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Uk, elezioni il 12 dicembre: cosa porterà Babbo Natale a Johnson e Corbyn?

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Johnson Corbyn

Alla fine il leader laburista Corbyn ha ceduto sulle elezioni del 12 dicembre volute dal premier Johnson. Il punto di Daniele Meloni

La Camera dei Comuni ha dato il via libera: con il voto di ieri in Aula – maggioranza schiacciante: 438 sì contro 20 no – Boris Johnson ha ottenuto quello che voleva: il Regno Unito terrà le sue prossime elezioni il 12 dicembre, sempre che i Lords, come sembra, ratificheranno oggi il risultato dei Comuni. Alla fine anche il leader dell’opposizione Jeremy Corbyn ha ceduto, parlando di “voto storico per una generazione” e dicendosi “pronto a combattere per vincere”.

I sondaggi danno i Conservatori in netto vantaggio, dai 10 ai 15 punti percentuali. Johnson è un leader popolare e, anche se non ha ottenuto la Brexit entro la data prefissata del 31 ottobre, è riuscito nell’intento di fare approvare il suo Brexit Deal dal Parlamento dopo le tre sonanti bocciature subite da Theresa May in passato. L’indizione di nuove elezioni per rompere l’empasse di una Camera che non decideva né in un senso né in un altro sono un’altra prova di una leadership su cui molti dubitavano.

Eppure lo stesso Johnson ha messo in guardia il partito dal pensare che l’elezione sia già vinta. Jeremy Corbyn nel 2017 si è dimostrato un valido campaigner, arrivando a ottenere consensi maggiori rispetto a quanto pronosticato dai maggiori istituti demoscopici. Certo, Johnson non è Theresa May, ma la partita è aperta. Ci sono poi le incognite dei nemici interni ai Tories: Steve Baker, presidente dell’anti-europeista European Research Group (ERG) ha annunciato che i Tories non faranno nessun accordo con il Brexit Party di Nigel Farage, il neonato partito vincitore delle scorse elezioni europee. Per non restare scoperto sul fronte di sinistra del partito Johnson ha annunciato la riammissione nel gruppo parlamentare Tory di 10 deputati espulsi in precedenza per essersi ribellati ai suoi ordini: tra di loro Sir Nicholas Soames, nipote di Winston Churchill, riallineatosi alle politiche di Johnson dopo essergli stato nemico nel recente passato. Restano comunque fuori dal gruppo gli ex Cancellieri dello Scacchiere Phillip Hammond e lo storico leader europeista Ken Clarke.

In casa Laburista, sono in molti a temere le urne. Corbyn potrebbe essere costretto a dimettersi con un risultato negativo, e diversi MP potrebbero perdere il seggio. Alcuni parlamentari vedono nella fine politica dell’attuale leader l’unica speranza perché il Labour torni al governo.

Tra gli altri partiti, la giovane leader dei filoeuropei Lib Dems, Jo Swinson, si aspetta un risultato positivo anche considerando la linea coerente pro-Remain del partito.

Infine, tra le tante incognite che ogni tornata elettorale porta con sé, c’è quella del Natale: già perché il voto con la slitta di Babbo Natale in arrivo è una prima assoluta in Regno Unito. Ora si tratterà di vedere chi sarà il primo tra Johnson e Corbyn ad apparire in campagna elettorale vestito da Santa Claus per le strade di una Londra sfavillante di addobbi natalizi e con il rumore incessante delle strisciate delle carte di credito sullo sfondo. Io scommetto su Boris, e voi?

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