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Vi racconto i sacri ardori green al Sinodo sull’Amazzonia

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Fatti, annunci e curiosità sul Sinodo. L’approfondimento di Andrea Mainardi

 

Non si poteva certo chiedere agli eminenti ed eccellenti reverendissimi padri di arrivare a Roma in barca a vela. Va bene l’ambiente, ma l’età media non è più così green come quella della giovane attivista Greta Thunberg che in settembre ha affrontato l’Atlantico sulla Malizia II di Pierre Casiraghi dall’Europa a New York. Per non inquinare.

Per espiare la “colpa” delle emissioni dei voli transoceanici affrontati dai partecipanti al Sinodo che si è aperto questa mattina sull’Amazzonia, il Vaticano ha annunciato l’acquisto di titoli di forestazione per il rimboschimento di un’area di cinquanta ettari di foresta.

SINODO AD IMPATTO ZERO

Il segretario dell’assemblea, il cardinale Lorenzo Baldisseri, seduto alla destra di Papa Francesco, ha spiegato lo scopo del “gesto simbolico”. “Si vorrebbe che questo sia un ‘Sinodo ad impatto zero’”, ha detto. Dettagliando l’operazione al millesimo: “Sulla base dei calcoli effettuati, s’intende compensare le emissioni di 572.809 kg di Co2 (438.373 kg per i viaggi aerei e 134.435 kg le altre attività) generate dai consumi di energia, di acqua, dall’allestimento, dalla mobilità dei partecipanti, dalla produzione di rifiuti e di materiali promozionali, con l’acquisto di titoli di forestazione per il rimboschimento di un’ area di 50 ettari di foresta del bacino Amazzonico”. Applausi dall’assemblea.

DAL VANGELO SECONDO GRETA: PENTITEVI E CREDETE ALL’AMBIENTE

E fin qui il era il testo ufficiale. A braccio il porporato ha subito aggiunto: “L’aereo inquina”. Rimediare si può. Ma ha rassicurato i confratelli: la riforestazione per quei cinquanta ettari ha una “spesa molto bassa; diecimila euro. Molto poco”.

I PADRI RINGRAZIANO: IL VERDE COSTA POCO

Sollievo per i portafogli dei 185 padri sinodali, 113 dei quali provenienti dalle regioni panamazzoniche. Basterebbero due mensilità di altrettanti cardinali capo dicastero per saldare il conto. Lo stipendio – il cosiddetto “piatto cardinalizio” – di chi dirige un organo di governo della Curia romana si aggira intorno ai 5/6 mila euro.

LA CHIESA DICHIARA GUERRA ALLA PLASTICA

Il segretario Baldisseri già alla presentazione del Sinodo aveva messo l’accento alla “tematica ecologica”, annunciando urbi et orbi con particolare enfasi le iniziative messe in campo per “limitare l’inquinamento (dell’evento, ndr) e favorire la sostenibilità ambientale”. Quindi: iscrizione dei partecipanti via email, per risparmiare sulla carta; guerra alla plastica – “i bicchieri utilizzati saranno in materiale biodegradabile” –; borsa coi materiali di lavoro consegnata ai padri in “fibra naturale”. E se un po’ di carta servirà, si utilizzerà solo quella con “il maggior numero di certificazioni di provenienza e di filiera di lavorazione”.
Padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica, ha cinguettato felice:

MENO BOTTIGLIE D’ACQUA. O FORSE NO

Già sul banco della Sala Stampa – questo pomeriggio al primo briefing sui lavori del Sinodo – facevano capolino le gran di moda ambientalmente corrette borracce per l’acqua, al posto delle tradizionali bottiglie di minerale. Che invece – veniale lapsus ecologico – ancora sembravano spiccare al banco della presidenza nell’aula del Sinodo.

VATICANO COME LA ROYAL FAMILY: VOLO MA RIPARO

La corsa a ricompensare il “peccato” degli inquinanti viaggi aerei ha travolto in estate anche la real casa d’Inghilterra. Nel mirino dei tabloid, il principe Harry e consorte, per voli su jet privati diretti in amene località di vacanza. Quattro viaggi in undici giorni, quando i duchi del Sussex avevano dichiarato che per combattere l’inquinamento intendono addirittura non volere più di due figli. Scopo: non aumentare la popolazione.

INTANTO IN UK IL BARONETTO DEL POP PAGA PER L’AMBIENTE

Stridor di critiche ai reali spostamenti. Carta stampata (ecologicamente trattata, si immagina) a dargli contro. Fino a quando si è mosso sir Elton John per rassicurare i sudditi. Almeno il volo di Harry, Meghan e il loro primogenito fino alla sua villa a Nizza è stato compensato nelle emissioni di carbonio. Pagate dal cantante.

LA FUITINA DI MERKEL CHE IMBARAZZA BERLINO

E che dire della figuraccia che ha grigliato la cancelliera tedesca Angela Merkel e il suo ministro della Difesa, Annegret Kramp-Karrenbauer. Dalla Germania su due aerei distinti per viaggiare verso il summit sul clima all’Onu a New York. E pochi giorni dopo il lancio di un piano per contenere le emissioni di carbonio. Due voli che hanno mandato su tutte le furie in parecchi. “Il secondo volo non è solo privo di senso per l’ambiente, ma è anche uno spreco di denaro fiscale”, il commento allo Spiegel di Tobias Lindner, parlamentare verde del Bundestag. Dal Vaticano hanno preso appunti.

