Mondo

Vi racconto la guerra dei lunghi coltelli a Downing Street

di

Chiesa anglicana

Nuovo giro di valzer nelle nomine del governo Johnson. Il punto di Daniele Meloni

Nuovo giro di valzer nelle nomine del governo Johnson. Proprio a Downing Street si sta combattendo una guerra dei lunghi coltelli dopo che Lee Cain, il capo della comunicazione del premier, ha annunciato di avere rassegnato le dimissioni a partire dal primo gennaio prossimo. E sì che PR Week, la rivista britannica dedicata al mondo della comunicazione e delle public relations, aveva riportato giusto ieri che a Cain era stato offerto il ruolo di capo dello staff di Johnson. Cain ha preferito rifiutarlo e dimettersi tra i dissapori di un partito che vede ormai Downing Street come una cittadella dove tutto si decide alle spalle di un gruppo parlamentare Conservatore sempre più in fermento.

La partenza di Cain, che aveva seguito Johnson durante la campagna per il referendum sulla Brexit nel 2016, ha fatto subito ipotizzare un addio anche del capo dei consiglieri del Premier, l’ascoltatissimo e detestatissimo Dominic Cummings, ma per la Bbc “Cummings per ora dovrebbe restare”.

Johnson vede sicuramente il suo Communications Team come fondamentale in un momento in cui i sondaggi lo vedono in ribasso e pure nel partito stanno montando le lamentele contro di lui e il suo staff di pochi intimi che scavalca costantemente il partito e i suoi organi nelle decisioni più importanti da prendere. Proprio per questo il Premier ha scelto una ex giornalista della Bbc, Allegra Stratton come volto per un nuovo format di conferenze stampa giornaliere attraverso cui Downing Street “brifferà” i giornalisti sul modello di quello della Casa Bianca americana.

Cain, 39 anni, ha un passato di giornalista di tabloid e di attivista del partito Conservatore. È considerato un alleato-chiave di Johnson, che, in un comunicato stampa, ha reso onore alla sua lealtà e spirito di servizio nei confronti del Paese. Al suo posto dovrebbe essere spostato James Slack, l’attuale portavoce di Downing Street.

I Tories del 1922 Committee, il gruppo parlamentare Conservatore, gradirebbero che nei ruoli di capo dello staff di Johnson e di capo della comunicazione ci fossero dei professionisti più allineati con il partito e la sua attività parlamentare, e che il Premier mostri una leadership più collegiale nelle sue scelte. Il vice-presidente del 1922 Committee, Charles Walker, ha affermato che “non è un mistero che noi parlamentari ci sentiamo poco coinvolti e che speriamo che in futuro le cose cambino”. Un bel messaggio recapitato a BoJo in un momento di difficoltà. Un altro glielo ha mandato il leader del Labour, Sir Keir Starmer, che, dopo che un recente sondaggio lo ha posizionato di 4 punti davanti ai Tories, ha infierito sul premier: “C’è la pandemia in corso e abbiamo raggiunto 50mila morti. È assurdo che a Downing Street volino gli stracci per le nomine nello staff di Johnson”.

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