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Va piano il piano di Arcuri e regioni sui vaccini anti Covid?

di

arnese

Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche. I tweet di Michele Arnese, direttore di Start, non solo sul piano di Arcuri sui vaccini anti Covid

 

APP 2, LA VENDETTA

 

PIANO SUL PIANO DEI VACCINI ANTI COVID

 

AGENDA CONTE

 

FLASH DI CONTE DAL SALOTTO TV DI GRUBER

 

SFRECCIANO LE POLEMICHE

 

NON DITELO AL COPASIR…

 

FRANCESISMI

 

DATECI I DATI, DICE GALLI

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CHE COSA HA DETTO IERI ARCURI IN AUDIZIONE PARLAMENTARE:

“Finora l’Italia, per il tramite del commissario all’emergenza, ha speso 94.039.176 euro che è la quota che l’Unione Europea ha chiesto all’Italia per l’acquisire i vaccini che sono stati finora predisposti”. Lo ha detto il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, nel corso dell’audizione sul Ddl bilancio nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato.
“L’Italia – ha aggiunto – ha diritto al 13,5% delle quantita’ di vaccini che via via vengono contrattualizzati dall’Unione europea”.

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ESTRATTO DELL’ARTICOLO DI MARZIO BARTOLONI SUL SOLE 24 ORE:

Il piano italiano per la vaccinazione dal Covid ancora non c’è, ma già parte con i primi ritardi. Le Regioni avrebbero dovuto indicare al commissario per l’emergenza Domenico Arcuri entro «venerdì 23 novembre» (nella lettera inviata da Arcuri il 17 novembre c’è un errore, venerdì in realtà era il 21 novembre) «idonee strutture» nelle 107 Province italiani, a partire dagli ospedali, capaci di conservare il vaccino di Pfizer, tra i primi ad arrivare e forse quello più delicato da gestire per la necessità di assicurare la catena del freddo (conservazione a -75 gradi). A venerdì scorso hanno risposto però solo 10 Regioni, la metà dunque, che ieri sono salite a 13. La nuova scadenza per presentare la lista delle strutture idonee è stata così spostata a mezzanotte di ieri.

Queste le premesse del piano italiano che si sta delineando in questi giorni e che come ammesso dai tecnici del ministero della Salute prenderà spunto da quello tedesco. Il ministro Roberto Speranza punta a presentarlo già nei prossimi giorni in Parlamento dove tra l’altro si discuterà del nodo «obbligatorietà» del vaccino – si punterà sembra a una «raccomandazione» – oltre che delle categorie che avranno la priorità: l’idea è quella di vaccinare prima gli operatori sanitari, dai grandi anziani (soprattutto nelle Rsa) e dalle forze dell’ordine.

Più nel dettaglio le Regioni dovevano indicare al commissario Arcuri i presidi ospedalieri dove avverrà questa prima fase di somministrazione insieme a «unità mobili» per vaccinare ospiti e operatori per le strutture residenziali per anziani. Pfizer ha assicurato che porterà le dosi direttamente a ogni punto di somministrazione in apposite borse contenenti al massimo 5 scatole da 975 dosi ciascuna e che potranno garantire la conservazione per 15 giorni, ma per conservarle almeno per 6 mesi serviranno super celle frigorifere. Da qui la necessità di indicare le strutture «idonee».

Il piano italiano che sarà sul modello di quello già adottato in Germania dovrebbe prevedere innanzitutto l’introduzione di una app per chi si vaccinerà per verificare la somministrazione della doppia dose e anche i successivi effetti. Dopo la prima fase che partirà appunto dagli ospedali si passerà alla fase di “vaccinazione di massa” che potrebbe sfruttare i drive in dove oggi si fanno i tamponi oltre che a maxi strutture come fiere e palestre. Ancora non è stato sciolto il nodo se sarà impiegato anche l’esercito.

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