NOUVELLE VAGUE: CHE VERGOGNA VOLARE

È il “flygskam” in svedese, da dove arriva il trend insieme a Greta. Diventato virale nell’hashtag flightshame. La vergogna di volare per le emissioni di Co2 che provocano gli aerei. Passati i tempi in cui per salire su un Airbus o un Boeing ci si vestiva bene. Oggi fa status volare il meno possibile. Obbligo sociale: scegliere i treni, le barche a vela. Costano di più? Lo chiede il pianeta. Solo la plebe cafona, sempre più numerosa (ah la sovrappopolazione che uccide il pianeta) si incammina inconsapevole ai check-in degli aeroporti. I Vip viaggiano sostenibile. I giovani con loro.

MEGLIO L’AUTO O L’AEREO?

Ma è davvero ancora così inquinante viaggiare in aereo? Scriveva nel 2016 l‘Economist – non certo una testata scettica sul climate change: “In media un volo commerciale richiede metà del carburante necessario a far spostare una persona in automobile”. E i crediti ambientali investiti in riforestazione funzionano davvero? Certo. Ma gli studi non sono del tutto concordi. Come al solito su queste materie. C’è chi eccepisce: le riforestazioni funzionano, però vanno pianificate con cura. Gli alberi piantati potrebbero competere con le colture e le foreste locali. Insomma: le nuove piante fanno bene al pianeta, non è detto che aiutino l’ambiente locale.

AEREI SOSTENIBILI. SI PUÒ FARE!

Intanto l’industria dell’aviazione si è mossa. È l’iniziativa Corsia – Sistema di compensazione e riduzione del carbonio per l’aviazione internazionale. Sessantacinque paesi hanno aderito. Il meccanismo prevede che il passeggero inquinante acquisti un credito ambientale da reinvestire in riduzione di emissioni – come il piantare alberi che assorbono Co2 responsabile del riscaldamento globale – o in fonti energetiche rinnovabili. Obiettivo: crescita neutra del carbonio.

L’AERONAUTICA AL CONTRATTACCO

“Altro che vergogna di volare, siamo fieri dei nostri aerei. L’aeronautica è l’industria che si è data gli obiettivi più ambiziosi di riduzione delle emissioni responsabili dei cambiamenti climatici: dimezzare la Co2 emessa dagli aerei entro il 2050 (rispetto al 2005) e non farla più crescere dopo il 2020, nonostante il boom dei passeggeri, di cui è previsto il raddoppio entro il 2035”. È la replica agli ambientalisti “flight shame” di Airlines for America, come riportata dal Sole 24 Ore.

MILIARDI PER L’AMBIENTE. ALTRO CHE SPICCIOLI VOLONTARI

Scrive il quotidiano di Confindustria: solo negli Stati Uniti l’industria aeronautica vale 1.500 miliardi di dollari di giro d’affari all’anno, producendo appena il 2% delle emissioni di Co2. Ma recenti ricerche hanno messo in luce che tutti i gas e vapori rilasciati da aerei valgono fino al 5% delle emissioni responsabili del climate change. Così: “Il colosso europeo Airbus investe in R&S oltre tre miliardi di dollari all’anno, in larga parte sulla sfida ambientale. Il gigante americano Boeing è in scia, con investimenti simili, dirottati al 75% sulla sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre del 25% le emissioni entro il 2025”.

SAN PIETRO INSEGNA

Le lunghe tonache non dovranno sentirsi in colpa. La pretesa svolta ambientalista vaticana sotto il pontificato di Papa Francesco è, appunto, una pretesa giornalistica. “Papa verde” è un appellativo utilizzato dall’Ambasciata Usa presso la Santa Sede anni fa. Alla Casa Bianca c’era Barack Obama. Sul Soglio petrino sedeva Benedetto XVI. Definito green in un cablogramma “riservato” datato gennaio 2010 e pubblicato da Wikileaks, dove si sottolinea il sostegno della Santa Sede del tempo verso gli sforzi degli Stati Uniti nel tentativo di raccogliere adesioni da altri Paesi alla posizione di Washington per il raggiungimento dell’accordo della conferenza sui cambiamenti climatici di Copenaghen del 2009.

IL SANTO GREEN

Del resto, sul tetto dell’Aula Nervi, l’aula delle udienze oltre le Mura, splende discreto, voluto ai tempi di Ratzinger, un mega impianto fotovoltaico capace di produrre 300 Mwh. Un risparmio di anidride carbonica che oltrepassa abbondantemente le settemila tonnellate annue. Nel tempo, regnante Francesco, sono arrivati altri importanti investimenti ecologici, che fanno del piccolo stato la nazione più ecologica del pianeta. Tra fotovoltaico, biomasse, incentivi alle auto elettriche, illuminazione a basso consumo, raccolta differenziata dei rifiuti. Di ecologia al Sinodo iniziato oggi si discuterà fin nei minimi dettagli. Ma il derby ambientale è già chiaro. La partita si giocherà invece nei circoli minori soprattutto su questioni in punto di dottrina. Dall’ordinazione sacerdotale di uomini sposati. E tanto altro. Altro che bicchieri di plastica e voli transoceanici.

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