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Chi è Laura Rosenberger, scelta da Biden come consigliere per la Cina

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Rosenberger

Biden ha scelto l’ex consigliere di Hillary Clinton, Laura Rosenberger come senior director della Casa Bianca per la Cina

 

Il presidente eletto Usa, Joe Biden, ha scelto Laura Rosenberger come “senior director” per la Cina alla Casa Bianca. Lo ha riportato Reuters.

Ex consigliere di politica estera per la campagna elettorale di Hillary Clinton nel 2016, Laura Rosenberger è senior fellow del German Marshall Fund, think tank statunitense volto a promuovere la cooperazione e la comprensione tra l’America del Nord e l’Europa.

Nell’amministrazione Biden, Rosenberger farà rapporto a Kurt Campbell. Quest’ultimo, un altro veterano dell’amministrazione Obama, sarà il coordinatore senior per la politica indo-pacifica al Consiglio di sicurezza nazionale (Nsc) della Casa Bianca.

La gestione delle relazioni con la Cina rappresenta una delle maggiori sfide di Biden. I legami tra Stati Uniti e Cina sono precipitati al livello più basso degli ultimi decenni nell’ultimo anno di presidenza di Donald Trump.

Come sottolinea il South China Morning Post, Laura Rosenberger ha criticato apertamente la censura interna di Pechino sulla pandemia di coronavirus. Nell’ultimo anno infatti, Rosenberger si è espressa spesso contro la campagna di disinformazione della Cina volta ad assolvere la propria responsabilità per la pandemia di coronavirus.

Tutti i dettagli su biografia e orientamento della consigliera per la Cina di Biden.

ROSENBERGER NOMINATA SENIOR DIRECTOR PER LA CINA ALLA CASA BIANCA

“Sono onorata dall’enormità del compito e privilegiata di servire ancora una volta il popolo americano insieme a una squadra incredibile”, ha scritto su Twitter Rosenberger a proposito della nomina di Senior Director per la Cina all’Nsc.

BIOGRAFIA E STUDI

Originaria di Pittsburgh, Pennsylvania, Laura Rosenberger ha conseguito il master in pace internazionale e risoluzione dei conflitti presso la School of International Service dell’American University e ha conseguito la laurea con lode presso lo Schreyer Honors College della Penn State University in sociologia, psicologia e studi sulle donne. È membro del Council on Foreign Relations.

Sulla biografia di Twitter si definisce: ebrea, femminista, difensore della democrazia, Democratica pro Biden e fan degli Steelers. Rigorosamente in quest’ordine.

IL RUOLO AL GERMAN MARSHALL FUND

Attualmente è senior fellow al German Marshall Fund degli Stati Uniti e dirige l’Alleanza per la sicurezza della democrazia, un’iniziativa fondata all’interno del Gmf nel 2017 per scoraggiare le interferenze nella politica statunitense.

Come scrive il Scmp, “inizialmente Rosenberger si è concentrata sull’interferenza russa nelle elezioni del 2016. In seguito è diventata una critica del comportamento della Cina negli Stati Uniti e in altre società democratiche”.

Prima di approdare al think tank, ha ricoperto vari incarichi politici.

LA CARRIERA ALLA CASA BIANCA

Rosenberger è stata consigliera per la politica estera di un’altra ex segretaria di stato, Hillary Clinton, durante la sua corsa presidenziale del 2016.

Dopodiché ha ricoperto una serie di incarichi presso il Dipartimento di Stato e l’Nsc della Casa Bianca sotto la presidenza Obama.

In particolare ha lavorato come direttore dell’Nsc per la Cina e la Corea. Rosenberger ha ricoperto diversi incarichi al dipartimento di Stato, tra cui quello di ‘chief of staff’ dell’allora vice segretario di Stato, Antony Blinken, voluto ora da Biden a capo della diplomazia Usa.

L’ESPERIENZA NELLA REGIONE ASIA-PACIFICO

Come si legge sul sito del Gmf, Rosenberger ha una vasta esperienza nella regione Asia-Pacifico, in particolare nel nord-est asiatico. Ha ricoperto il ruolo di direttore del NSC per Cina e Corea, gestendo e coordinando la politica degli Stati Uniti sulla Cina e la penisola coreana. Oltre a una serie di posizioni incentrate sulla regione Asia-Pacifico presso il Dipartimento di Stato, tra cui la gestione delle relazioni USA-Cina.

LA SFIDA DEI RAPPORTI CON PECHINO

Come dicevamo, proprio la gestione delle relazioni con la Cina sarà una delle maggiori sfide di Biden.

I legami tra Stati Uniti e Cina sono precipitati al livello più basso degli ultimi decenni nell’ultimo anno di presidenza di Donald Trump. Come ha sottolineato Reuters negli ultimi giorni prima dell’insediamento di Biden il 20 gennaio l’amministrazione uscente ha annunciato una serie di mosse politiche che sembravano mirate a bloccare un approccio duro verso Pechino.

LA POSIZIONE DI ROSENBERGER SULLA GESTIONE CINESE DI COVID-19

Ma qual è stato nell’ultimo anno l’orientamento di Rosenberger nei confronti di Pechino?

In un articolo pubblicato dalla rivista Foreign Affairs ad aprile, Rosenberger ha criticato la censura cinese delle critiche interne alla risposta del governo alla pandemia. Non solo, ha sostenuto anche che Pechino stava girando la crisi sanitaria a proprio vantaggio. In un articolo su Newsweek un mese dopo, ha avvertito che la Cina stava usando i suoi aiuti per le attrezzature mediche per “dividere l’Europa dall’interno e dagli Stati Uniti”.

DISINFORMAZIONE CINESE

“Quello che abbiamo visto su Covid-19 in termini di manipolazione del partito-stato cinese è stato un vero allontanamento da quello che abbiamo visto in passato”, dichiarava lo scorso marzo ad Axios Laura Rosenberger. Interrogata sulla campagna di informazione della Cina sul coronavirus, Rosenberger ha indicato tre tattiche principali che Pechino ha applicato che assomigliano chiaramente alla strategia russa. La propagazione di “molteplici teorie contrastanti”. L’ampliamento dei “siti web di cospirazione”, che secondo Rosenberger sono siti di terze parti senza finanziare la trasparenza che promuovono le stesse teorie che lo stato mira a promuovere. L’uso coordinato di account Twitter diplomatici e delle ambasciate e media sostenuti dallo stato per contribuire a rafforzare le teorie.

IN CONTROTENDENZA RISPETTO AI DEMOCRATICI?

Una posizione insomma quella di Rosenberger in controtendenza rispetto all’ala Dem. Come sottolinea infatti Newsweek, “i democratici hanno generalmente evitato lo sforzo del presidente Donald Trump di attribuire la pandemia direttamente alla Cina. Anche se Biden ha comunque espresso preoccupazione per i resoconti secondo cui Pechino ha avvisato tardivamente il mondo sulla minaccia rappresentata dal virus”.

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