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Come gli Stati Uniti si intrufoleranno ai vertici di Zte

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ZTE

Niente bando settennale per Zte, ma nuovo cda entro trenta giorni e membri scelti dagli americani nel team per la compliance. Articolo di Giusy Caretto


Zte potrà tornare in attività. La diatriba tra l’azienda cinese e l’Amministrazione americana trova una soluzione: una multa e un rinnovo completo del cda per poter annullare il bando settennale sull’utilizzo della componentistica statunitense. La misura aveva indotto l’azienda cinese a interrompere le attività su scala globale.

L’ACCORDO USA – CINA

Il governo degli Stati Uniti ha deciso di cancellare la pesante sanzione imposta ad aprile a Zte: questo, almeno, è quanto annunciato nelle scorse ore da Wilbur Ross, Segretario al Commercio degli USA, in un’intervista rilasciata al network Cnbc.

L’addio al bando settennale ha comunque un prezzo per Zte: la società cinese dovrà infatti pagare una sanzione da 1 miliardo di dollari, versare 400 milioni di dollari in un fondo, rinnovare completamente il cda e il management nel giro di 30 giorni.

E c’è di più. In una mossa che tanto sottolinea la paura statunitense circa lo sviluppo e la crescita nella Cina nel campo tecnologico, l’America imporrà a Zte alcuni membri scelti direttamente dagli Stati Uniti che dovranno far parte del team per la compliance.

UN INCUBO MENO INCUBO

Non possiamo certo dire che per Zte, quello che accadrà nei prossimi 30 giorni, sia una benedizione: le misure sono abbastanza pesanti e non sarà certo facile superare il periodo. La buona notizia è che la società che prima era stata costretta ad interrompere la produzione ora può tornare a lavorare.

In questi mesi, per trovare una soluzione, sono state avviate le trattative dirette tra il Presidente Trump e l’omologo cinese Xi Jinping, mentre non mancavano in contemporanea minacce di nuovi dazi e tregue (brevi).

PERCHE’ LA SANZIONE?

La causa della grande punizione sarebbe la violazione dell’embargo nei confronti dell’Iran e della Corea del nord e il premio riconosciuto ai dipendenti coinvolti nella vicenda.

Per espiare le colpe, nonostante si fosse dichiarata più volte innocente, “nel marzo 2017, Zte ha acconsentito a una pena combinata civile e penale e alla confisca di 1,19 miliardi di dollari dopo aver spedito illegalmente attrezzature per telecomunicazioni in Iran e Corea del Nord, rendendo dichiarazioni false e ostacolando la giustizia anche prevenendo la divulgazione e affermando il governo americano in modo affermativo” e, sempre in quella occasione, “oltre a queste sanzioni pecuniarie, ha anche concordato un divieto di esportazione per sette anni di sospensione dei privilegi di esportazione, che potrebbe essere attivato se non fosse rispettato alcun aspetto dell’accordo”, ha spiegato il dipartimento del commercio Usa.

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