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Tutti gli amoreggiamenti fra Cina e Indonesia sulla Via della Seta

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Che cosa succede nei rapporti fra Cina e Indonesia nell’ambito della Bri. L’approfondimento di Giuseppe Gagliano

 

Le relazioni tra Cina e Indonesia stanno attraversando un momento favorevole di crescita soprattutto in ambito economico come dimostra il fatto che l’interscambio commerciale ha raggiunto i 45,3 milioni di dollari. E non pochi analisti internazionali hanno sottolineato come la leadership di Joko Widodo dovrebbe favorire lo scambio commerciale e consolidarlo. Allo stato attuale l’Indonesia ha accettato 28 progetti comuni con la Cina per un valore complessivo di 91 miliardi di dollari, progetti che naturalmente si inseriscono nella Nuova Via della Seta.

Fra questi di estrema rilevanza sia per l’Indonesia che per la Cina sono la zona economica speciale Sei Mankei; la seconda fase per la conclusione della infrastruttura portuale di Kualanamu; lo sviluppo di energia pulita nel fiume Kayan nel nord di Kalimantan; la costruzione di una zona economica speciale a Bitung, South Sulawesi e Kura Island a Bali.

Inoltre l’Indonesia ha anche firmato un altro pacchetto di cooperazione nell’aprile 2019, che contiene 23 pacchetti di cooperazione in progetti di investimento e di scambio commerciale.Il pacchetto di cooperazione comprende lo sviluppo di quattro corridoi economici, il treno ad alta velocità e lo sviluppo tecnologico. I 23 progetti hanno prodotto un valore di investimento di 14,2 miliardi di dollari. Tuttavia diversi progetti cinesi non sono ancora stati realizzati completamente in Indonesia poiché hanno trovato ostacoli di budget e di licenze.

Nonostante questi momentanei ostacoli l’Indonesia rimane nel contesto del sud est asiatico strategico per la realizzazione della BRI. Proprio per questo il governo indonesiano dovrebbe seguire la falsa riga delle scelte poste in essere da altri paesi asiatici come Pakistan, Sri Lanka, Bangladesh, Maldive, Kirghizistan, Tagikistan e Laos evitando tuttavia di farsi intrappolare dalla strategia del debito ma cercando di attuare una politica di contrattazione che sottolinei il ruolo indispensabile che l’Indonesia occupa nel contesto della Nuova Via della Seta.

Per quanto riguarda la Cina questa anche in Indonesia ha posto in essere strategia di penetrazione attraverso il soft power. A tale proposito, è stato istituito il primo forum culturale Cina-Indonesia tra il consolato cinese a Bali, l’Università di Pechino e l’Università di Udayana con lo scopo di rafforzare i legami culturali della Cina con l’Indonesia.

Tutto ciò non deve destare alcuna sorpresa poiché Xi Jinping ha pienamente compreso l’importanza di utilizzare le attività culturali come strumento di penetrazione. Infatti il documento strategico cinese sottolinea opportunamente come lo “scambio culturale” sia parte vitale della realizzazione della Nuova Via della Seta.

Un altro esempio di soft power ha ha avuto luogo a Jakarta nel settembre 2018, quando la star dell’opera di Pechino Chu Lanlan ha collaborato con una società indonesiana per organizzare un evento culturale a sostegno del BRI. Un evento simile è stato organizzato anche a Jakarta all’inizio del 2017, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare le relazioni della Cina con l’Indonesia. L’evento, a cui ha partecipato il vice primo ministro ha illustrato molti aspetti della cultura cinese come la danza tradizionale e le arti marziali.

Nello stesso anno, Pechino ha anche collaborato con Jakarta nell’organizzazione della mostra Archivi delle relazioni sociali Cina-Indonesia a Pechino. L’evento ha presentato vari archivi di proprietà dell’Indonesian National Archives (ANRI), dello State Archives Administration of China (SAAC), nonché degli Archivi della provincia del Fujian. Un tassello importante di questa collaborazione è avvenuto nel settembre 2018 quando il governo cinese ha deciso di costruire il primo centro di scambi culturali a Bali.

Il previsto centro di 10.000 metri quadrati si trova a Gunung Batur ed è considerato un luogo in cui Cina e Indonesia possono conoscere le rispettive culture. Nel settore del turismo, la politica del governo indonesiano di concedere visite senza visto ai cittadini cinesi ha contribuito notevolmente ad aumentare il numero di turisti cinesi che visitano l’Indonesia.

Nel 2016 la Cina è stata la più grande fonte di turisti in visita nel paese con un totale di 1.340.760 persone, mentre il numero di turisti indonesiani che hanno visitato la Cina nel 2015 ha raggiunto 544.800 persone. Si prevede che questo numero crescerà mentre il governo di Jakarta sta facendo sforzi per attirare ulteriormente i turisti cinesi.

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