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Vi spiego cosa sappiamo del Coronavirus in Italia. Parla Ippolito (Spallanzani)

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Il “Senno di Po”, l’audio-blog di Ruggero Po per Start Magazine, con l’analisi di Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani di Roma specializzato in malattie infettive.

Che cosa si sa del Coronavirus in Italia? Sono opportune o eccessive le misure a Codogno e Vo? E come evitare attriti fra governo e regioni?

Sono alcuni dei temi affrontati da Ruggero Po, autore dell’audio-blog “Il Senno di Po” su Start Magazine, con Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani di Roma specializzato in malattie infettive.

“Noi dobbiamo dire che le persone sono morte con il Coronavirus. Se noi iniziamo a dire che sono morte per il Coronavirus ci dimentichiamo della loro storia patologica pregressa”, ha chiarito Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani, ospite a Porta a Porta. “Queste persone – ha ricordato Ippolito – avevano tutte patologie pregresse e il virus ha aggravato le loro condizioni preesistenti”.

L’assessore alla Sanità della Regione Lazio ha inaugurato ieri sera allo Spallanzani di Roma la prima delle 31 tensostrutture del Lazio per il pre-triage del coronavirus. Nei prossimi giorni saranno montate tutte le altre, a seconda delle richieste e delle esigenze dei singoli ospedali: in qualche caso i nosocomi già hanno a disposizione percorsi separati, in altri invece sarà necessario installare la struttura provvisoria. Si tratta di ‘tende’ gonfiabili, allestite dalla protezione civile. Quella dello Spallanzani si trova a ridosso dell’ingresso di via Folchi. “Questa – ha detto D’Amato – è una struttura di pre-triage, per fare filtro, per una previsione che non non auspichiamo ma che dobbiamo essere preparati e pronti ad affrontare. Nel Lazio non abbiamo avuto casi autoctoni – ha proseguito – e i casi che sono stati gestiti stanno avendo decorso positivo. Però abbiamo condiviso con la protezione civile di fare queste aree di pre-triage, per separare i percorsi e far lavorare più serenamente gli operatori nel caso ci sia un afflusso superiore all’attuale. Questo verrà fatto in diverse strutture ospedaliere. Adesso c’è stata una ricognizione ma sarà esteso anche al resto delle strutture. Questa è una area di accoglienza, non di gestione clinica del paziente – ha specificato l’assessore – Servono a ospitare prima del triage così che ci sia una separazione e non promiscuità nei luoghi di accoglienza. Questa è l’indicazione che ci è stata data, e noi la stiamo attuando”

 

 

 

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