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Come si slabbrano Salvini, Meloni e Berlusconi sul Recovery Fund

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Ecco i giudizi (contrastanti) che arrivano dal centrodestra sull’esito del vertice europeo per il Recovery Fund

 

Diversità di valutazioni arrivano dal centrodestra sull’esito del vertice europeo che aveva all’ordine del giorno il Recovery Fund.

Toni differenti tra la Lega di Matteo Salvini che scorge rischi e incognite per l’Italia superiori rispetto e la valutazione – critica ma meno tranchant di Salvini – che adombra Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

Ma è soprattutto da Forza Italia che giungono posizioni più morbide rispetto a quelle della Lega.

Ecco tutti i dettagli.

CHE COSA HA DETTO SALVINI

“Ci occuperemo e preoccuperemo per evitare una fregatura grossa come una casa che si intravede in fondo al tunnel”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini commentando il Vertice Ue in una conferenza stampa insieme al responsabile economia della Lega, Alberto Bagnai.

“Sono soldi prestati sulla carta, che arriveranno solo tra un anno, sole se verranno fatte riforme su pensioni, sanità, lavoro: Tradotto: se non ritorni alla riforma Fornero, se non fai una patrimoniale, ti tolgo i soldi; non ci vuole uno scienziato per vedere questo scenario”, ha aggiunto il leader della Lega.

“E’ un prestito – ha insistito Salvini – ma la cosa bizzarra è che se vado in banca e chiedo un prestito con i soldi ci faccio quello che accidente voglio: non mi dice l’impiegato della banca ‘ci devi comprare una Fiat Panda dell’87 con interni in pelle'”.

“E’ una resa – ha continuato il leader della Lega – mani e piedi senza condizioni, in Grecia fu alla Troika, qui alla Commissione. Il primo Rutte che si alza e dice ‘io i soldi non li do all’Italia’, bloccherà i fondi”.

“Apprezziamo l’applicazione – ha ironizzato Salvini – ma se il risultato è un prestito da restituire a patto di sacrifici, non mi sembra un risultato epocale. Tanto è vero che Austria, Svezia e Olanda stanno festeggiando perché i soldi verranno dati solo a fronte di sacrifici. O qualcuno non ha capito o c’è qualcosa che non torna”.

“Difficile che altri chiederanno riforme che renderanno l’Italia concorrenziale rispetto a Germania, Francia o Spagna”.

IL GIUDIZIO DI GIORGIA MELONI

“Abbiamo votato a Bruxelles per il debito comune, che ha reso possibile il Recovery Fund. Abbiamo tifato per l’Italia in ogni momento. Con la coscienza a posto ora, a negoziato concluso, voglio dire che Conte è uscito in piedi ma poteva e doveva andare meglio. È stato sbagliato dare per acquisiti i 500 miliardi di sussidi proposti da Merkel e Macron e poi aprire a un taglio in cambio di zero condizionalità. È tornato a casa con meno sussidi e più condizionalità. Gli riconosciamo di essersi battuto per contrastare le pretese egoistiche dei Paesi nordici ma il risultato finale purtroppo non è quello che speravamo. I “Frugali” ottengono il ridimensionamento del Recovery Fund, mantengono e addirittura aumentano privilegi inaccettabili e anacronistici. Per l’Italia si conserva un livello accettabile di sussidi a fondo perduto ma in compenso rischiamo di perdere molti miliardi su altre voci del bilancio pluriennale. E, a monte, nessuna revisione degli assetti europei che penalizzano in modo strutturale l’Italia e la sua economia. Vengono rinviate a data da destinarsi tutte le tasse sui colossi extraeuropei e la finanza speculativa ma viene introdotta una tassa sulla plastica di 80 centesimi al chilo dal 1 gennaio 2021: un salasso per migliaia di imprese, con il rischio che i costi si riversino fino alle famiglie. Ma quello che ci preoccupa di più è che non solo queste risorse arriveranno a primavera 2021 inoltrata ma che per spenderle dovremo comunque passare dalle forche caudine dei Rutte di turno: non si chiama “diritto di veto” ma il “super freno di emergenza” funzionerà allo stesso modo. Si rischia un inaccettabile commissariamento delle scelte di politica economica di una Nazione sovrana. Difenderemo la nostra sovranità strenuamente e ci auguriamo che da questo momento in poi il governo voglia fare lo stesso”.

IL TWEET DI BERLUSCONI

IL COMMENTO DI TAJANI (FORZA ITALIA)

“Siamo soddisfatti del fatto che l’Europa si sia dimostrata più solidale rispetto al 2008. C’è stata la resistenza di alcuni paesi e questo deve farci riflettere sul futuro. L’Italia ora dovrà essere in grado di avere i soldi che sono a disposizione, deve dare il meglio di sé, per presentare delle riforme valide”: Lo ha dichiarato a Radio Anch’io su Radio Raiuno, Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia. “Rimane il problema del Mes, credo che si debbano utilizzare quei soldi che sono disponibili sin da ora per riformare la sanità e per risolvere il problema della cassa integrazione. Abbiamo bisogno di immettere liquidità sul mercato e prepararci ad una possibile ondata di ritorno del Covid19. Dobbiamo valutare anche i flussi migratori – ha concluso Tajani – abbiamo visto che i clandestini arrivati in Italia erano in gran parte affetti da coronavirus”.

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