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In America arriva il congedo parentale retribuito

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congedo parentale retribuito

Trump rivoluziona la politica famigliare americana: approvato il congedo parentale retribuito. Tutti i dettagli

12 settimane di congedo parentale retribuito. È questa la grande novità per chi diventa genitore in America nel 2020. Una rivoluzione nelle politiche famigliari, sponsorizzata soprattutto da Ivanka Trump, figlia di Donald.

Gli Usa erano l’unica economia industrializzata a non offrire questa possibilità (con alcune aziende che facevano eccezione).

IL VOTO

Mercoledì 10 dicembre la Camera a stelle e strisce, con un voto bipartisan (377 voti a favore e 48 contrari), ha approvato il congedo parentale retribuito per i neo-genitori. Il congedo può avere una durata massima di 12 settimane (come nel Regno Unito).

LA VECCHIA LEGISLAZIONE

Quella promossa da Trump rappresenta un cambio radicale nelle politiche famigliari. L’unica legislazione nazionale sul congedo familiare in vigore negli Stati Uniti fino a pochi gironi fa, come ha raccontato The Guardian, era la “Family and Medical Leave Act (FMLA)”, firmata in legge dall’ex presidente Bill Clinton nel 1993 in base al quale i dipendenti ammissibili possono richiedere fino a 12 settimane di congedo non retribuito all’anno per la nascita, adozione, congedo medico o cura di un familiare malato.

STATI UNITI: UN PRIMATO NEGATIVO

Una cosa che sorprende, a dire il vero. Gli Stati Uniti erano uno dei tre paesi al mondo a non offrire un congedo di maternità retribuito per legge, secondo i dati dell’Organizzazione internazionale del lavoro. Gli altri due sono le Isole Marshall e Papua Nuova Guinea.

L’Estonia, invece, per fare un confronto offre 85 settimane di congedo a stipendio pieno.

L’ECCEZIONE DELLE GRANDI AZIENDE

Anche in America comunque non mancano le eccezioni, grazie alle aziende. Microsoft offre “cinque mesi di congedo retribuito per tutte le neo-mamme e tre mesi per padri, genitori adottivi e genitori adottivi”. Netflix offre un anno intero di congedo parentale retribuito e politiche simili hanno adottato Deloitte e KPMG.

Ma non basta, ovviamente, la buona volontà delle aziende,  serve un supporto federale serio, secondo quanto affermato Ginni Rometty, CEO di IBM. Nel 2018 solo il 16% dei dipendenti privati ​​ha avuto accesso a congedi familiari retribuiti: una percentuale troppo bassa, in base ai dati Axios.

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