanno dovuto intanto ammettere l’esistenza di questo incontro. Hanno quindi pubblicato delle fotografie e hanno cercato, in un primo momento, di contestare l’interpretazione che è stata data, dicendo che si è trattato di un incontro di routine, dai toni cordiali.
Poi, con il passare dei giorni e il montare del caso, le smentite si sono fatte leggermente più secche. Si è arrivati, appunto con una stranissima modalità, al cardinale Pierre che, attraverso l’ambasciatore americano presso la Santa Sede, pare abbia detto che si trattava di una ricostruzione falsa.
Ma nessuno è entrato nel merito della ricostruzione che ho fatto. Semplicemente, come si usa in questi casi diplomatici, si è smentito essenzialmente confermando la circostanza.
Trump ha lanciato un attacco senza precedenti al Papa e questo crea un problema per un mondo MAGA che ha al suo interno molti esponenti importanti che si dicono cattolici, dal vicepresidente J.D. Vance all’ispiratore del Project 2025 Kevin Roberts.
Sì, certamente l’attacco diretto e frontale al Papa è una cosa per cui, per trovare un precedente analogo, bisogna probabilmente tornare a Napoleone. Crea molti problemi all’interno della base MAGA, che è fatta anche di un importante e significativo mondo cattolico, che ha con convinzione sostenuto e sostiene il presidente.
Naturalmente ci sono anche figure apicali fondamentali che sono cattoliche. Trump, però, è uno specialista di questo gioco: mettere in competizione i suoi sottoposti, guardarli mentre si battono, esattamente come guarda le arti marziali miste negli incontri che gli piacciono tanto.
In questo caso, il primo effetto più evidente è quello di mettere in una posizione difficilissima, se non impossibile, J.D. Vance e Marco Rubio, due figure fondamentali della sua amministrazione ma anche i candidati principali per la sua successione nel 2028.
Quali possono essere le conseguenze di questa spaccatura tra Trump e il Vaticano sulla destra americana?
Ci sono molti conflitti teologico-politici che si sovrappongono in questa crisi, e riguardano sia il rapporto fra protestanti e cattolici, sia quello interno al perimetro del cattolicesimo stesso.
Però c’è una cosa curiosa che vorrei mettere in luce. Papa Leone sta, in un certo senso, portando avanti alcune — non tutte, ma alcune — delle questioni fondamentali che Trump ha proposto e con le quali ha vinto e convinto l’elettorato.
Parlo del disimpegno americano in politica estera, che era uno dei pilastri della proposta di politica estera MAGA, e di un’attenzione fondamentale per le persone più fragili, marginalizzate.
Trump è diventato quello che è diventato per l’appello alla working class e alle persone dimenticate, che erano anche personificate fondamentalmente dagli uomini, gli hillbilly degli Appalachi, di cui Vance è stato il cantore.
Certamente, su alcune cose siamo lontanissimi, e faccio riferimento in particolare all’immigrazione. Ma poi ovviamente pensiamo invece alle questioni etico-sociali: l’aborto, l’eutanasia, il tema del fine vita, il tema della famiglia.
In un certo senso si può dire che la politica MAGA originaria che Trump aveva proposto, in buona parte tende a coincidere con le battaglie per cui Papa Leone si sta spendendo in questi mesi.
(Estratto da Appunti)







