Mondo

Vi racconto le ultime berlusconate di Forza Italia

di

Foglio Ferrara

Forza Italia è più contiana o salviniana?

Per quanto scarsa di qualità, la foto che Silvio Berlusconi ha voluto che fosse diffusa del “summit” – come lo ha definito il Corriere della Sera – svoltosi nella sua villa in Sardegna doveva servire a restituire un’immagine di compattezza di Forza Italia dopo mesi di confusione, a dir poco.

Un giorno o in un’ora della stessa giornata il partito del Cavaliere è sembrato quanto meno nell’anticamera della maggioranza, smanioso di entrarvi e spintovi anche da auspici a sorpresa di insospettabili come l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, più volte rivale diretto di Berlusconi nella cosiddetta seconda Repubblica, ed anche vittorioso, ma col fiato troppo corto per resistere a Palazzo Chigi più di due anni a volta. Un altro giorno, o in un’altra ora della stessa giornata, Forza Italia è sembrata smaniosa non dico come la Lega di Matteo Salvini, per carità, ma a modo suo di vedere anch’essa la fine della stagione del governo “delle quattro sinistre”, come lo stesso Berlusconi ogni tanto torna del resto a definire quello in carica presieduto da Giuseppe Conte con troppa disinvoltura, forse anche di abbigliamento. Che pure una volta al Cavaliere piaceva, riconoscendo probabilmente negli abiti del professore pugliese la mano di qualche sarto forse in comune.

Se stiamo alle parole, visto che dopo il summit la prima a parlare è stata -con una intervista al Dubbio– la capogruppo della Camera Mariastella Gelmini, l’aria prevalente in Forza Italia dovrebbe essere decisamente sfavorevole al governo, destinato secondo la Gelmini ad uno sfratto autunnale per il prevedibile esito delle elezioni regionali e comunali del 20 settembre. In cui i grillini ormai non rischiano più nulla, dopo quello che hanno già perduto da due anni a questa parte in ogni tipo di appuntamento con le urne, ma il Pd rischia l’osso del collo.

Eppure c’è qualcosa proprio di quella foto che mi fa dubitare dell’esito tutto oppositorio del “summit” forzista: la figura particolarmente sorridente e in primo piano di Gianni Letta, forse il più berlusconiano di tutti gli ospiti, fra uomini, donne e cani: più ancora del padrone di casa. Ebbene, vedere Letta e immaginarlo in lotta -scusate il gioco delle parole- contro Conte dopo tutto quello che ho letto e sentito dei suoi rapporti col presidente del Consiglio mi sembra francamente impossibile. Letta è un uomo che impallidisce a vedere uno spigolo e non si dà pace sino a quando non lo ha levigato sino a farne una dolcissima curva.

Anche al Foglio di Giuliano Ferrara e di Claudio Cerasa, dove scrivono ancora con amicizia e simpatia di Berlusconi, rimasto “l’amor nostro” anche dopo averlo perduto come sostanziale editore, o mecenate, hanno riassunto o presentato con questo titolo il “summit” di Forza Italia: “Il Cav e la (ri)svolta a destra di Villa Certosa, nel clima di fine impero”. Che impietosamente i nemici irriducibili dalla postazione del Fatto Quotidiano vedono minacciato non più o non solo dall’ex “royal baby” Matteo Renzi, come il fondatore e ancora fondatore del Foglio definì l’allora presidente del Consiglio e adesso leader di Italia Viva, ma anche o persino dall’Azione, intesa come movimento, dell’ex ministro Carlo Calenda. Dal quale è stato appena “catturato” l’onorevole Enrico Costa.

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