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Tutto su Gary Gensler, nuovo presidente Sec scelto da Biden

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Sarà Gary Gensler a presiedere Securities and Exchange Commission per decisione di Biden. Già in Goldman Sachs, Gensler è poi stato vicino a Obama. Fatti, commenti e approfondimenti

 

Il presidente eletto degli Stati Uniti ha messo un ex regolatore noto per aver combattuto con i dirigenti finanziari (e prima ancora ex banchiere) come supervisore principale di Wall Street.

Joe Biden ha scelto Gary Gensler come presidente della Securities and Exchange Commission (Sec), l’ente federale preposto alla vigilanza della borsa (analogo alla Consob italiana), ha reso noto il team del presidente eletto.

Attualmente Gensler è docente della Sloan School of Management del Mit.

Ma prima Gensler è stato partner di Goldman Sachs, la nota banca d’affari Usa, dove ha lavorato per 18 anni prima di entrare a far parte del Dipartimento del Tesoro nel 1997.

Nominato dal presidente Obama nel 2008 come presidente della Commodity Futures Trading Commission (Cftc), si è guadagnato la reputazione di aggressivo regolatore e avversario di Wall Street.

Alla Cftc, Gensler ha contribuito a scrivere il Dodd-Frank Act del 2010 e a regolamentare il mercato dei derivati.

Come ha sottolineato Bloomberg, la sua agenda aggressiva lo ha reso l’avversario numero 1 del settore finanziario a Washington. È stata una svolta straordinaria per l’ex partner di Goldman Sachs, che molti democratici temevano sarebbe stato troppo deferente a Wall Street quando il presidente Barack Obama lo ha scelto per la Cftc nel 2008.

Il potere si sposterà da Wall Street a Washington nei prossimi quattro anni, scrive Axios. “Questo è il messaggio inviato dal presidente eletto Biden, con la sua nomina del nemico di Wall Street Gary Gensler come nuovo capo della Sec”.

Tutti i dettagli.

CHI È GARY GENSLER, NUOVO PRESIDENTE DELLA SEC

Gary Gensler succederà a Jay Clayton al vertice della Sec.

Attualmente è professore presso la Sloan School of Management del Mit, dove tiene corsi di tecnologia finanziaria e criptovalute.

In passato ha lavorato a Goldman Sachs, è stato un dirigente di governo (nel settore commerciale e finanziario) e consigliere delle campagne elettorali di Barack Obama e Hillary Clinton.

CHIEF FINANCIAL OFFICER PER CLINTON

Nel 2016 Gensler ha lavorato come chief financial officer per la campagna presidenziale 2016 di Hillary Clinton.

CAPO DELLA COMMODITY FUTURES TRADING COMMISSION

Dal 2009 al 2014 Gensler è stato alla guida della Commodity Futures Trading Commission, nominato dall’allora presidente Barack Obama. Qui si è guadagnato la reputazione di intransigente in materia di regolamentazione.

Gensler ha guidato la revisione dei mercati dei derivati (a seguito della crisi finanziaria del 2008) ​​prescritta dal Dodd-Frank Act del 2010 e ha supervisionato le azioni di contrasto contro le banche di investimento accusate di manipolazione tassi di interesse di riferimento.

SVOLTA SORPRENDENTE PER L’EX GOLDMAN SACHS

Come sottolineano i media statunitensi, è stata una svolta sorprendente per l’ex dirigente della Goldman che in precedenza aveva resistito alle richieste di ulteriori regolamentazioni sui derivati ​​quando prestava servizio nel dipartimento del tesoro sotto il presidente Clinton.

IL PASSATO MILIONARIO ALLA GOLDMAN

Come ricorda infatti Bloomberg, all’inizio della sua carriera, Gensler ha guadagnato milioni di dollari alla banca d’affari Usa. Ma nel 1997 ha lasciato Goldman Sachs per entrare nell’amministrazione Clinton, dove ha lavorato presso il Dipartimento del Tesoro sotto la guida del Segretario Lawrence Summers.

“Se quel curriculum una volta rendeva nervosi i liberal-democratici, il lavoro svolto alla Cftc li ha ampiamente conquistati”, scrive Bloomberg.

LA NEO NOMINA ALLA SEC

La nomina di Gensler incontrerà dunque il favore dei liberal-democratici che hanno acclamato il duro approccio sul mercato dei derivati dell’ex regolatore Gensler durante l’amministrazione Obama.

Secondo il Washington Post, Gensler dovrebbe sostenere una regolamentazione aggressiva sulle istituzioni finanziarie e le società, che soddisferà liberali e progressisti a Washington. Ma probabilmente susciterà la resistenza delle grandi banche.

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