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Che cosa succede a Downing Street dopo l’addio di Cummings. Il punto di Daniele Meloni

Dominic Cummings ha gettato la spugna, lasciando Downing Street tra le urla di giubilo dei parlamentari Tories e le foto dei giornali che provavano il suo addio, mesto, al ruolo di consigliere capo del premier Boris Johnson. Cummings non ha aspettato l’anno nuovo, come da più parti di vociferava ma ha seguito il collega Lee Cain, anch’egli dimissionario dal suo ruolo di capo della comunicazione di Johnson.

La stampa britannica ha avuto buon gioco nel dipingere la guerra interna ai Tories come una soap-opera che sta ulteriormente ledendo la credibilità del Governo conservatore, già alle prese con la pandemia e con un’economia colpita da un nuovo lockdown. A quanto si racconta Cain prima di partire avrebbe fatto piangere Allegra Stratton, la nuova capo ufficio stampa di Johnson, chiamata a “briffare” i giornalisti sull’attività del Governo. “Non eri nemmeno la prima scelta” avrebbe detto Cain alla new entry di Downing Street.

Ma come tutte le telenovele che (non) si rispettino, la stampa sta puntando contro la compagna di Johnson, Carrie Symonds, colpevole di influire troppo sulle scelte del marito. Cummings stesso ha definito Johnson “incerto”: la tesi dell’ex Rasputin di Boris è che il premier sia succube della compagna e che prenda le sue decisioni dopo essersi consultato con lei. A quel punto partirebbero una raffica di whatsapp a collaboratori e ministri in totale contraddizione con le decisioni prese poco prima. Un esempio di questo? La politica green del premier, che ha subito un’accelerata dietro consiglio della girlfriend, convinta ambientalista e coinvolta in una società di conservazione degli oceani. Proprio questa settimana Johnson dovrebbe annunciare nuove misure in favore di un’economia green, molto più cogenti rispetto a quelle varate – o promesse – finora.

Ma l’addio di Cummings – ormai detestato anche dagli altri brexiteers come David Davis e Iain Duncan Smith – prelude a un rimpasto di governo per dare a Johnson un nuovo inizio dopo questi mesi difficili. Si parla del ritorno di Sajid Javid – ex Cancelliere dello Scacchiere e MP Tory – come capo dello staff di Downing Street o nella compagine di Governo. Javid si era dimesso dal Johnson I proprio per screzi con Cummings sul ruolo dei suoi collaboratori e potrebbe drammaticamente rientrare in gioco una volta messo ko Rasputin. Michael Gove potrebbe abbandonare il suo ruolo di ministro del Gabinetto per sostituire Matt Hancock – osborniano di lunga data – alla Salute. Intanto il nuovo capo della comunicazione sarà James Slack, promosso dal ruolo di capo-ufficio stampa. Non male in questa fase di ebollizione chiamare uno il cui cognome può essere tradotto con “fiacco” a capo di una macchina così infernale.

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