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La corruzione scuote il governo Zelensky, cosa sta succedendo in Ucraina

Oleksii Reznikov

Arrestato il viceministro delle Infrastrutture ucraino, si indaga ora sul ministro della Difesa, Oleksii Reznikov, per l’acquisto di razioni militari a prezzi esagerati e la lotta del presidente Volodymir Zelensky alla corruzione diventa fondamentale per il futuro dell’Ucraina. Tutti i dettagli

 

Dopo l’arresto del viceministro delle Infrastrutture, Vasyl Lozynski, in Ucraina ora l’attenzione si è spostata su un altro dicastero e sul suo titolare, Oleksii Reznikov, ministro della Difesa, su cui si indaga ugualmente per corruzione. Una piaga che il presidente Volodymir Zelensky è intenzionato a sradicare dal Paese e per la quale ha promesso in settimana di annunciare delle “decisioni appropriate”.

Intanto, l’Ufficio nazionale anticorruzione ucraino ha dichiarato che sta approfondendo tutte e due le questioni.

DI COSA È ACCUSATO OLEKSII REZNIKOV

Entrambe le inchieste sono legate al profitto di guerra. Lozynski infatti sarebbe stato beccato in flagrante mentre riceveva una tangente da 400mila dollari per facilitare l’acquisto di generatori elettrici a prezzi gonfiati. Reznikov dovrebbe rispondere, invece, dell’acquisto di razioni militari a prezzi “due o tre volte superiori” a quelli attuali per i prodotti alimentari di base.

“Sebbene Reznikov non abbia firmato personalmente il contratto da 326 milioni di euro per la fornitura di cibo per la difesa, giornalisti e organi di controllo hanno affermato che la responsabilità ultima è sua e che ha dichiarato pubblicamente la sua tolleranza zero nei confronti della corruzione”, afferma Politico.

LA DIFESA DI REZNIKOV

Il ministero ha definito le accuse “false” e ha chiesto a una commissione parlamentare di indagare. Se verranno rilevate violazioni nelle attività dei funzionari, ha aggiunto, “saranno ritenuti responsabili in conformità con la legge vigente”.

Reznikov ha anche parlato di “campagna diffamatoria, volta a minare la fiducia nel ministero della Difesa e la sua reputazione presso i partner internazionali”.

KIEV SI GIOCA IL FUTURO CON LA SUA REPUTAZIONE

Per Kiev, la sua reputazione agli occhi del mondo è fondamentale sia per continuare a ricevere i mezzi necessari per vincere la guerra contro la Russia sia per entrare a far parte dell’Unione europea, che non può far finta di nulla di fronte a una classifica come quella di Transparency International, che nel 2021 ha assegnato all’Ucraina il 122° posto della sua classifica su 180 Paesi. Un risultato appena migliore della Russia. E nel 2015, il Guardian aveva definito l’Ucraina “la nazione più corrotta d’Europa”.

“Ora l’Ucraina ha un’opportunità unica per dimostrare che non siamo come la Russia, dove il denaro viene riciclato su tutto. Se qualcuno vuole rubarci milioni di euro durante la guerra, quando la nostra economia dipende per il 60% dagli aiuti dell’Ue, dobbiamo fermarlo”, ha dichiarato a Politico Yurii Nikolov, giornalista investigativo e fondatore del sito d’inchiesta Nashi Groshi (I nostri soldi).

Come osserva Al Jazeera, l’anno scorso l’economia ucraina si è ridotta di un terzo e il Paese è fortemente dipendente dagli aiuti finanziari occidentali, ma i donatori, tra cui il Fondo monetario internazionale (Fmi) e l’Ue, hanno ripetutamente chiesto maggiore trasparenza e una migliore governance.

DALLE PAROLE AI FATTI PER ELIMINARE LA CORRUZIONE

“Dal 24 febbraio, i funzionari a tutti i livelli sono stati costantemente avvertiti attraverso canali ufficiali e non: concentrarsi sulla guerra, aiutare le vittime, ridurre la burocrazia e smettere di fare affari dubbi. Molti di loro hanno effettivamente ascoltato, ma altri, purtroppo, no. Se non funziona in modo civile, sarà fatto secondo le leggi del tempo di guerra. Questo vale sia per i recenti acquisti di generatori che per i nuovi scandali nel ministero della Difesa”, ha detto David Arakhamia, capo del partito Servitore del popolo, in una dichiarazione su Telegram.

LA PROMESSA DI ZELENSKY

“Questa settimana sarà il momento delle decisioni appropriate. Non voglio annunciarle ora, ma sarà tutto giusto. In ogni situazione analizzeremo tutto nel dettaglio. Le questioni legate all’energia e agli appalti. Le relazioni tra il governo centrale e le regioni. Tutto ciò che riguarda gli appalti per le forze armate”, ha promesso Zelensky in un videomessaggio.

“Sebbene sia naturale essere cinici sulla possibilità di porre fine alla cleptocrazia in Ucraina – scrive The Hill -, l’opportunità di farlo potrebbe essere migliore ora rispetto a prima dell’invasione russa – anzi, migliore che mai”.

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