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Vi spiego perché è impraticabile un intervento militare in Venezuela. L’analisi di Jean

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Cosa potrebbe avvenire in Venezuela? Gli scenari nell’analisi di Carlo Jean

 

Cosa potrebbe avvenire in Venezuela ora? Due sono le ipotesi estreme. Ritengo entrambe improbabili.

La prima consiste nell’abbandono volontario del potere da parte di Maduro e nella rinuncia dell’establishment militare al suo potere, contro credibili garanzie di completa amnistia. In tal caso, sarebbe possibile un negoziato e una transizione pacifica a un nuovo ordine più democratico. Il suo consolidamento richiederebbe una rapida massiccia ripresa della produzione petrolifera. Essa richiederebbe consistenti finanziamenti e l’arrivo di tecnici stranieri. Secondo taluni, sarebbe necessario un vero e proprio Piano Marshall con una ventina di miliardi di dollari per almeno dieci anni.

INTERVENTO MILITARE IN VENEZUELA? IMPRATICABILE

La seconda ipotesi estrema consiste in un intervento militare multinazionale esterno, che il presidente Trump ha definito un’opzione possibile. Esso mi sembra del tutto impraticabile. Non solo perché richiederebbe l’impiego di almeno 100.000 soldati americani, ma anche perché sarebbe osteggiato dalla massa dei paesi sud-americani, anche quelli del “Gruppo di Lima”, favorevoli a un negoziato, ma contrari a Trump e, più in generale, ad ogni ingerenza diretta degli Usa. Non si vede perché Maduro dovrebbe negoziare, se non fosse messo con le spalle al muro. La sua sostituzione non muterebbe il regime esistente, fondato su un forte sistema di potere e di interessi.

LO SCENARIO DA EVITARE IN VENEZUELA

Allora che fare? L’ipotesi più concreta mi sembra quella che la cosiddetta comunità internazionale guardi rassegnata al violento caos venezuelano, nell’attesa che sfoci in una guerra civile. Salverebbe la propria coscienza continuando a condannare le violenze di Maduro contro il suo popolo e con qualche aiuto umanitario. È da escludere che i governi sud-americani intervengano senza un robusto impegno e senza la leadership Usa.

IL RUOLO DEI MILITARI IN VENEZUELA

È del tutto improbabile che i militari abbandonino il loro potere e privilegi. Potrebbe ripetersi quanto avvenuto in Egitto. Potrebbero abbandonare Maduro, permettendogli forse di rifugiarsi a Cuba, la più stretta alleata del Venezuela sin dai tempi di Chavez, che le vendeva il petrolio a condizioni “stracciate”.

COME SI MUOVE GUAIDO’ IN VENEZUELA

Più probabile è che lo utilizzino come “capro espiatorio” attribuendogli ogni responsabilità. È la possibilità su cui sembra puntare Juan Guaidò che, a fianco della promessa di amnistia, spera nell’isolamento e nelle condanne internazionali di Maduro, separandolo dalla cricca di generali corrotti e sperando che essi credano veramente nella possibilità di una completa amnistia.

CHE COSA DEVE FARE L’ITALIA

Purtroppo, nessuno degli scenari è roseo. Nessuno prevede una reale fine della crisi. Si può solamente attenuarla. Per farlo, è necessario che la comunità internazionale condanni Maduro e sostenga Guaidò senza le tante distinzioni utilizzate dal governo italiano e che hanno ulteriormente emarginato il nostro Paese per colpa di qualche “fine pensatore” italico, del tutto digiuno di politica estera, la cui inconsapevolezza lo porta a credere che anche le crisi internazionali possano essere guidate dalla piattaforma Rousseau.

(2.fine; la prima parte dell’analisi è stata pubblicata ieri e si può leggere qui)

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